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(16.4.2010) Come c'era da aspettarsi, il risultato delle elezioni regionali (un successo in termini di territori conquistati anche se un insuccesso in termini di voti), lungi dal funzionare come una pacca sulla spalla per il centrodestrra (“Vai così che vai bene”) ha accellerato il regolamento dei conti che la corrente della ex An guidata dal Presidente Fini (oramai per la ex An bisogna parlare in termini di correnti: i finiani, i berluscones, i pontieri, gli indecisi) già da tempo meditava di imporre al padre-padrone della coalizione. Al quale non da ieri Fini andava dicendo di fare una scelta chiara tra Bossi e lui. Il risultato elettorale della Lega, e soprattutto quella specie di patto di Yalta stipulato subito dopo tra i due leader (le riforme a Bossi e ai suoi, basta che risolvano i problemi dei processi del premier) dimostrava, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la fine di qualunque ruolo del Pdl condannando l'alleato ex An alla marginalità e, a breve, alla sparizione come soggetto politico. Chi, come gli “ex-colonnelli” Gasparri o La Russa, si contenta di restare (ma fino a quando?) seduto su una remunerativa poltrona poteva anche accettare la sparizione di ciò che resta della vecchia destra nazionale. Ma Fini certamente no. La cosa importante, come osserva in questo articolo il nostro Gino Nobili, è che la disputa interna al centrodestra ha rimesso in movimento il quadro politico, e riproposto, tra l'altro, l'annoso problema del sistema elettorale: di tipo francese, americano, tedesco? Sarebbe troppo augurarsi che la scelta avvenga in base agli interessi del paese, e non a quelli, magari del tutto episodici, della coalizione al potere. In questo senso il fatto che Fini abbia mostrato l'intenzione di capovolgere il tavolo (ma resta ancora da vedere se lo farà veramente) potrebbe aiutare. Staremo a vedere.
articolo di Gino Nobili
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(06.03.2010) Non siamo mai stati dei fan del complottismo, pensiamo, ingenuamente, che la prima repubblica sia caduta per autoconsunzione mista a eccessi di corruzione (qualcosa, insomma, tipo quello che sta succedendo adesso) e non perché i magistrati di Mani Pulite hanno complottato insieme al PCI per abbatterla. Allo stesso modo – altrettanto ingenuamente - non abbiamo creduto alla favola della strage delle Torri Gemelle autoorganizzata da Bush, né crediamo all'autoattentato tramite statuetta autoorganizzato dal nostro Premier. Non perché costui eviterebbe di farlo per motivi etici, figuriamoci, ma per la semplice ragione che un'operazione di questo tipo avrebbe richiesto troppi complici, dallo psicolabile autore del gesto (chi mai potrebbe fidarsene?) ai sette-otto uomini della scorta, dalle infermiere e dai sanitari del pronto soccorso agli specialisti che lo hanno preso in cura e gli hanno messo a posto la dentatura e la faccia. Tutti corrotti, tutti disposti a mantenere il segreto più rigoroso anche con mogli, mariti, amanti, madri, padri, fratelli e sorelle? E in tutto questo giro – a questo punto stiamo parlando di almeno un centinaio di persone – e in tutti questi mesi non si è trovato nessuno poco amico di Berlusconi che ha pensato di dare un colpo di telefono a Santoro per raccontare in diretta la sua sconvolgente verità? Sai che coup de theatre, altro che qualche filmato su You Tube ad uso del popolo della rete. Invece, silenzio assoluto, e si capisce. Visto che Berlusconi è tutto tranne che un idiota, l'ultima cosa che avrebbe fatto è mettersi sotto schiaffo di un sicuro ricatto da parte di una massa così grande di persone. L'uomo di Casoria sa bene, come disse Talleyrand, che un segreto condiviso da due persone non è più un segreto. Se proprio avesse pensato – cosa già opinabile - che gli serviva assolutamente un attentato per rilanciare la sua audience, c'erano sicuramente dei modi meno rischiosi – tipo far esplodere un po' di dinamite nel salotto di Villa Certosa mentre lui era a farsi la barba - che avrebbero richiesto al massimo la complicità di una persona o due altamente selezionate e avrebbero suscitato altrettanto clamore. Nonostante ciò registriamo, anche da parte di persone tutt'altro che faziose - il nostro amico Nobili è tra queste – una fiducia assoluta nelle tesi del complotto. Non siamo d'accordo con loro ma possiamo capirli. La classe politica che ci governa è talmente spregevole che qualunque sospetto su di essa, anche il più atroce, è più che giustificato.
