La poesia del ritratto si mostra a Roma

La poesia del ritratto si mostra a Roma

A Palazzo Barberini, sede del museo nazionale d’arte antica, fino al 23 aprile 2017 si celebra Il pittore e il gran signore. Batoni, i Rezzonico e il ritratto d’occasione, mostra a cura di Michele Di Monte. 

 

Pompeo Batoni, Ritratto di Abbondio Rezzonico, Palazzo Barberini, 1766

 

Un viaggio d’arte nella Roma di metà Settecento, in cui Pompeo Batoni fu il pittore per eccellenza di ogni “gran signore” che volesse farsi ritrarre. Come il nobile Abbondio Rezzonico il cui maestoso dipinto, realizzato nel 1766 in onore del suo trionfale ingresso in Campidoglio come Senator Urbis, accoglie oggi il visitatore al primo piano del museo.

Batoni e Rezzonico si ricongiungono così, secoli dopo, nella Città Eterna. Dopo l’acquisizione avvenuta nel 2016 da parte dello Stato italiano del quadro già in prestito al museo civico di Bassano del Grappa, l’opera ora entra a far parte delle gallerie espositive del celebre museo romano, a disposizione degli amanti della bellezza e della cultura.

Attorno all’opera principale, che si staglia imponente di fronte al visitatore appena varcato l’ingresso della sala, si possono ammirare altre pregevoli creazioni: come i due ritratti di Papa Clemente XIII, zio di Abbondio Rezzonico, uno realizzato dallo stesso Batoni e l’altro dal suo talentuoso rivale, Anton Raphael Mengs. O come gli eleganti ritratti del Conte Soderini e di Sir Henry Peirse, ancora di Batoni, e il singolare ritratto del Governatore Robert Clive di Anton von Maron.

Se, come scriveva Goethe, “la poesia d’occasione è la prima e più autentica forma poetica” allora, quello di Batoni è il più autentico genere di ritratto. La solennità e l’immediatezza delle immagini costituiscono i primi e più grandi elementi espressivi dei capolavori in mostra. Gli abiti sfarzosi poi, assieme ai simboli del potere e alle effigi rituali si accompagnano ai profili gravi  dei soggetti protagonisti delle tele.

Un percorso che conduce attraverso le pose e i colori di un genere affascinante che trova in Pompeo Batoni e negli altri autori a lui coevi interpreti unici e imperituri. Al museo nazionale d’arte antica fino al 23 aprile quindi, si presenta l’occasione di conoscere grandi artisti in un contesto irrinunciabile e magnifico, quello di Palazzo Barberini.

Il gioiello architettonico figlio del genio di Gianlorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro Da Cortona infatti è perfetto per ospitare e preservare i frutti dei secoli di sensibilità artistica dei quali fa parte di diritto Pompeo Batoni.

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