GRANDE EVENTO, PIERO DELLA FRANCESCA DAL 3I MARZO IN MOSTRA AD AREZZO

Dal 31 marzo al 22 luglio 2007 i capolavori di Piero esposti nei luoghi della sua vita. Dalla sede principale del Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna (Arezzo, Via S. Lorentino 8, tutti i giorni dalle 9 alle 19) la mostra si estende ad un vero e proprio itinerario nel territorio che permetterà di conoscere altre grandi testimonianze dell’arte di Piero nella stessa Arezzo (come la Maria Maddalena nel Duomo e gli affreschi della Leggenda della Vera Croce, considerati il suo capolavoro, nella chiesa di San Francesco) e poi a Monterchi nel Museo intitolato alla famosa “Madonna del Parto”, infine a Sansepolcro (Museo Civico), dove il pittore era nato. Informazioni e prenotazioni nel sito dedicato e al numero  0575-1840000


Piero della Francesca e le corti italiane
è un affascinante viaggio tra le corti del Rinascimento che la Mostra ricostruisce grazie ad opere straordinarie come il Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta, il San Girolamo con Girolamo Amadi, il Dittico dei duchi d’Urbino, la Madonna di Senigallia, e a dipinti e tavole di artisti coevi di Piero come Pisanello, Rogier van der Weyden, Domenico Veneziano, Fra Carnevale, Luca Signorelli. Partendo dai luoghi d’origine del pittore la mostra ci accompagnerà lungo la sua vita ricostruendone clima, cultura, protagonisti, scambi e incontri. 
Dalla casa natale di Sansepolcro Piero si sposta alla corte dei Baglioni a Perugia, come collaboratore di Domenico Veneziano; dalla Firenze di Cosimo il Vecchio, con la visione della corte bizantina, alla corte estense di Ferrara, con la sua influenza su artisti coevi come i Lendinara e i maestri dello studio di Belfiore, e poi dalla corte dei Malatesta a Rimini fino a Roma, dove soggiorna lavorando in Vaticano per Pio II.
Il viaggio di Piero prosegue alla volta di Urbino, presso la corte dei Montefeltro, dove si dedica alla scrittura del trattato sulla prospettiva ed il cui passaggio lascerà riflessi nell’opera di Giovanni Santi e in quella del Laurana. Infine presso i della Rovere, ove dipinge la splendida Madonna di Senigallia.

Arezzo offre anche la possibilità di ammirare, nel Duomo e nella Basilica di San Francesco, altri celebri capolavori dell’artista come la Maria Maddalena e il ciclo della Leggenda della Vera Croce. Piero della Francesca sentiva un profondo e intenso legame con le sue terre, ove tornò più volte lasciando alcuni dei suoi più importanti capolavori. Dopo Arezzo l'itinerario si dipana quindi nella valle superiore del Tevere, a Sansepolcro ed a Monterchi, il primo, borgo natale del Maestro che custodisce il Polittico della Misericordia, la Resurrezione, il San Giuliano e il San Ludovico, il secondo, piccolo centro che serba un altro straordinario affresco di Piero della Francesca, la Madonna del Parto.
Colori e ritmi delle terre di Arezzo che rivivono nelle opere del maestro e solo in questi luoghi possono essere pienamente compresi.

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