Correggio e Parmigianino, alle Scuderie del Quirinale l’epoca aurea del Rinascimento di provincia
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Correggio e Parmigianino, alle Scuderie del Quirinale l’epoca aurea del Rinascimento di provincia

di Marco Bombagi

Non di soli grandi centri vive l’epopea del Rinascimento italiano. Oltre Firenze, Venezia e Roma, infatti, il genio artistico di quegli anni ha caratterizzato anche realtà territoriali più piccole della Penisola, come ad esempio Parma.

È in mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma, dal 12 marzo al 26 giugno 2016, una selezione di capolavori, provenienti dai più importanti musei del mondo, di due artisti italiani che segnarono la propria epoca e influenzarono le esperienze artistiche successive: “Correggio e Parmigianino, Arte a Parma nel Cinquecento”.

Nella città emiliana approdarono, all’inizio del XVI secolo, Antonio Allegri detto il Correggio, dal nome del borgo in cui nacque, e Francesco Mazzola detto il Parmigianino per via, oltreché delle origini, anche della corporatura minuta. Due talenti assoluti che portarono il proprio genio ad arricchire storia e cultura del luogo che li accolse. Grazie a loro, infatti, la città di Parma divenne all’inizio del XVI secolo un centro artistico in grado di competere a pieno titolo con le grandi capitali dell’arte italiana.

Due personalità differenti quelle dei due protagonisti dell’età d’oro di Parma: forte carica emotiva e desiderio di esprimere i sentimenti umani da parte di Correggio, il cui ardore caratterizzò il percorso artistico nella ricerca delle varie, estreme sfaccettature dell’animo; grande eleganza, raffinatezza e grazia stilistica di movimenti e pose furono invece tocco peculiare di Parmigianino, lontano dal turbinio di inquietudine di Correggio. In comune, i due geni, avevano tuttavia l’instancabile volontà di far evolvere la propria arte, rappresentando l’uomo in tutta la sua complessità.

La mostra si snoda dai lavori giovanili ai traguardi della maturità, fino alle opere a caratterizzazione mitologica, molto rari questi ultimi in un’epoca in cui la produzione artistica era dominata dall’elemento religioso. Senza dimenticare poi la ritrattistica e soprattutto i disegni, vanto del Parmigianino.

Un’importante sezione, al secondo piano dell’esposizione, è dedicata legittimamente alla scuola parmense. Oltre ai due protagonisti dell’evento espositivo, la mostra include infatti anche dipinti e disegni di altri quattro artisti meno celebri ma non meno talentuosi: Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano. A dimostrazione del fatto che uno degli effetti della presenza a Parma di Correggio e Parmigianino fu proprio l’emergere di una cerchia di allievi e discepoli.

Alle Scuderie del Quirinale fino al 26 giugno è possibile quindi ammirare l’estro irripetibile di due maestri del Rinascimento italiano. Un’esperienza imperdibile ancorché “di provincia”.

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