Giornali,  giornaletti e gazzettini
kaleidoscopia.it

Giornali, giornaletti e gazzettini

In un momento nel quale la crisi in cui versa la stampa italiana si è aggravata a causa di una congiuntura economica che ha avuto il suo apice in questi ultimi due anni continuano a nascere giornali abbastanza modesti con una linea editoriale oggettivamente discutibile. E’ il caso di alcuni giornali distribuiti gratuitamente nei bar, nei negozi o nelle piazze (un controsenso per chi si consideri una vera testata giornalistica). Queste testate nascono con grandi ambizioni, tuttavia più che giornali(vista la mole di pubblicità presente) sembrano dei depliant pubblicitari, con articoli spesso messi a casaccio .

Chiaro non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, perché esistono delle eccezioni, ma al peggio, come dicevano gli antichi saggi, non c’è mai fine: qualche tempo fa mi capitò sott’occhio un periodico /mensile venduto al prezzo (mica tanto simbolico) di un euro. Leggendo quel giornale c’era  da rimpiangere persino quelli distribuiti gratuitamente, almeno non costano nulla, mentre questo gazzettino (?) al costo di un euro ti propinava notizie vecchie di mesi, articoli senza capo e né coda inseriti in un contesto sbagliato con errori sintattici e francamente puerili. Difficilmente dimenticherò la prima pagina che titolava a nove colonne:  “Nessun crimine è peggiore della povertà” con relativo articolo di fondo dell’ editore che con una circonlocuzione degna di un semianalfabeta ci spiegava perché la povertà fosse un crimine, snocciolando un’interminabile serie di luoghi comuni.

Sostenere, soprattutto di questi tempi, che la povertà sia un crimine non è solo azzardato ma è francamente irriguardoso verso tutti quei pensionati e lavoratori ai quali il giornale dovrebbe rivolgersi. A mio parere il vero CRIMINE  risiede nell’ odierna povertà spirituale dell’uomo, conosco tanti poveri  (dal punto di vista economico) più ricchi umanamente di coloro che lo sono solo nel portafoglio.

di Beppe Di Maggio

About Redazione

Un commento

  1. Bisogna rieducare a mio avviso, la gioventù ad avere rispetto delle persone indigenti e di aiutare a permettere a queste persone di trovare un lavoro, non fare assistenzalismo ,cosa spesso succede qua in ITalia.
    Questa rieducazione quindi, può avvenire solo se l’uomo si mette alla pari dell’altro , ci possiamo riuscire?
    Secondo me si , se anche lo Stato riuscirà a capire l’esigenza del popolo!

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*