COSE DA CREDERE, VOTARE SI’ AL REFERENDUM

COSE DA CREDERE, VOTARE SI' AL REFERENDUM
(21.6.09) Andare oggi a votare per cambiare la legge elettorale è un dovere civico. I contrari dicono che aiuterebbe il Pdl ad avere la maggioranza in Parlamento. Come se non ce l'avesse già. Ma se vincessero i sì, il Pdl avrebbe la maggioranza da solo e non sarebbe più soggetto al ricatto della Lega. Cioè di un partito che riesce ad esprimere al meglio quanto di peggio si trova al fondo di quegli strati che rappresenta: il timore del nuovo, l'odio per il diverso, il populismo becero, l'esasperazione del localismo dagli orizzonti ristretti. Nelle sue declinazioni più estreme, una versione italiota del nazismo: un nazismo casareccio alla Borghezio, che sa di Merlot e di polenta e osei anziché di birra e di crauti ma non per questo meno spregevole. Berlusconi di suo non è né nazista né razzista, è uno che ha in mente solo i suoi interessi: può fingere di esserlo se questo li aiuta così come, se gli conviene, può atteggiarsi a democratico. Ma se l'alleanza-competizione con la Lega lo costringe a confrontarsi con quel partito sul suo terreno, diventa più razzista di Borghezio e Calderoli. I quali si sentono obbligati a scavalcarlo per far vedere che sono loro i più razzisti, dando vita così ad una escalation disastrosa per il livello di civiltà della nostra democrazia. Neutralizzare almeno uno – il peggiore, dal nostro punto di vista – di questi due partiti sarebbe già un risultato. Per non dire della possibilità per il Pd – certo un Pd diverso, ricostruito culturalmente e ristrutturato come Forza Italia e An hanno saputo fare – di competere con il Pdl per strappargli la maggioranza. Perché no. Se solo si riuscisse a sollevare domani il macigno del quorum.

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