Articolo di Gino Nobili |
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 (5.2.2010) Difesa SpA, Protezione civile SpA, e poi – perché no, visto che se ne parla da tempo – Carceri SpA, e poi Sanità SpA (modello lombardo), Giustizia SpA. Questo sistema di potere si sta impadronendo dello stato italiano un pezzo alla volta. E addio trasparenza, addio controlli della Corte dei Conti, largo a una nuova classe di famelici burocrati del parastato, una nuova razza padrona che prospera e si arricchisce sui ruderi del vecchio Stato liberale. Hanno imparato che dello Stato, come del porco, non si butta niente. C'è solo da augurargli buon appetito
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 (4.2.2010) In un Policlinico in parte presidio di avanguardia in parte paradigma del degrado della sanità italiana, Emma Bonino, candidata a governare la regione Lazio, ha fatto una delle sue prima uscite pubbliche. Un compito delicato, perché si trattava di affrontare i nodi delle inefficienze gestionali che hanno portato alla tragica situazione debitoria attuale senza alienarsi (o senza alienarsi del tutto) le simpatie di un larga fascia di elettori potenziali. Una prova – secondo il nostro Marchesini – brillantemente superata.
di Gian Carlo Mrchesini
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(28.1.2010) Oramai è certo, superato anche Titanic, Avatar sale al primo posto degli incassi di tutti i tempi. Un sorpasso annunciato - riferiscono i giornali - diventato realtà in soli 41 giorni. Martedì infatti Avatar ha incassato in tutto il mondo 1.859 milioni di dollari contro i 1.843 milioni di Titanic nel biennio 1997-1998. Un vantaggio sicuramente destinato ad aumentare visto che il potenziale economico del film è ancora elevato. Il botteghino ha avuto un'ulteriore spinta dal prezzo per la visione in 3D, da cui deriva il 72% degli incassi. Come sempre, in queste occasioni, ci si trova di fronte allo stesso dubbio: andarci, perché ci vanno tutti; non andarci perché ci vanno tutti. C'è stato intanto a vederlo il nostro Carlo Monico, e per lui le due ore e 40 sono volate, racconta, “come stare su un seggiolino di una magica giostra, beatamente immerso in uno scoppiettare spumeggiante di immagini e scene e figure”. Quasi ci convince.di Carlo Monico |
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 (25.1.2010) Quello che abbiamo chiamato il Generale Custer della politica italiana ha colpito ancora. Grazie a lui la dirigenza del Pd ha preso un'ennesima tramvata, e la candidatura di Vendola alle primarie si è imposta alla grande sul candidato ufficiale del partito. E' discutibile che si tratti di un successo da suscitare entusiasmo. Sia perché l'alleanza con l'Udc avrebbe probabilmente consentito di contendere la Regione al centrodestra con maggiori possibilità di successo. Sia perché lo stesso Vendola – per usare un eufemismo – non è che si sia particolarmente distinto nel suo governatorato. Le brutte storia di corruzione e gestione affaristico-politica della sanità non lo hanno, finora, portato tra gli indagati ma certo non hanno giovato né alla sua immagine né a quella del centrosinistra. E il fatto che goda ancora del sostegno del “suo popolo”, non è che cambi questa situazione. Occorrerà vedere in che percentuale di voti questo sostegno si trasformerà alle elezioni. Purtroppo dal Lazio alla Puglia, da Firenze a Bologna (dove il sindaco si è accorto un po' in ritardo che il Comune, “sbagliando”, gli pagava con la diaria anche i soggiorni a Cancun con la fidanzata, ma che sbadati) il centrosinistra si è dimostrato tutt'altro che quel modello di trasparenza e buona amministrazione che i suoi elettori si aspettavano. Se ora c'è da festeggiare perché in Puglia sui calcoli dei marpioni dell'apparato hanno prevalso le scelte dei simpatizzanti vendoliani, si festeggi pure. Ma sapendo che è una festa dalle gambe corte e dal breve respiro.
