AL MINISTERO DELL’ECONOMIA TREMONTI REGNA, FORTUNATO GOVERNA

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Ultime notizie su Secit e Scuola Superiore dell’economia e delle finanze: da segnalare alcuni movimenti interni alla Scuola mentre al Secit, ormai diventato nelle mani di questo governo una specie di “mostro giuridico”,  sembra imminente la nomina ad Esperto – insieme ad alcuni generali della Guardia di Finanza – di Vittorio Cutrupi, in passato Direttore generale dei Monopoli (da dove venne a suo tempo scalzato da  Giorgio Tino). Stando al gossip di palazzo pare che Tremonti avrebbe visto volentieri Cutrupi in più importanti incarichi trovando però l’opposizione del versatile e onnipotente capo di gabinetto Vincenzo Fortunato. Il quale si sta rivelando sempre più una specie di Cardinal Richelieu che all’ombra del trono gestisce in proprio tutto ciò che riguarda il governo e il sottogoverno del ministero e delle sue controllate.  

Al Secit si è atteso lungamente  la nomina del nuovo Direttore in sostituzione di Fabrizia Lapecorella, che per due mesi ha sostituito Vaccari il quale per un  mese aveva sostituito se stesso. Alla fine la scelta, per una nomina questa volta prolungata fino alla naturale scadenza, è caduta sulla stessa Lapecorella. 

Nel frattempo al SECIN (Servizio di Controllo Interno), in pole position per l’incarico di dirigente generale sembrava essere, fino a poco tempo fa, Aldo Bovi, direttore centrale al Dipartimento per le politiche fiscale e fedele collaboratore di Fortunato sin dagli inizi della sua carriera alle finanze, ma il Cardinale ha stoppato anche lui; colpevole – sembra – di aver dimostrato un’eccessiva indipendenza. Si attende di capire chi sarà l’eletto (forse qualcuno più vicino al centrosinistra, in modo da acquistare qualche merito in caso di cambio di governo? Staremo a vedere).

Intanto, dopo gli attacchi frontali dell’opposizione a proposito degli stipendi e dei doppi (per non dire tripli, quadrupli, ecc.) incarichi dei membri della Scuola Superiore e dopo le fastidiose punzecchiature di contrappunti.info, riprese spesso dalla stampa, si è cercato di tamponare la situazione su due fronti: da un lato prevedendo nella Finanziaria l’abbattimento del 10% degli stipendi del rettore e del prorettore della Scuola (e francamente ci imbarazza sentirci in parte corresponsabili di un simile sacrificio), dall’altro con qualche taglio palliativo al cumulo di incarichi.
Il consigliere Francesco Tomasone (che è stato fino a ieri uno e trino: prorettore, docente e capo dipartimento della Scuola, oltre che presidente del servizio di controllo interno del Ministero dell’economia e titolare di diversi altri incarichi) si è dimesso da prorettore per lasciare il posto al prof. Carlo Malinconico, persona dal ragguardevole curriculum (avvocato dello stato, consigliere di stato e titolare di un lungo dossier di incarichi tra cui quello di capo dell’ufficio legislativo della presidenza del consiglio all’epoca del centro sinistra. Dettaglio significativo).  
A sua volta la dr.ssa Concetta Zezza  ha lasciato la direzione generale dell’ufficio di Gabinetto del Ministro dell’economia in modo da potersi dedicare alla Scuola nella sua veste di direttore amministrativo (ma c’è chi giura che continui ad occuparsi per conto dell’onnipotente della gestione del Gabinetto).

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