COSE DA NON CREDERE, COSE ITALIANE

COSE DA NON CREDERE, COSE ITALIANE
(15.8.09) Riemersi da un'emergenza lavorativa di oltre un mese siamo appena in tempo per fare gli auguri di Ferragosto ai nostri amici lettori. E li facciamo unendoli ad alcuni consigli di lettura per le loro vacanze (o forse dovremmo dire, fra poco, post-vacanze). Cominciamo, in pieno conflitto di interessi – ci piace ogni tanto imitare i grandi – con il nostro amico e collaboratore di questa rivista, Gian Carlo Marchesini, autore di un  libro – ShockBrasil, 10 euro, a Roma presso la catena Arion – che chiunque sia stato o conti di andare in quel magico paese farebbe bene a leggere. Citiamo una frase: “Se la Città del Sole ha una possibilità di essere realizzata, i brasiliani sono in pole position”.  Suggeriamo poi due libri in qualche modo collegati tra loro: “La Fiera delle Sanità” di Daniela Minerva, BUR, euro 12,50, sui grandi sperperi dell'amministrazione della salute, e “Opus Dei segreta”, di Ferruccio Pinotti, sull'organizzazione laico-religiosa che con penitenze, finanza, cilici e fruste sta assumendo sempre più potere all'interno della Chiesa cattolica – e, attraverso questa, nel nostro Paese. Si dice che Giovanni Paolo II le dovesse la sua elezione, e adesso vi dice niente il fatto che il fascinoso Padre Georg, prima di diventare l'inseparabile segretario dell'attuale Pontefice, fosse docente in una Università dell'Opus Dei? Collegati i due libri, dicevamo, perché nel primo Daniela Minerva ci racconta dell'attività svolta dal pio Francesco Rutelli, quando era sindaco di Roma e preparava il Giubileo, per consentire all'Opus Dei di far sorgere nei terreni di Trigoria che le erano stati regalati da Albertone Sordi un proprio centro ospedaliero universitario, il Campus Biomedico. Dal quale poi la stesso pio Rutelli, che Dio lo abbia in gloria, ha prelevato per portarla nel PD e in Senato, armata di frusta e di cilicio, la santa Binetti. L'ultimo libro serio e triste, anzi serissimo e tristissimo, è di Stefano Livadiotti, che dopo essersi dedicato alla casta dei sindacalisti si è occupato della casta (anzi, dell'“Ultracasta”) dei magistrati (17 euro, Bompiani). Un libro che non si vorrebbe leggere, tante sono le cose che si apprendono, e non si vorrebbe apprendere, sul conto di coloro cui è affidata la nostra giustizia. C'è la storia di un giudice sorpreso con un minorenne nei bagni di un cinema, assolto dalla magistratura penale ma anche dal CSM perché tre anni prima era caduto battendo la testa. Costo della sentenza, 70 miliardi di lire. E quella del pretore che giudicando una prostituta – pardon, una escort – le inflisse come pena accessoria 6 mesi di interdizione dall'esercizio della professione. Ma ci sono anche dettagli meno pittoreschi, tra cui quello che i magistrati lavorano in media 4,20 ore al giorno. Prosit. E auguri.

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