di Gian Carlo Marchesini
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(21.1.2010) Drammi come quello di Haiti ci ricordano la totale vulnerabilità della vita e toccano il cuore di tutti. Tranne, ovviamente, quello di alcuni personaggi degni più di pietà che di disprezzo. Abbiamo visto nei corsivi a fianco l'insensibilità, per usare un eufemismo, dimostrata dal Giornale di Feltri. Non abbiamo stomaco sufficiente per leggere Libero o la Padania; ma quanto a quest'ultima, ieri il Corsera segnalava che aveva dato notizia del terremoto, il primo giorno con pochi righi a pag. 16, il secondo giorno con un trafiletto a pagina 22. Sono Bongo Bongo, se muoiono cosa volete che importi ai Vikinghi della Val Brembana, ai SuperUomini Total White padani? Ma chiudiamo con queste miserie. L'obiettivo di questa nota è trasmettere un appello di alcuni medici del San Camillo che, come ci segnala Ale Barducci, da tempo sono in contatto con una organizzazione di volontariato che opera su Haiti, "Pane condiviso". Uno di loro (il Dr. Nardi che firma l'appello) ha anche adottato anni fa due bambine dell'isola. Guidata da una straordinaria suora salesiana, Pane condiviso da anni cerca di garantire la sopravvivenza fisica e la scolarizzazione dei bambini di strada di Haiti. Ci auguriamo che i nostri lettori possano inviarle un sostegno, tanto più importante – qualunque sia la sua entità – in questo terribile momento. Certamente non sarà sprecato. Appello di Giuseppe Nardi
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 (17.1.2010) Ci capitò di imbatterci in Vito Mancuso, che non conoscevamo, leggendo un articolo su Repubblica in cui si avventurava in un'improbabile difesa di Benedetto XVI (a proposito, se fossimo ebrei oggi saremmo andati a sbarrare le porte della sinagoga di Roma, altro che riceverlo con tutti gli onori. La riabilitazione del vescovo negazionista e il riconoscimento delle “virtù eroiche” di Pio XII sono solo gli ultimi degli schiaffi che costui ha sferrato sulle guance del tormentato popolo di Israele, per non parlare di quanto ha fatto quando era Presidente dell'ex Inquisizione, la Congregazione per la dottrina della fede). Leggendo i titoli di Repubblica, diceva più o meno il Mancuso in quell'articolo, possiamo dedurre che gli uomini di oggi sono malvagi o infelici. E tutto per colpa di che? Ma sicuramente della loro mancanza di fede, del loro laicismo. Leggemmo poi una lettera a Repubblica in cui il Mancuso veniva definito “un fine teologo” e ci dicemmo: se questo è uno fine, chissà gli altri come saranno. Adesso il nostro Gian Carlo Marchesini si è imbattuto in un libro di Mancuso, incautamente l'ha acquistato e ancora più incautamente l'ha anche letto. Rimanendo seriamente deluso, come ci spiega in questo articolo. Va bene, ma perché buttare i soldi così? di Gian Carlo Marchesini
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 (13.1.2010) Preoccupato del nostro silenzio ci ha contattati il Ministro Bondi. Ci mancate, ha detto. E per dimostrarci il suo affetto ha voluto mandarci segretamente questa poesia inedita. “Sono versi - ci ha scritto - sgorgati spontaneamente dal mio cuore in difesa del Direttore del Giornale, l'ineguagliabile inimitabile Vittorio Feltri, ingiustamente vilipeso. Così diverso da me eppure così uguale”. Siamo onorati di poterla pubblicare in esclusiva. Grazie, Ministro. Le faremo avere prima possibile i diritti d'autore. |
