COSE DA NON CREDERE. IL FINTO SCANDALO DELL’AMBULANZA E LE ANIME BELLE DELLA POLITICA

COSE DA NON CREDERE. IL FINTO SCANDALO DELL'AMBULANZA E LE ANIME BELLE DELLA POLITICA
Francamente non si capisce, o forse si capisce sin troppo bene, perché abbia sollevato tanta riprovazione da parte dei parlamentari l'uso improprio di un'ambulanza da parte del senatore Gustavo Selva. La verità è che Selva non ha fatto che rendere visibile, enfatizzandola, una realtà che è sotto gli occhi di tutti, e cioè l'appropriazione pressoché totale dei beni pubblici da parte della politica. Quando neanche la nomina di un dirigente di fascia bassa delle Asl sfugge ormai alla lottizzazione, per non parlare dei posti di primario distribuiti tra i partiti di governo locale con le percentuali dei dati elettorali alla mano, che le anime belle delle politica facciano mostra di  scandalizzarsi perché un loro collega ha usato un'ambulanza senza averne diritto è pura ipocrisia. In realtà, un Selva che si serve dell'ambulanza per farsi portare a una trasmissione tv non è peggiore di un Bertinotti che si serve di un aereo di Stato per farsi portare a un matrimonio dell'alta società a Parigi. L'unica differenza, semmai, è che il secondo pretende di essere un comunista.

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