COSE DA NON CREDERE. FANNO PUBBLICITA’ TRUFFALDINA MA LE MULTE LE PAGHIAMO NOI

COSE DA NON CREDERE. FANNO PUBBLICITA' TRUFFALDINA MA LE MULTE LE PAGHIAMO NOI
(16.4.09) Sapevamo tutti che gli annunci di mirabolanti velocità raggiungibili dai collegamenti Adsl erano tutte balle, e finalmente ora l'Antitrust ha condannato Telecom Italia a pagare 735 mila euro di multa  per la pubblicità all'Adsl Alice: reclamizza troppe volte la possibilità di raggiungere una velocità di navigazione che in pratica non viene mai ottenuta. A sua volta Wind-Infostrada è stata sanzionata per la promessa fatta agli utenti di non pagare più il canone Telecom Italia per chi passa a questo gestore. Ma in realtà solo una minima parte di questi clienti avevano la possibilità concreta di staccarsi completamente da Telecom Italia. Questa campagna ingannevole è costata a Wind 165 mila euro. Tutte somme che le compagnie pagano (ammesso che il compassionevole Tar non annulli le sanzioni) ma poi scaricano tranquillamente su noi utenti con opportuni ritocchi alle tariffe.
Le associazioni dei consumatori, pur encomiando l'Antitrust, vorrebbero sanzioni più gravi – ad esempio, la sospensione della licenza – capaci di dissuadere i gestori dal proporre nuove campagne ingannevoli. Si tratta però di un'ipotesi difficilmente praticabile in quanto verrebbe  colpita la continuità del servizio per gli stessi clienti e messo a rischio il posto di lavoro dei dipendenti. Sembra perciò preferibile la proposta di Zeusnews: colpire, o nelle tasche o con sospensioni, i manager responsabili delle aziende. Sono loro che spingono campagne truffaldine per raggiungere obiettivi esagerati, da cui dipendono altrettanto esagerati bonus retributivi dei manager stessi. Purtroppo, nella crisi che stiamo vivendo gran parte di responsabilità è dovuta all'inarrestabile fame di denaro dei manager. Basta leggere l'intervista rilasciata al Giornale dal n.1 di Seat Pagine Gialle, che reputa più che meritato – nonostante l'azienda sia in grave perdita – il compenso di oltre 8 milioni di euro l'anno che percepisce. Si è paragonato a Kakà e a Cristiano Ronaldo: se loro prendono tutti quei soldi perché non dovrebbe prenderli anche lui? Sono fuori dal mondo e continuanon a provocare danni, bisognerebbe riuscire a fermarli. 

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