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 (24.12.09) Per gentile concessione di elettroni.org pubblichiamo la cronaca politica (in romanesco, visto il grande revival dei dialetti sotto la spinta delle componenti della Lega più vicine al post-strutturalismo alla Baudrillard) dei prossimi dieci anni. Anni straordinari, che giustamente saranno ricordati come i "roaring tens" di questo secolo e che ci hanno offerto eventi mirabolanti. Lasciandoci, alla fine, come Don Falcuccio. Siamo lieti di poterne dare un'anticipazione. P.S.: diversi lettori ci hanno chiesto notizie dell'autore di questi scritti. Diciamo che sono evasioni dalla seria attività di informatico svolta professionalmente da Michele Diodati, uno dei massimi esperti italiani di accessibilità dei siti Internet. Tra le sue opere, il libro monumentale “Accessibilità: guida completa”, ediz. Apogeo, Milano 2007, pag. 650. Insieme a lui scrivemmo per l'editore Buffetti, nell'ormai lontano 1997, “Internet per le pubbliche amministrazioni”.
Cenni storichi di Michele Diodati su li fatti principali capitati nell'anni 2010-2020. Overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano
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 (21.12.09) Cronaca della presentazione del libro di Edoardo Montolli su Gioacchino Genchi, in una sala affollata dell'Hotel Nazionale a Roma, con Marco Travaglio e Antonio Di Pietro e la presenza, attentissima, di un gruppo di ragazze e ragazzi ognuno con un’agenda rossa in mano, come quella scomparsa di Paolo Borsellino, mostrata con orgoglio come un nuovo moderno e laico vangelo. Nel libro-colloquio con Gioacchino Genchi, “un uomo in balia dello Stato”, è stipato un materiale inedito e scottante, che permette di riscrivere gli ultimi vent’anni della storia d’Italia: da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi fino alle stragi del 1992 e 1993, dalle agende di Falcone agli ultimi due giorni di vita di Borsellino, con elementi completamente nuovi che aprono enormi squarci nelle istituzioni. Ma non con teorie o teoremi. Con dati e fatti. Uno scioccante “dietro le quinte” della politica che porta alle origini della seconda Repubblica. Dopo averlo letto – parola di Travaglio - niente vi sembrerà più come prima.
di Gian Carlo Marchesini
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(18.12.09) Per gentile concessione di elettroni.org pubblichiamo la cronaca politica (in romanesco, visto il grande revival dei dialetti sotto la spinta delle componenti della Lega più vicine al post-strutturalismo alla Baudrillard) dei prossimi dieci anni. Anni straordinari, che giustamente saranno ricordati come i "roaring tens" di questo secolo e che ci hanno offerto eventi mirabolanti. Lasciandoci, alla fine, come Don Falcuccio. Siamo lieti di poterne dare un'anticipazione. P.S.: diversi lettori ci hanno chiesto notizie dell'autore di questi scritti. Diciamo che sono evasioni dalla seria attività di informatico svolta professionalmente da Michele Diodati, uno dei massimi esperti italiani di accessibilità dei siti Internet. Tra le sue opere, il libro monumentale “Accessibilità: guida completa”, ediz. Apogeo, Milano 2007, pag. 650. Insieme a lui scrivemmo per l'editore Buffetti, nell'ormai lontano 1997, “Internet per le pubbliche amministrazioni”.
