DOMANDE SENZA RISPOSTA. FERRARA DAL PCI E DALLA CIA ARRIVATO IN SACRESTIA, MA PERCHE’ LO FINANZIAMO?

DOMANDE SENZA RISPOSTA. FERRARA DAL PCI E DALLA CIA ARRIVATO IN SACRESTIA, OK, MA PERCHE' LO FINANZIAMO?
Possiamo capire che Giuliano Ferrara si senta orgoglioso delle sue disinvolte evoluzioni, da dirigente comunista all'epoca dei duri e puri della Torino operaia passato alla corte di Craxi e del suo vice Martelli, per i quali insieme a due ex di Lotta Continua, Adriano Sofri e Deaglio, partecipa a un'avventura editoriale (il giornale Reporter) finita ingloriosamente tra i debiti. Pagati da chi? Ovviamente da un certo Silvio Berlusconi, felice di sdebitarsi dei tanti regali ricevuti da Craxi, e per il quale Ferrara comincia a lavorare sia in tv che a Panorama, per poi fare il ministro nel suo primo governo. Possiamo capire che vada orgoglioso anche dei suoi trascorsi di confidente della Cia, con i cui emissari si incontrava di nascosto per scambiare informazioni con buste piene di dollari. Capiamo che si senta soddisfatto di aver fondato, sempre grazie ai soldi di Berlusconi (anche se ufficialmente risulta che glieli ha dati Veronica, certo, perché no) un Foglio in cui può esprimere appieno la sua ultima professione di fede, quella di baciapile ateo, confidente della catto-fondamentalista Binetti (quella che è convinta di avere il filo diretto con lo Spirito Santo) e battistrada del Cardinal Bagnasco. Certo che ne ha fatta di strada, complimenti. Possiamo ammirare anche il fatto che con la sua innata furbizia, adesso che ha dovuto mettersi a dieta perché invitato dal cardiologo a ridurre la sua straripante grassezza (francamente fa paura vedere in tv la sua faccia gonfia e congestionata, gli farà certamente bene controllare un po' la bramosia di cibo e di vino) faccia sapere a tutti che digiuna non per motivi di salute ma per testimoniare la sua contrarietà alla legge sull'aborto. Quello che ci piace meno, però, è che il giornale con cui Ferrara conduce questa ed altre campagne di una nuova destra intellettuale e teo-con e lui stesso, come direttore, siano generosamente finanziati dallo Stato italiano. Nel 2003 la cooperativa giornalistica del buon Ferrara si è intascata oltre 3,5 milioni di contributi pubblici, più o meno altrettanti nel 2004, ancor di più nel 2005, anno in cui con 3,8 milioni di euro è stata al primo posto per i finanziamenti nella categoria "organi di movimenti politici (?) senza rappresentanti in Parlamento". Soldi nostri, prelevati forzosamente dalle buste paga, dai 730 o dagli F24. Domanda: ma non potrebbe farsi finanziare direttamente dal Vaticano, che se lo potrebbe permettere visto che di soldi nostri, con l'8 per mille e il 5 per mille, ne prende già tanti?

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