In cerca di futuro sui banchi di scuola

In cerca di futuro sui banchi di scuola

Crescere è già un mestiere non facile, farlo da studenti oggi può essere proibitivo. Dal 24 al 28 ottobre al teatro di Villa Torlonia, la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli porta in scena “Infuturarsi, scene di un futuro possibile”. Spettacolo ironico e toccante sul mondo degli adolescenti, tra cyberbullismo e paura del domani.

 

Le attrici de La Piccola Compagnia del Piero Gabrielli in “Infuturarsi”, al teatro di Villa Torlonia dal 24 al 28 ottobre – Jessica Bertagni, Maria Teresa Campus, Chiara Mercuri e Giulia Tetta.

Avere fiducia in se stessi e conservare la capacità di provare empatia verso gli altri, compagni e professori. Questo l’antidoto per sopravvivere agli anni della scuola: restare umani, nonostante difficoltà e crudeltà. Dal 24 al 28 ottobre nello scenario unico del Teatro di Villa Torlonia arrivano gli attori della Piccola Compagnia del Piero Gabrielli. Dodici attori con e senza disabilità, provenienti dall’esperienza dei laboratori integrati, presentano Infuturarsi – Scene di un futuro possibile, una produzione del Teatro di Roma a cura di Roberto Gandini.

Uno spettacolo che accende i riflettori su temi molto attuali e delicati, come il cyberbullismo, con freschezza e intelligenza senza disfattismo né retorica. Il fatto che il cast sia composto da giovani e giovanissimi artisti, embedded quindi all’interno del contesto che si sta analizzando, aiuta sicuramente un percorso realizzato con cognizione di causa. Una grande prova di talento canoro e recitativo da parte dei protagonisti in un connubio tra musical e commedia, sviluppato senza cesure tra i generi.

Il dramma della violenza tra i banchi di scuola viene trattato al contempo con crudo verismo e speranza in un amore salvifico che possa farsi largo e vincere. Realtà e speranza unite dalla leggerezza di un’età che vuole continuare ad essere gioiosa, anche di fronte alle cattiverie gratuite e ai dubbi su un futuro che appare subito cupo e incerto.

Non manca spazio per una pungente satira sui professori, nel momento fatidico degli scrutini. Anche lì come tra gli alunni ci sarebbe bisogno di empatia per superare superficialità e indifferenza. Non considerare i ragazzi numeri ma persone, non fermandosi alle medie matematiche per valutare talenti ed potenzialità.

Così si ride, forse con un po’ di amarezza, di prof che non ricordano i nomi dei propri studenti e collezionano più assenze di loro, magari per arrotondare il magro stipendio pubblico con un altro lavoro. Ma ci sono anche i docenti irrimediabilmente innamorati della cattedra e dell’insegnamento, che non vogliono cedere alla tentazione di arrendersi perché ci sono ragazzi e ragazze da formare per il futuro. Una meta da raggiungere senza paura.

 

La squadra di “Infuturarsi, scene di un futuro possibile” in scena dal 24 al 28 ottobre al teatro di Villa Torlonia

 

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