E LO CHIAMANO PAPI. POST IT PER VERONICA LARIO

E LO CHIAMANO PAPI. POST IT PER VERONICA LARIO
(30.4.09) Gentile Signora, erano giorni che si parlava delle veline promosse a eurodeputate, era da tempo che si vedeva sulle copertine delle riviste di gossip suo marito con tre o quattro di loro sulle ginocchia o con un paio di bonone tra le braccia indeciso tra la rossa e la bruna, ma si capisce che Lei sia esplosa quando ha letto del cambio dell'agenda politica del marito per presenziare a Napoli – con doveroso dono di ciondolo d'oro con diamanti – alla festa per il diciottesimo compleanno di una ragazza belloccia, figlia di un'ex bellona di Mediaset, che lo chiama (chissà perché) “Papi”. Ora Lei ha fatto benissimo, per carità, a fare quell'uscita che ha indotto il premier, con dispiacere di tanti futuri eurodeputati, a privare il Parlamento di Strasburgo dell'apporto prezioso di alcune prosperose bonazze.  E' un segno dei tempi, ahimé, che le candidature alla massima istituzione democratica dell'Unione europea possano essere decise o cambiate a seconda che la moglie del premier si irriti o meno per le scappatelle coniugali vere o presunte del marito. Ma una domanda ce la deve permettere: visto che ormai non c'è più niente in comune tra voi se non i figli avuti insieme, non sarebbe più dignitoso un sano divorzio piuttosto che le lamentele all'Ansa? Noi italiani suo marito siamo costretti a tenercelo altri quattro anni ma Lei, chi la obbliga? 

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