E se apriste quella porta?

E se apriste quella porta?

La paura è il tema che Fausto Paravidino porta al Piccolo Eliseo con I Vicini, opera da lui scritta, diretta e interpretata. Fino al 24 aprile l’intelligenza è di scena.

Il rapporto con il vicinato è all’origine di una paura molto condizionante, una paura che non consente di uscire con serenità da casa, che spinge ossessivamente a tenere sotto controllo i movimenti che potrebbero provenire dal pianerottolo, avvicinandosi alla porta per guardare in estremo silenzio dallo spioncino. Questa è la paura che prova il protagonista. Ma non basta. C’è anche la sua compagna che ha paura. Lei di una vecchia. Quella che abitava prima vicino a loro e che ora è morta, ma che si materializza davanti ai suoi occhi, dentro casa loro.

Nonostante i grandi ostacoli iniziali, qualcosa cambia e i vicini cominciano ad entrare nella vita della coppia e la paura lascia posto ad altro. Si ritroveranno persino insieme in una cena durante la quale succederà qualcosa di strano, che tocca il surreale.  I nuovi rapporti sono ambigui, morbosi, ruotano su un meccanismo di sottomissione.
Il testo è brillante, originale, contiene intelligenti paradossi e si muove su un piano tra onirico e realtà, a volte sembra di assistere alla rappresentazione di un sogno, di scene che non hanno materialità e di proiezioni mentali. Le due paure si incontrano. I due hanno bisogno l’uno dell’altra per potere affrontare le proprie fragilità. Forse hanno bisogno degli stessi vicini per gestire alcuni problemi.
Paravidino è un artista con una mente diversa, vede ciò che in pochi vedono, e si avverte in questo bel testo che offre una dimensione in cui si percepisce nell’immediato la raffinatezza dello spettacolo e che ci fa assaporare quello che solo un artista sa fare: mostrare la realtà che la gente comune non vede.
Coraggio, vi consigliamo di aprire la porta della vostra casa per andare a gustarvi  Fausto Paravidino insieme ai bravi Iris Fusetti, Davide Lorino, Sara Putignano e Barbara Moselli!

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