CALCIOPOLI, RADICI LONTANE

CALCIOPOLI, RADICI LONTANE    
Il conflitto di interessi di Berlusconi al vertice dello Stato ha fatto
scuola, non c’è da meravigliarsi che si sia riflesso a tutti i livelli
della vita sociale. Così il suo amico Galliani è tre volte Presidente,
che c’è di strano? I figli di allenatori e direttori sportivi riuniti
in società trattano direttori sportivi e giocatori dipendenti dai loro
padri, perché sorprendersi? La figlia di Geronzi riceve in affitto a
prezzi di favore un appartamento dalla banca del padre, che male c’è? E
non è stato lo stesso Berlusconi, quando i tifosi manifestavano per la
rateazione dei debiti della Lazio davanti all’Agenzia delle entrate, a
dire che bisognava considerare con attenzione il rischio di farseli
nemici? E’ assurdo che adesso proprio lui, che nel settembre 2005 aveva
ricevuto Moggi a Palazzo Grazioli per motivi rimasti misteriosi (“sono
andato da un amico” aveva detto il D.G. della Juve), adesso finga di
scandalizzarsi delle nefandezze emerse dalle intercettazioni e
rivendichi scudetti “rubati”.
Purtroppo, anche se i magistrati ce la stanno mettendo tutta per fare
pulizia, questo calcio è ormai drogato da un nefasto circolo vizioso di
debiti e ambizioni. “Non è più il mio mondo, me ne vado” ha detto
Moggi. Speriamo non sia più davvero il suo mondo. Ma è lecito qualche
dubbio.

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