Dallo schermo al teatro, ecco l’Amleto di Daniele Pecci

Dallo schermo al teatro, ecco l’Amleto di Daniele Pecci

“Morire, dormire. Dormire, forse sognare”.

In scena al Teatro Quirino fino al prossimo 30 ottobre Amleto di William Shakespeare. Daniele Pecci, regista e protagonista delle pièce, arriva in teatro con un’opera importante, fondamentale direi nella drammaturgia shakesperiana, riportando l’attenzione su un classico del teatro. Si riaprono così i tanti interrogativi che hanno fatto grande l’opera di un maestro della scrittura: essere o non essere, è dunque questo fra tutti il primo problema.

Amleto, soggiogato dal dolore per la perdita del padre e di più per l’incomprensibile scelta della madre Gertrude ancora in lutto di risposarsi con il re Claudio, fratello del defunto marito, diviene immagine ed essenza del dramma umano che coglie tutti. Se sia bene combattere e affrontare i dolori che tanto ci rendono fragili oppure lasciarsi annichilire da queste stesse angosce e mettervi fine definitivamente.

Il dramma di Elsinore nella regia di Pecci sposta l’azione intorno agli anni ’20, con una scenografia minimale fatta di finti specchi e una quarta parete che all’occorrenza scende in proscenio. Le luci ad indicare l’apparizione del fantasma del re Amleto, ucciso per mano del fratello, fanno da sfondo alla sua voce tonante che giunge nottetempo.

Amleto

Maddalena Crippa, Rosario Coppolino, Giuseppe Antignati e Sergio Basile protagonisti della storia, insieme a tutti gli altri attori, ripercorrono i profondi turbamenti psicologici di Amleto dunque, vestendo i panni impegnativi di una storia dall’intreccio complesso. Daniele Pecci dal canto suo ce la mette tutta per soddisfare l’ambizioso progetto di un Amleto contemporaneo, come dichiara, che lo vede nel doppio ruolo di regista e interprete. E di sicuro la scelta è coraggiosa, viste soprattutto le tante amate e memorabili rappresentazioni che di questo dramma inglese nella storia del teatro sono state fatte. Certamente ieri come oggi, Amleto rimane un testo impressionante per l’assoluta attualità dei temi che narra, per la capacità ancora fortissima di mostrare le emozioni umane e tutte quelle debolezze che fanno di chiunque l’espressione massima del dubbio esistenziale per antonomasia. Forse in fondo la risposta poi è questa, superare le disfatte e le fatiche che la vita ci mette di fronte trovando un modo per sopravviverle in eterno, come ha fatto Shakespeare con il suo geniale immortale talento.

Amleto

 

 

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