Cross The Streets: l’arte urbana si esprime al museo

Cross The Streets: l’arte urbana si esprime al museo

Il successo dell’inaugurazione dello scorso 6 maggio non fa che testimoniare la curiosità, l’interesse, il fermento che c’è dietro la mostra Cross The Streets al MACRO di Via Nizza. Un composit di generi che abbraccia l’arte underground tout court. Writing, Graffiti, Murales, Street Art lasciano per qualche tempo le strade, simbolo e luogo naturale d’elezione, per entrare tra le mura di un museo. Paulo Lucas von Vacano, fondatore della casa editrice Drago che produce la mostra, racconta questo appuntamento con l’arte come un grande successo e la reale realizzazione di un sogno: “La strada osserva. La strada governa… Chi sopravvive alla strada governa il mondo!”. Così Cross The Streets (incrocio di strade) sembra rappresentare il punto di incontro tra il fuori burrascoso, alle volte illegale, affascinante e profondamente potente, quello stesso fuori in cui poter osservare le opere di artisti che raccontano sui muri della città, sui treni, sulle metropolitane il mondo di oggi, e l’istituzionale palcoscenico del Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

WK Interact

WK Interact

La mostra visitabile fino al prossimo ottobre, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, nufactory, progetto ABC della Regione Lazio insieme a Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio del CONI, vuole essere l’espressione e in parte la ricostruzione storica dell’arte del writing e della stret art degli ultimi quarant’anni. Protagonisti di questo sensazionale appuntamento, alcuni dei maggiori esponenti italiani ed internazionali che fanno capo alla casa editrice Drago: nella sezione “Street Art Stories” troviamo tra gli altri i site-specific del tedesco Daim, Chaz Bojourquez, Evol, il franco americano WK Interact con un lavoro di 14 metri,  i romani Diamond, Lucamaleonte, JBRock. E poi ancora Mike Giant, Ozmo, Agostino Iacurci, Miss Van e tanti altri. Qui è possibile vedere anche il reportage fotografico di Stefano Fontebasso De Martino che ripercorre l’intervento sul muro del Palazzo delle Esposizioni realizzato nell’84 da Keith Haring e poi eternamente rimosso in occasione dell’arrivo di Gorbaciov.
Nella sezione “Writing a Roma, 1979-2017” curata da Christian Omodeo si ricostruisce lo speciale rapporto tra Roma, che nel ’79 ospita la prima mostra sul writing fuori degli Stati Uniti alla Galleria La Medusa, e l’arte urbana.

Se la contraddizione tra la strada e il museo sembra evidente fino a domandarsi come mai un cosiddetto street artist scelga di entrare in un circuito così diverso, ogni dubbio cade quando ci si accorge che le tele e i  muri dipinti sono opere d’arte a tutti gli effetti e come tali ammesse invetibilmente al mercato dell’arte. Del resto l’arte è per l’arte, è una delle forme più effimere di piacere, vive per se stessa a prescindere dallo strumento con cui fruirne. In vista di questo, Cross The Streets è l’esperimento riuscito di portare per una volta l’arte urbana dalle strade della città alle strade del museo e senza per questo sacrificarne l’essenza.

In occasione di Cross The Streets abbiamo avuto modo di incontrare uno degli artisti in mostra, di farci raccontare un po’ della sua vita fino all’arrivo al MACRO. In arte Diamond, Stefano Biagiotti (qui trovate l’intervista integrale) classe 1977 nasce a Roma e disegna da sempre “ho iniziato a disegnare prima di iniziare a camminare” racconta. Una buona formazione al liceo artistico prima e più travagliata all’Accademia di Belle Arti poi, oltre all’incontro con l’arte fin da piccolo grazie all’amore per lo stile liberty e l’art noveau derivati dalla madre, fanno del suo dipingere qualcosa di assolutamente unico. I lavori, se pur tante volte diversi come lo sono le tante facce di un diamante, esprimono certamente un richiamo fortissimo al modo di rappresentare che ci fu tra fine ‘800 e inizio ‘900: è così che troviamo la rappresentazione di tante donne, belle, abbracciate da piante rigogliose e da una natura morbida e flessuosa, da cui emergono però gli elementi più lugubri e inaspettati che realizzano così il suo stile personale.

Diamond

Diamond

Diamond arriva al MACRO su chiamata diretta della Drago, con cui lavora da diversi anni a partire dall’uscita del libro Roma Omnia Vincit realizzato con JBRock. 10 giorni effettivi di allestimento che lo hanno portato alla realizzazione dell’opera Sorella Morte in cui ritroviamo esattamente tutti i suoi caratteri: la donna, la vanitas, l’acconciatura floreale, i colori, il teschio, il diamante. “Ho voluto relazionarmi con lo spazio così come mi relaziono con lo spazio della strada ovvero prendere il muro a mia disposizione e dipingerlo direttamente. Ho fatto un site-specific che si potrebbe vedere tranquillamente per strada. Avrà vita breve perché alla fine della mostra verrà cancellato, però l’ho trovato il modo più naturale di esprimermi e di portare dentro al museo quello che faccio veramente”. Bella, grande, imponente, l’opera merita davvero di essere vista insieme a quelle degli altri artisti presenti.

Cross The Streets è l’idea concreta di far conoscere l’arte urbana per quello che è: arte. Si potrà amare, odiare, ammirare o criticare come si è sempre fatto per tutti gli artisti in tutti i tempi, ma si dovrà vedere!

L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo.
(Banksy)

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