Analisi della legge di stabilità 2015: 80 euro, buoni pasto e IRAP

Lo studio Masucci ci fornisce una chiara analisi della legge di stabilità 2015. Ecco la prima parte.

BONUS 80 EURO
Per il lavoratore sostanzialmente non cambia nulla, mentre ci sono differenze sul fronte degli adempimenti dell’azienda: la manovra ha infatti reso strutturale il bonus in busta paga, rendendolo in pratica un aumento e cambiandone la natura tecnica, trasformandolo in detrazione. Pertanto ai lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito compreso tra gli 8 e i 26 mila euro spetterà un bonus annuo pari a 960 euro, per i redditi fino a 24mila euro, e che scende progressivamente sotto questa cifra fino ad azzerarsi sopra i 26mila euro. Il sostituto d’imposta recupera l’aumento attraverso la compensazione in F24 con tutte le tipologie di tributo disponibili. A questa compensazione non si applicano i limiti previsti dall’art. 31, comma 1, della legge n. 122/2010 (che sancisce il divieto di compensazione in presenza di debiti superiori a 1500 euro). In pratica, la compensazione è sempre possibile.
Sono esclusi da tale bonus i pensionati, liberi professionisti e autonomi, disoccupati titolari di sussidio, incapienti (stipendi inferiori a 8mila 145 euro).

 BUONI PASTO
I Buoni pasto concessi a dipendenti e collaboratori sono detassati fino all’importo complessivo giornaliero di 7 euro se resi in forma elettronica (fino ad oggi l’importo era di € 5,29). La disposizione entrerà in vigore dal 1 luglio 2015.

IRAP
La base imponibile dell’IRAP verrà ridotta tramite l’integrale deduzione del costo sostenuto in riferimento ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Restano escluse dal beneficio le imprese che hanno alle proprie dipendenze collaboratori a progetto, collaboratori e tutti i lavoratori assunti con contratti a tempo determinato: per tali categorie di lavoratori, a decorrere dal 2015, continueranno ad essere applicate le “vecchie” deduzioni forfetarie. Pertanto, mentre in rapporto ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato è ammessa la deduzione integrale del costo del lavoro, in riferimento alle altre categorie di lavoratori trova applicazione la deduzione forfettaria fino ad oggi vigente.

Infine, per coloro che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, spetta un credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, pari al 10 per cento dell’imposta lorda. Tali disposizioni si applicano a partire dal periodo di imposta 2015.

Georgia Masucci

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