Il giovane, il vecchio, il comico e l’Italia del compromesso

Il giovane, il vecchio, il comico e l’Italia del compromesso

Grillo apre a Renzi, ma il giovane presidente del Consiglio preferisce il vecchio mediatore Berlusconi. Buongiorno di nuovo, Seconda Repubblica

di Adalgisa Marrocco

 

Il nostro Paese è in mano a loro tre: il giovane, il vecchio, il comico. No, non è il titolo di uno spaghetti western. I tre personaggi sono reali e tocca a loro riformare l’Italia. Renzi, Berlusconi e Grillo mediano, senza essere buoni mediatori del bene comune.

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(fonte: www.dagospia.com)

Il patto Renzi-Berlusconi risale già a qualche mese fa, frutto della volontà ostinata del leader PD e del desiderio dell’ex Cavaliere di non essere emarginato dalla scena decisionale. La notizia dell’alleanza, causa di immediati malpancismi, era e rimane lo scontato esito della fine di un ventennio e dell’inizio di una nuova era politica personalistica.

All’indomani delle Europee gli equilibri parlamentari, almeno dal punto di vista teorico, sono cambiati. Matteo Renzi può vantarsi di guidare un partito col 40% di consensi, Berlusconi accusa i colpi di un risultato elettorale sfavorevolissimo e dei processi a suo carico.

Tra i due alleati, arriva Beppe Grillo. Il M5S si era tenuto fin ad ora fuori dagli accordi e dalle mediazioni, ma adesso si dice pronto a collaborare. Saranno le percentuali in discesa, sarà che è proprio ora di dare un colpo di reni all’azione politica del movimento. D’altronde, la scelta di Grillo dimostra un certo pragmatismo: se le Europee hanno consegnato lo scettro del vincitore al Partito Democratico, allora appare palese che l’elettorato, almeno per il momento, si stia orientando verso un orizzonte politico classico. C’è bisogno di rassicurazioni dall’aria istituzionale, anche se molto spesso questo tipo sollievo equivale allo stallo o a un ritorno al passato.

Dal canto suo, il presidente del Consiglio sembra non voler lasciare del tutto la strada vecchia per quella nuova. Grillo è un (non ancora conclamato) neofita della mediazione, mentre Berlusconi rimane marchio di garanzia quando si tratta di compromessi. Matteo Renzi sembra saperlo fin troppo bene, bene a tal punto che già vediamo i primi effetti della mediazione PD-Forza Italia nella riforma del Senato.

Nel corso della serata del 20 giugno, la maggioranza renziana del Partito Democratico ha dato conferma dell’accordo con Forza Italia, a cui si aggiunge quello con la Lega Nord. La convergenza di vedute riguarda il nuovo (vecchio) volto di Palazzo Madama: un Senato composto da 100 membri (95 scelti dai Consigli Regionali e 5 dal presidente della Repubblica) che riceveranno solo lo stipendio da consigliere regionale (abbassato al livello dei sindaci delle maggiori città), non voteranno la fiducia al governo e alla maggior parte delle leggi, ma dovrebbero avere in dono il ritorno dell’immunità che escluderebbe l’arresto e imporrebbe l’autorizzazione preventiva per le intercettazioni.

Buongiorno di nuovo, Seconda Repubblica.

About Adalgisa Marrocco

Nata in provincia di Latina il giorno di San Valentino del 1991. Firma di politica e bioetica per diverse testate on-line, raccontatrice per Edizioni La Gru col libro “Supermarket e altri racconti indigesti”, traduttrice, sempre politically scorrect.

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