Alda la pazza: il manicomio diventa poetico
Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015

Alda la pazza: il manicomio diventa poetico

Al Teatro Eliseo Alessandro Gassmann dirige con grande capacità La pazza della porta accanto, poetico testo di Claudio Fava, atto unico che racconta la storia di Alda Merini rinchiusa in manicomio. In scena fino all’ 11 dicembre.

Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015

Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015

Siamo all’interno delle grigie pareti del manicomio e l’entrata della giovane Alda Merini è l’inizio della storia di una donna e del suo adattamento ad una nuova vita fatta di grida, di dolori, di elettroshock, di una perduta libertà, di nuove relazioni, quelle con le compagne di sofferenza. Donne che una volta inglobate nel grigiore manicomiale perdono parte della loro umanità e non vengono più considerate per la loro emotività ancora presente, poichè anche ora vogliono amare e desiderano dai loro “inguini” che urlano desiderio. Sono invece rinchiuse come bestie in una gabbia, di nuovo grigio nel grigio, da cui vengono fatte uscire per l’ora di libertà e in cui entrano i farmaci e ricevono la fredda presenza delle infermiere addomesticatrici. Eppure Alda, in questa animalesca condizione, prova la nostalgia per l’esterno, per le figlie, e si innamora di un uomo.

Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015

Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015

Il testo di Claudio Fava è poesia che parla della poesia, giunge incantevole alle orecchie e i bravissimi attori, tutti, con la magnifica Anna Foglietta attraggono e coinvolgono lo spettatore in una storia commovente. La scena e la recitazione sono curati in ogni dettaglio. La pazzia o, meglio, la diversa sensibilità diventa oggetto di studio eccezionale da parte di ogni attore. Anna Foglietta è una splendida Alda Merini in manicomio con un convincente tono alienato della voce e mai stancante (bravura assoluta!) o anche  attraverso un movimento scomposto, quasi impercettibile, del piede destro. Così Liborio Natali, in scena amante della Merini, regala un personaggio di eccezionale drammaticità ed eccezionale è la scena in cui i due diventano, in un gioco d’amore, due pazzi Romeo e Giulietta con un folle bisogno di amare.
Le scene destano interesse  per il gioco di pareti mobili spostate dagli attori di volta in volta. Si respira il clima di quelle che erano le condizioni in manicomio. Ci si appassiona alla storia di tutti gli internati, ognuno dei quali è un poetico disegno nella piece. Non manca davvero niente per farsi trasportare dalle intense emozioni della serata. Assolutamente consigliato!

 

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