Elio l’antinoia porta la musica classica all’Ambra Jovinelli

Elio l’antinoia porta la musica classica all’Ambra Jovinelli

L’ironia di Elio arriverà all’Ambra Jovinelli dal 19 al 30 ottobre

 

La qualità e l’aulicità di un genere musicale che erroneamente viene ritenuto di nicchia può invece mostrarsi al grande pubblico in tutta la sua inaspettata popolarità. Al teatro Ambra Jovinelli di Roma, dal 19 al 30 ottobre, lo spettacolo Largo al factotum apre in maniera sorprendente la stagione 2016/2017.

“Lo spettatore potrà forse arricciare il naso per l’inusualità dello spettacolo, ma sicuramente non si annoierà”. La rassicurazione di Elio, nome d’arte di Stefano Belisari cantante, compositore, flautista, attore teatrale, nonché leader del complesso Elio e le Storie Tese, che assieme al pianista Roberto Prosseda proporrà un percorso originale attraverso la storia e le note della musica classica.

Uno show che si annuncia imprevedibile ed atipico che mira a promuovere la raffinatezza e l’energia vitale di un genere che viene ritenuto troppo spesso vetusto. “Questo stile musicale è bello”, esordisce l’artista milanese in occasione della conferenza stampa di presentazione. “Mostrare ad un pubblico di non appassionati che è possibile canticchiarla con la stessa naturalezza di ciò che si ascolta in radio ogni giorno, cose spesso di bassa qualità, è importante”.

“Negli ultimi anni non vedo molto di nuovo”, prosegue. “Si tende ad imitare ciò che già si è visto in giro. Se un artista riproduce quello che è già stato proposto fa come quei gruppi di liscio che fanno sempre le stesse cose. La prima preoccupazione dovrebbe essere quella di cercare il bello, le cose interessanti e nuove”.

Elio torna così ad abbracciare le proprie radici artistiche, quelle solide basi tecniche sulle quali è stata edificata la sua straordinaria carriera. “La formazione classica mi è stata molto utile perché mi ha permesso di fare molte cose diverse”, aggiunge riferendosi, tra le altre cose, al suo diploma di flauto traverso. “Il mondo della classica è molto vivo, pieno di energia e gioventù più di quanto ci si aspetterebbe. Un universo inesplorato per molti che ci fa vedere quanto sia semplice quello che generalmente ascoltiamo”.

Vale la pena quindi tuffarsi in questo gorgo, ancor più oggi, abituati come siamo alla povertà qualitativa che troviamo attorno a noi. “Vorrei che la gente si appassionasse e imparasse dalla classica perché è interessante, raffinata, non annoia mai”, conclude. “Intenderla come qualcosa che si romperebbe in caso fosse toccata è sbagliato”.

Non rimane allora che verificare di persona cosa avrà in serbo Elio per gli spettatori dal 19 al 30 ottobre. Come li saprà stupire con l’eleganza immortale di un’arte tanto elitaria da essere per tutti.

 

Marco Bombagi

 

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