Cenni storichi di Michele Diodati su li fatti principali capitati nell'anni 2010-2020. Overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano
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 (15.12.09) In un'epoca di grande inciviltà due amici discutono civilmente di due autori – Guido Viale e Gianni Vattimo – che più lontani non potrebbero essere, e dei loro libri appena pubblicati. Un libro sull'ambientalismo, quello di Viale, molto valido ma presentato, alla Fiera della piccola editoria tenuta a Roma ai primi di dicembre, davanti a un pubblico di non più di venti persone. Per contrasto molto più affollata, sempre negli spazi della Fiera, la presentazione del libro di Vattimo, il filosofo del pensiero debole. Debole nel pensiero, certo, ma forte nel sapersi vendere. Comunque, due interessanti indicazioni di lettura. O due idee non frivole di regalo da fare per Natale.
di Gian Carlo Marchesini e Alberto Rinolfi |
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 (10.12.09) New York, grazie anche al cambio ultrafavorevole, non è mai stata tanto vicina. Come dice il nostro amico Stefano Spadoni, l'autore del mitico "Vado a vivere a New York", la Grande Mela è come sempre un luogo unico per le feste natalizie e lo shopping e quest'anno, considerati il cambio e gli sconti veramente eccezionali, è ancora più conveniente per chi guadagna in euro. Chi passa l'ultimo dell'anno a New York può consultare il CALENDARIO sul sito di Stefano dove i promoter e i locali segnalano le migliori feste a cui andare oppure può dare un'occhiata agli ANNUNCI che reclamizzano affitti, lavori, vendite, opportunità a New York. Ma chi resta in Italia o ha altre mete di fine anno può semplicemente iscriversi alla newsletter in previsione di un prossimo viaggio. E se qualche giovane tra i lettori ha in mente di cercare fortuna da quelle parti, lui e il suo sito sono a disposizione per aiutarlo a formarsi un circolo di conoscenze, trovare un affitto o dei partner commerciali o personali. Stefano non ha aspettato Pier Luigi Celli per capire che l'America aveva da offrigli molto di più. di Stefano Spadoni
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(8.12.09) Per gentile concessione del sito elettroni pubblichiamo la cronaca politica (in romanesco, visto il grande revival dei dialetti sotto la spinta delle componenti della Lega più vicine al post-strutturalismo alla Baudrillard) dei prossimi dieci anni. Anni straordinari, che giustamente saranno ricordati come i "roaring tens" di questo secolo e che ci hanno offerto eventi mirabolanti. Lasciandoci, alla fine, come Don Falcuccio. Siamo lieti di poterne dare un'anticipazione. P.S.: diversi lettori ci hanno chiesto notizie dell'autore di questi scritti. Diciamo che sono evasioni dalla seria attività di informatico svolta professionalmente da Michele Diodati, uno dei massimi esperti italiani di accessibilità dei siti Internet. Tra le sue opere, il libro monumentale “Accessibilità: guida completa”, ediz. Apogeo, Milano 2007, pag. 650. Insieme a lui scrivemmo per l'editore Buffetti, nel 1997, “Internet per le pubbliche amministrazioni”. Cenni storichi di Michele Diodati su li fatti principali capitati nell'anni 2010-2020. Overo come che semo 'rivati a l'attuale spartizzione politica der teritorio itajano |
