CORTE DEI CONTI: +180% GLI STIPENDI ALLA EX-SCUOLA VANONI. MOLTO LENTA L’AZIONE DEI MONOPOLI

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Mentre registra, nel suo rendiconto generale per il 2004, il mezzo fallimento delle previsioni di entrata della Finanziaria 2005 – dismissione di immobili e strade, attesi 7 miliardi, entrati fino a settembre neanche 600 milioni – la Corte dei Conti ha lamentato le lentezze della gestione dei Monopoli, da cui lo Stato-biscazziere attende i maggiori incrementi di entrate. E ha segnalato l’incredibile profusione di risorse per aumentare del 180 per cento (per di più con gli arretrati dal 2001) gli stipendi di amministratori e docenti della Scuola Superiore dell’Economia e delle finanze. Il cui rettore, non a caso, è il potente Capo di Gabinetto dello stesso Ministero dell’Economia e delle finanze, il consigliere Vincenzo Fortunato. Che "se la canta e se la suona", come direbbero a Roma…

Ma estrapoliamo alcuni brani spigolando nella relazione della Corte dei Conti al rendiconto generale dello Stato per il 2004. Le sottolineature sono nostre.

Un buon 2004 per la Scuola Superiore dell’economia e delle finanze: arrivano aumenti degli stipendi del 180 per cento

"Nel corso del 2004, ai sensi dell’art.6 del decreto ministeriale n. 301 del 2000, contenente la disciplina e della organizzazione interna e le norme per il funzionamento della Scuola, con delibera del Consiglio direttivo, emessa su proposta del Rettore e successivamente approvata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sono stati rideterminati retroattivamente, a partire dal 2001, i compensi per il rettore, il prorettore, i capi Dipartimento e i professori ordinari (in numero di 22 con due unità in più rispetto al precedente esercizio) in servizio presso la Scuola per un ammontare pari al 180 per cento del precedente trattamento (l’indennità di carica spettante ai professori ordinari passa da 65.000.000 lire a 60.000 euro a regime). "Quanto sopra ha comportato la necessità di corrispondere agli interessati i compensi arretrati maturati, che, come evidenziato dagli accertamenti effettuati nell’ambito della attività di audit, per un professore ordinario responsabile di area sono stati liquidati in 53.349 euro."

Un sola osservazione: la stessa persona (il potente dr. Vincenzo Fortunato) propone nella sua qualità di Rettore della Scuola dell’Economia e delle Finanze una delibera che stabilisce l’aumento del 180% dello stipendio del Rettore (lui stesso) che poi sottopone al Capo di gabinetto del Ministero dell’economia e delle finanze (lui stesso) il quale la sottopone a sua volta al Ministro dell’economia e delle Finanze che l’approva (c’era da dubitarne?) con apposito decreto (da chi predisposto? ma sempre da lui, l’eclettico dr. Vincenzo Fortunato).

Ma ecco che arrivano altri 5 milioni (diventati poi 10) da spendere per un’improbabile attività di promozione del Made in Italy.

"L’art. 4, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Legge Finanziaria 2004) ha istituito presso il Ministero delle attività produttive un apposito fondo per la realizzazione di azioni a sostegno di una campagna promozionale straordinaria a favore del made in Italy per gli anni 2004-2006 con previsione che una parte delle somme stanziate, per un importo non superiore a 5 milioni annui, fossero destinate alla Scuola superiore per lo svolgimento di attività di supporto formativo e scientifico, volte alla diffusione del made in Italy nei mercati mediterranei dell’Europa continentale e orientale. La citata normativa non ha avuto alcuna pratica attuazione nell’esercizio 2004, in quanto il decreto con il quale il Ministero delle attività produttive ha assegnato alla Scuola superiore l’importo destinato alle finalità stabilite è stato emanato soltanto a fine dicembre 2004. I commi 230 e 232 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2004, n. 311 (Legge Finanziaria 2005) hanno innovato il quadro normativo di riferimento.
"In particolare, le predette disposizioni normative hanno previsto una diversa disciplina delle modalità di afflusso e gestione delle risorse finanziarie, aumentate a 10 milioni annui, oggetto di specifica destinazione per lo svolgimento delle attività di supporto scientifico e formativo da svolgersi a cura della Scuola superiore dell’economia e delle finanze."

Ed ecco il giudizio della Corte dei Conti sull’amministrazione autonoma dei Monopoli: oramai gestisce solo i giochi (peraltro dati in appalto) ma è rimasta ancora ferma alla vecchia organizzazione dell’industria dei tabacchi. Le innovazioni vanno a rilento:

"La necessaria azione di sviluppo per adeguare l’assetto organizzativo alla primaria funzione di garantire la gestione strategica del complessivo portafoglio dei giochi e del concorsi, che ormai ha soppiantato per importanza le funzioni relative alla gestione dei tributi sui tabacchi, procede con estrema lentezza.
"L’obiettivo programmato, condizionato dalla mancata organizzazione della struttura di III livello, non ha ancora condotto, come auspicato, alla compiuta definizione della struttura organizzativa, risultando effettuate nel 2004 solo attività propedeutiche alla individuazione di processi e procedure ed al dimensionamento delle risorse.
"In particolare il progetto denominato "Marketing information System" ha subito una notevole riprogrammazione con conseguente lievitazione della relativa spesa.
"E’ stato altresì rinviato l’atteso lancio del progetto totocalcio on line, alla luce della necessità di meglio definire modalità più sicure per il pagamento, anche alla luce di quanto contenuto nell’art. 1 commi 290 e 291 della Legge Finanziaria per il 2005. Il tentativo di rivitalizzazione del Bingo, attraverso nuove e più coinvolgenti modalità di gioco, non ha al momento incontrato, a causa degli elevati costi, il gradimento dei gestori da tempo in situazione di difficoltà finanziaria."


E rimane l’organizzazione dei sigari toscani:

"A seguito della privatizzazione delle attività relative alla manifattura e lavorazione del tabacco, l’Amministrazione autonoma è divenuta centro unitario di coordinamento e regolazione delle attività relative ai giochi ed ai concorsi pronostici, affidati, peraltro, in gestione alla Lottomatica S.p.A..
"A conclusione del predetto processo l’Amministrazione ha mantenuto sostanzialmente l’assetto organizzativo risalente al regio decreto 29 dicembre 1927, n. 2452, ritenuto all’epoca funzionale allo svolgimento da parte di una Amministrazione statale di una attività di tipo industriale nel capo della manifattura e della lavorazione del tabacco".

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