I SENZA VERGOGNA. DOMANDE SENZA RISPOSTA SUL CASO MARRAZZO

I SENZA VERGOGNA. DOMANDE SENZA RISPOSTA SUL CASO MARRAZZO
(27.11.09) Forse solo qualcuno capace di investigare come Dostoewskij nei bassifondi dell'animo umano potrebbe capire perché mai uno come Marrazzo – per quanto, dicono, “cattolico fervente”, come no – abbia sentito il bisogno di scrivere al Papa per chiedergli perdono. Forse perché non si abbassa a chiederlo al parroco del quartiere? O perché ritiene, orgogliosamente, che i suoi peccati abbiano bisogno di assoluzioni al massimo livello? O forse perché così  consigliato dai reverendi frati del convento in cui si trova, un po' tardivamente, in ritiro spirituale? Non si rende conto, il Marrazzo, che prima che al Papa avrebbe dovuto chiedere perdono ai tanti cittadini che lo hanno votato e che – ignari di tutto – avrebbero continuato a farlo? Non pensa di doversi far perdonare da tutti coloro che gli hanno dato credito in quei giorni in cui lui, con una faccia che definire di bronzo è farle un complimento, dichiarava "Tranquilli, è tutta una bufala?”  Non si sente colpevole di fronte ai partiti che lo hanno messo in quel posto e che alle prossime elezioni, così sputtanati, non potranno fare altro che consegnare alla destra anche la regione?  E intanto, potrebbe gentilmente farci sapere se in un soprassalto di dignità deciderà di destinare in beneficenza i due (2) lauti emolumenti regionali – soldi nostri – che non essendosi dimesso ma avendo solo presentato certificati di malattia ("stress", ma non fatelo sapere a Brunetta) continua a percepire come se niente fosse?  Dopodiché, una volta ottenuto il perdono dal Santo Padre non vorrà gentilmente il Marrazzo, per decenza,  fare in modo che per qualche tempo non si senta più parlare di lui? Da Rai Tre, dove dicono dovrebbe tornare, potrebbe farsi mandare molto, mooolto lontano?

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