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COSE DA NON CREDERE, VOGLIONO SOPPRIMERE L'ISAE: TROPPO INDIPENDENTE(29.5.2010) Nella manovra appena varata dal Governo è prevista la soppressione dell' ISAE, il benemerito istituto di analisi economica autore di periodiche ricerche sui temi dell'economia pubblica, delle pensioni, del fisco. Una decisione che farebbe perdere per sempre la preziosa attività svolta dell'Istituto e l'insostituibile ruolo che, anche a ragione della sua indipendenza, esso svolge nell'alimentare la ricerca e nel supportare le conoscenze e le scelte dei policy maker. Chiunque condivide questa valutazione e ritiene che l'amministrazione pubblica non possa privarsi di uno dei suoi centri di eccellenza, può sottoscrivere l'appello contro la chiusura dell'ISAE, cliccando su questo link. |
LA FALSA DICHIARAZIONE DELL'EX MINISTRO. POST IT PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE (4.5.10) Cara Agenzia delle entrate, che lo Scajola - non per niente elogiato da Berlusconi, all'atto delle dimissioni, per il suo esemplare “senso dello Stato” - abbia comperato un lussuoso appartamento pagando in nero 800.000 euro, come oramai sembra assodato, è un fatto di tale gravità da produrre un vero e proprio allarme sociale. Perché sapere che un ministro ha potuto mettere in atto tranquillamente un comportamento evasivo di questa fatta e che in 4 anni – dicesi quattro anni – voialtri non siate stati capaci di fare uno straccio di accertamento di valore a fronte di uno scarto così eclatante tra valore dichiarato e valore di mercato, autorizza chiunque a pensare - nella migliore delle ipotesi - che in questa materia qualunque evasione sia possibile. Oppure - nella peggiore delle ipotesi - che i controlli siano, per così dire, "personalizzati". L'ufficio stampa della procura della Repubblica si è affrettato a comunicare che lo Scajola non è indagato. E si capisce, non si tratta di illeciti penali ma fiscali. Ma proprio per questo tranquillizzerebbe l'opinione pubblica se l'ufficio stampa dell'Agenzia delle entrate, così solerte nell'informarci un giorno sì e uno no delle grandi imprese antievasione del suo plurincaricato Direttore, si affrettasse a farci sapere che è stata aperta un'inchiesta per accertare qual è effettivamente l'illecito fiscale commesso in questo caso e per applicare le relative sanzioni. Ma per fare qualcosa del genere ci vorrebbe il coraggio che evidentemente manca. E quindi zitti fino alla prossima conferenza stampa con il solito bla bla sui fantastici successi della politica antievasione. Alla fine. temiamo, la pratica sarà chiusa con un orecchino, come con Maradona. |
SMOLENSK, COME CI FOSSE STATO STALIN A PILOTARE QUEL TUPOLEV (11.4.10) C'è la mano di un feroce destino dietro il disastro dell'aereo che trasportava in Russia – per la commemorazione dell'eccidio di Katyn – buona parte dei gruppi dirigenti polacchi. A Katyn, come solo dopo mezzo secolo furono costretti ad ammettere i russi, le truppe di Stalin avevano massacrato, nascondendone i cadaveri nelle fosse, migliaia di giovani ufficiali dell'esercito polacco fatti prigionieri all'inizio della guerra. Le stesse truppe di Stalin che qualche anno dopo rimasero schierate alla periferia di Varsavia, rimanendo deliberatamente a guardare, mentre i partigiani polacchi a mani nude, morendo come mosche, si rivoltavano contro le truppe naziste, e l'intera città veniva rasa al suolo. In entrambi i casi bisognava distruggere, o lasciare che venissero distrutti, i quadri dirigenti di un popolo che il comunismo si rendeva conto di non poter assimilare. Che adesso – per ricordare quell'eccidio – siano stati decimati un'altra volta i quadri dirigenti della nazione polacca, sembra quasi un nuovo orribile delitto del sanguinario padrone del Cremlino. |
