Format 80 euro, la telenovela italica di primavera

Format 80 euro, la telenovela italica di primavera

Dallo show di presentazione alla spesa di Pina Picierno, dallo scontro con Grasso e i tecnici del Senato per le coperture del provvedimento alle perplessità dell’Agenzia delle Entrate. La soap del momento appassiona gli italiani, che già attendono il gran finale del 25 maggio.

In principio fu una slide. Quella della presentazione del provvedimento che elargiva 80 euro netti al mese ai lavoratori dipendenti nella fascia di reddito 8 – 24 mila euro l’anno tra luci e colori, una sceneggiatura subito di successo.
Sì, restavano fuori gli incapienti, ovvero quelli al di sotto degli 8 mila euro lordi l’anno di reddito, autonomi e pensionati, e venivano privilegiati, malignavano i soliti gufi, quei lavoratori pubblici da sempre bacino elettorale privilegiato del centro-sinistra e ultimamente vinti dall’astensione e dal populismo “grillino”. Ma era già qualcosa.
Subito, però, iniziarono a susseguirsi i colpi di scena e le spine della rosa renziana iniziavano vilmente a pungere. Una delle prime puntate di questo serial primaverile fu infatti dominata da Pina Picierno, capolista Pd circoscrizione Italia meridionale alle elezioni europee del 25 maggio, che sostenne di “poter fare la spesa per due settimane con 80 euro”, scatenando l’ironia del web e non solo sulle doti sovrumane di parsimonia dell’aspirante eurodeputata democratica. Applausi.
Dalla risata al dramma, l’opera riservava ancora molto ai telespettatori, con l’aspro scontro tra Premier e seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Piero Grasso, in difesa d’ufficio dei tecnici del Servizio Bilancio di Palazzo Madama che avevano espresso dubbi sulle coperture del bonus previsto dal decreto Irpef. Scambio di battute al vetriolo tra i due per un paio di puntate, tanto per non far calare lo share, e poi la quiete. Fino al prossimo rocambolesco capitolo della storia.
Intanto però, il nuovo avversario del prode e rivoluzionario giovin Premier si chiama Agenzia delle Entrate, per bocca delle solite fonti interne che anonimamente riferiscono ciò che in pubblico non si può dire ma che tutti sanno.
C’è preoccupazione, riferisce la stampa beninformata, per un “provvedimento spot fatto troppo in fretta”, e che “costringerà a intervenire a più riprese per sanare le incertezze normative”. Il rischio è che il bonus si perda nel marasma di balzelli fiscali e nel caos che né il decreto del governo né la circolare diramata dall’Agenzia delle Entrate stessa a fine aprile chiariscono.
La telenovela proseguirà verosimilmente fino all’apertura dei seggi per le elezioni, tenendo col fiato sospeso la platea del Belpaese. Renzi il protagonista mira a sbaragliare gli infidi avversari che il destino cinico e baro gli pone di fronte, ma rischia però di ritrovarsi non in una soap che premia il bell’audace, ma in una commedia all’italiana in cui a prevalere, tra farsa e tragedia, sarà la realtà rabbiosa del Paese, che non rispetta i copioni.

Marco Bombagi

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Un commento

  1. Tonino Scaglione

    Il Senato al buio? I principali costituzionalisti affermano che è necessario costituire una legge Costituzionale. Come il 1948 in base alla proporzionale.

    Vedi sotto:
    “Se vogliono rottamare il Senato ci vuole la Costituente
    La Repubblica-di Eugenio Scalfari-10/mag/2014
    I Parlamenti debbono essere ridotti a uffici che diano forma di legge alle … Ditelo e presentate al Parlamento un disegno di legge di riforma costituzionale. … elezioni nel tempo più breve possibile, con il sistema proporzionale”

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