Il Gruppo G124 e la grande scommessa della riqualificazione urbana
(Fonte immagine: www.fanpage.it)

Il Gruppo G124 e la grande scommessa della riqualificazione urbana

Un gruppo di giovani architetti selezionati da Renzo Piano si impegna per riconvertire le zone periferiche e combattere il degrado urbano

 

di Adalgisa Marrocco

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Si chiama “Sotto il viadotto” e promette di riqualificare l’incompiuto Viadotto Gronchi, nato negli anni ’90 con l’intento di collegare Roma Nord e Roma Sud tramite ferrovia leggera. Promosso dagli assessorati alla Trasformazione Urbana e allo Sviluppo delle Periferie e dal Municipio III, il progetto verrà portato avanti dai ragazzi del Gruppo Renzo Piano G124 per creare una piazza tra i pilastri, fornita di arredi green.

Un progetto innovativo fatto da nuove promesse dell’architettura. Infatti, il Gruppo G124 è formato da sei giovani architetti (tre donne e tre uomini), stipendiati grazie al compenso parlamentare di Renzo Piano che, ormai Senatore a vita, ha deciso di occuparsi delle periferie e della loro riqualificazione. Ogni anno, i sei architetti verranno sostituiti da altri sei mediante un bando.

Il gruppo di lavoro G124 prende il nome dal numero dell’ufficio del Senatore a Palazzo Giustiniani, trasformato in laboratorio. A seguire il team, oltre allo stesso Piano, c’è una squadra di tutor volontari,  formata da altri architetti, ingegneri, sociologi e psicologi. Il Gruppo G124 si concentra sull’ottimizzazione energetica, sul consolidamento ed il restauro degli edifici pubblici, sulla rivalutazione dei luoghi di ritrovo, sull’esaltazione delle aree verdi, sul trasporto pubblico e sulla partecipazione cittadina alla riqualificazione dei singoli quartieri.

“Sotto il viadotto” si articolerà in tre fasi: la prima vedrà la riattivazione del viadotto attraverso il recupero della struttura esistente, la seconda prevede la creazione di un percorso ciclo-pedonale, la terza porterà all’allacciamento della zona con il piano mobilità che interesserà le aree limitrofe (incluso il collegamento con la metro B1, atteso entro il 2020).

Segnali che fanno ben sperare, sia per l’interesse nazionale per il decoro urbano che per Roma Capitale, sempre più spesso travolta da procrastini per il completamento di opere pubbliche (la Metro C è l’esempio più eclatante) o da forti segnali di degrado delle aree urbane non centrali (il Pigneto, pur non trovandosi in estrema periferia, ne è la dimostrazione). Insomma, una grande scommessa partorita da una grande opportunità.

Dietro l’altisonante nome di Renzo Piano, ci sono soprattutto quelli degli architetti emergenti:

Eloisa Susanna, 32 anni, di Cosenza, laureata in architettura a La Sapienza di Roma e già collaboratrice di Massimiliano Fuksas;

Michele Bondanelli 38 anni, di Argenta (Ferrara), laureato all’Università degli studi Iuav di Venezia e qualificato per il restauro dei centri storici;

Roberta Pastore, 32 anni, di Salerno, laureata all’Università di Napoli Federico II e già impegnata nel nuovo Auditorium di Salerno;

Roberto Giuliano Corbia, 29 anni, di Alghero, laureato all’Università di Firenze con master in Urbanistica conseguito a Barcellona;

Federica Ravazzi, 29 anni, Alessandria, laureata all’Università di Ferrara, specializzata in progettazione plessi scolastici;

Francesco Lorenzi, 29 anni, di Roma, laureato in architettura a La Sapienza con esperienza internazionale.

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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