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COSE DA NON CREDERE, ORAMAI LA LINEA LA DANNO I BULLI DELLA LEGA (9.4.2010) In quanto seguaci del buddismo zen, che invita ad accettare semplicemente che le cose accadano e a non discriminare il reale tra bello e brutto, buono e cattivo, ci siamo astenuti dal giudicare i risultati elettorali. Ma certo non è incoraggiante sapere che mentre metà del territorio è in mano alla criminalità, buona parte dell'altra metà è in mano ai razzisti e fascisti. Ora benedetti anche dal Vaticano (politique d'abord, bien entendu) perché fanno la faccia feroce, calpestando diritti civili e regolamenti dello Stato di cui non può importargli di meno, contro la pillola RU 486. Ancora meno incoraggiante è sapere che in base a un accordo tipo Yalta la politica delle riforme sarà nelle mani della Lega: basta che in cambio mi risolvete i problemi dei miei processi, ha detto Papi, e se n'è andato a comprarsi una villa da 25 milioni nel senese. Non abbiamo voluto morire democristiani, morire leghisti sarebbe il colmo dell'orrore. Intanto, mentre Panorama pubblica una mappa del (già sterminato) sistema di sottogoverno leghista - ne parleremo in una prossima occasione - GianAntonio Stella ci racconta sul Corriere la curiosa storia di una signora della provincia di Treviso che insoddisfatta per una decisione cervellotica della giunta leghista osò protestare esclamando “Vergognatevi”. Immediatamente denunciata dai leghisti e condannata con decreto da un sollecito magistrato “per avere offeso l’onore e il prestigio del consiglio comunale”, nel successivo processo è stata opportunamente assolta “perché il fatto non costituisce reato”. Credete sia finita qui? Niente affatto, perché l'indefettibile sostituto procuratore – per la storia, si chiama Giovanni Cicero - ha impugnato l’assoluzione. Il processo andrà avanti: la signora Stefan va castigata. Un piccolo episodio da cui si capisce l'aria che tira, anche nelle aule giudiziarie. Il tutto – chiosa Stella - in una provincia come Treviso dove il sindaco leghista Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” e il senatore Stiffoni si è spinto a dire: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto”. Ma questi evidentemente non erano reati. |
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DOMANDE SENZA RISPOSTA. MARADONA PERCHE'? (9.4..2010) Maradona, dicono i giornali, è stato operato d'urgenza, dopo essere stato morso alla bocca da un cane in uno “strano incidente”, ma nessuno ha spiegato dove e come sia avvenuta il fatto. Azzardiamo: all'aeroporto, ad opera di un cane antidroga troppo esuberante?
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VOTIAMO, PER QUEL POCO DI COSE IN CUI ANCORA CREDERE (27.3.2010) Strappandola per i capelli, troviamo domani la voglia di andare a votare. Non farlo, specie nel Lazio, e non farlo per la Bonino, specie dopo che il cardinalone di turno, bello e ben pasciuto, ci ha invitato a votare per il sedicente partito della libertà, il partito del tappetaro che va con le minorenni, il partito alleato dei feroci razzisti e nazisti della Lega nord – ma questo a Sua Eminenza cosa importa? - sarebbe più che un errore, un delitto. Raccogliamo dunque quel po' di spirito civico che ci è rimasto, quelle residue briciole di speranza che quello che noi possiamo fare possa miracolosamente contribuire – domani, dopodomani, chissà – a rendere un po' migliore questo paese, e andiamo a votare. Ma quanto faticosamente.
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COSE DA NON CREDERE. LA RUSSA CACCIA INTRUSO ALLA CONFERENZA STAMPA (11.03.2010) AAA Cercasi buttafuori ex picchiatore e/o ex addetto ciclostile gruppi estremisti richiesta cultura generale non superiore scuola dell'obbligo ammesso quoziente intelligenza anche subnormale utile anche impegno politico destra d'ordine. Ministri governo Berlusconi astenersi. |
COMPLIMENTI LEI SI' CHE HA IL SENSO DELLO STATO. POST IT PER IL PRESIDENTE SCHIFANI(6.3.2010) Caro Presidente, è stato molto brutto leggere – a proposito delle irregolari presentazioni delle liste regionali da parte di membri del suo partito – che a Suo giudizio le irregolarità vanno sanate “perché la sostanza deve prevalere sulla forma”. Brutto e grave, perché il rispetto delle regole – termini, procedure, forme – è un fattore basilare di ogni convivenza civile. In particolare, i regolamenti elettorali e parlamentari (questi ultimi che Lei è tenuto quotidianamente a far rispettare) sono la base della vita politica democratica. Forse Lei non lo sa, ma la vera democrazia parlamentare è nata attorno al 1770, quando dal regolamento della Camera dei Comuni i Whigs riuscirono a far eliminare la norma che vietava la pubblicità delle sedute. Solo una cultura di stampo mafioso – e sia chiaro che il termine non si rivolge assolutamente a Lei – può contrabbandare l'irrilevanza della violazione delle regole come un fattore di democrazia. E ci consenta di dirle, caro Presidente, un altro particolare che abbiamo trovato strano, e cioè che solo dopo che erano emerse gravissime accuse di collusione con la criminalità organizzata a carico del senatore Di Girolamo, Lei si sia sentito in dovere di sollecitare le sue dimissioni. Perché non lo ha fatto, illustre Presidente, quando più di un anno fa la Procura chiese l'arresto di questo personaggio per conclamati falsi in atto pubblico finalizzati ad attestare una inesistente residenza in Belgio, e l'Aula da Lei presieduta votò contro il parere bipartisan della Giunta delle elezioni che voleva che il Di Girolamo fosse dichiarato ineleggibile, motivando il voto con “il rischio che venisse arrestato”? Anche qui era “la sostanza delle democrazia” – l'autodifesa della casta degli Eletti, che si ritiene giudicabile, con arroganza degna dei vecchi Tories imparruccati, solo dai suoi Pari – che doveva far premio sulla "formale" soggezione alle regole – penali, civili, amministrative? Indignati da questo episodio, un anno fa avevamo fondato un Gruppo su Facebook con il quale chiedevamo la cacciata del senatore falsario, per un elementare rispetto della dignità del Parlamento. Ma riscuotemmo solo 50 adesioni, l'argomento evidentemente non interessava quasi nessuno, e tanto meno Lei. E solo dopo – dicevamo – che il falsario di certificati di residenza è stato scoperto anche falsario di voti, membro attivo-passivo della 'ndrangheta e così via criminaleggiando, l'aula del Senato ha accettato le sue dimissioni. Ma subissandolo di applausi. Non sappiamo che dire. Solo vergogna, doppia vergogna. |
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COSE DA CREDERE. QUANTO MARCIO, SANTITA', SOTTO LE VOSTRE TONACHE (6.3.2010) Chissà perché le notizie - giunte quasi in contemporanea, una vera pioggia - che un prete teneva in cassaforte un milione di euro destinato a funzionare da bancomat per il costruttore-corruttore Anemone; che il capo della cosca di cui costui faceva parte era membro (si vorrebbe sapere per quali meriti, ma forse si può indovinare) dell'esclusivo Ordine dei “Gentiluomini del Papa”; che esponenti della stessa cosca erano collegati a un giro di prostituzione di seminaristi del Vaticano; che sono emersi scandalosi casi di pedofilia all'interno del coro di voci bianche diretto dal fratello del Papa - chissà perché notizie come queste non ci fanno alcuna meraviglia. Complimenti, Santità. Ad maiorem Dei gloriam.
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SPROVVEDUTA POLVERINI, SPERIAMO DAVVERO NON VINCA (6.3.2010) Al di là del modo in cui, sembra, verrà risolto, il goffo pasticcio creato dal PDL nella presentazione delle liste ci dà la misura dell'incapacità organizzativa della Polverini. Che in caso di vittoria - ha dichiarato nelle settimane scorse, prima dell'emersione del pateracchio - gestirà la sanità laziale in forma commissariale. C'è sin da ora da mettersi a piangere nel timore di una sua vittoria. Ma forse una spiegazione al casino che si è creato c'è. La Polverini ha assunto come responsabile della comunicazione l'ex consulente di D'Alema. |
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