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ATTENTATI, COMPLOTTI, AVATAR E ALTRE SIMILI BOIATE |
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(06.03.2010) Non siamo mai stati dei fan del complottismo, pensiamo, ingenuamente, che la prima repubblica sia caduta per autoconsunzione mista a eccessi di corruzione (qualcosa, insomma, tipo quello che sta succedendo adesso) e non perché i magistrati di Mani Pulite hanno complottato insieme al PCI per abbatterla. Allo stesso modo – altrettanto ingenuamente - non abbiamo creduto alla favola della strage delle Torri Gemelle autoorganizzata da Bush, né crediamo all'autoattentato tramite statuetta autoorganizzato dal nostro Premier. Non perché costui eviterebbe di farlo per motivi etici, figuriamoci, ma per la semplice ragione che un'operazione di questo tipo avrebbe richiesto troppi complici, dallo psicolabile autore del gesto (chi mai potrebbe fidarsene?) ai sette-otto uomini della scorta, dalle infermiere e dai sanitari del pronto soccorso agli specialisti che lo hanno preso in cura e gli hanno messo a posto la dentatura e la faccia. Tutti corrotti, tutti disposti a mantenere il segreto più rigoroso anche con mogli, mariti, amanti, madri, padri, fratelli e sorelle? E in tutto questo giro – a questo punto stiamo parlando di almeno un centinaio di persone – e in tutti questi mesi non si è trovato nessuno poco amico di Berlusconi che ha pensato di dare un colpo di telefono a Santoro per raccontare in diretta la sua sconvolgente verità? Sai che coup de theatre, altro che qualche filmato su You Tube ad uso del popolo della rete. Invece, silenzio assoluto, e si capisce. Visto che Berlusconi è tutto tranne che un idiota, l'ultima cosa che avrebbe fatto è mettersi sotto schiaffo di un sicuro ricatto da parte di una massa così grande di persone. L'uomo di Casoria sa bene, come disse Talleyrand, che un segreto condiviso da due persone non è più un segreto. Se proprio avesse pensato – cosa già opinabile - che gli serviva assolutamente un attentato per rilanciare la sua audience, c'erano sicuramente dei modi meno rischiosi – tipo far esplodere un po' di dinamite nel salotto di Villa Certosa mentre lui era a farsi la barba - che avrebbero richiesto al massimo la complicità di una persona o due altamente selezionate e avrebbero suscitato altrettanto clamore. Nonostante ciò registriamo, anche da parte di persone tutt'altro che faziose - il nostro amico Nobili è tra queste – una fiducia assoluta nelle tesi del complotto. Non siamo d'accordo con loro ma possiamo capirli. La classe politica che ci governa è talmente spregevole che qualunque sospetto su di essa, anche il più atroce, è più che giustificato.
Articolo di Gino Nobili
La realtà della politica italiana degli ultimi mesi è desolante, era pessima anche quando ne scrivevo con regolarità ma via via è diventato quasi un dovere civico disinteressarsene. Non è disimpegno, è sospensione del proprio contributo – che nel gioco delle parti dà anche chi è sempre “anti” – ad un gioco che oramai non si può più giocare, e basta, senza per ciò stesso farsi complici di chi ne ha alterato le regole. Silvio Berlusconi ha del commediante di razza i perfetti tempi tecnici: l’attentato ai suoi danni che ha inscenato (o sovrascenato, la sostanza non cambia) esattamente nel momento in cui ne aveva politicamente bisogno è solo l’ultimo episodio di una lunga serie che parte dalla discesa in campo e passa dal discorso del predellino (la cui riuscita, però, sarebbe stata difficile senza l’aiuto decisivo di Uolter Icannot Veltroni). Ho detto inscenato, e quando ho sentito sta cosa non ci credevo nemmeno io, ma visti al rallentatore i filmati di Sky e di Rete 4 (!) non restano dubbi; la loro visione peraltro fa solo da prova ulteriore alle immediate perplessità logiche: quando mai si è vista una scorta che non sgomma via trascinando lo scortato via dalla scena anche contro la sua volontà? da dove spunta – istantaneamente – un fazzoletto nero a coprire la faccia del premier, chi è che porta fazzoletti neri in tasca? come capita che una frattura del setto nasale, ics denti rotti e un taglio allo zigomo ti lascino con la camicia immacolata? com’è che vai in giro per pochi giorni con le fasciature parzialmente fuori posto (lo zigomo ferito è scoperto e immacolato) e poi basta, con un referto del genere? e perché andare a farsi refertare all’ospedale del tuo amico e non al primo pronto soccorso utile? La stessa sensazione la ebbi il giorno 11 settembre del 2001, con le debite proporzioni. Prima i dubbi logici: come cavolo fanno a cadere a velocità libera e perfettamente in verticale dei palazzi alti centinaia di metri? Ok, li hanno colpiti degli aerei, ma ammesso che l’impatto fosse stato in grado di disintegrare i piani interessati, la parte sopra, peraltro inferiore in entrambi i casi rispetto a quella sotto, cadendo avrebbe dovuto andare verso l’area di minor resistenza, cioè uno qualsiasi dei lati o più di uno, ma mai premere sui piani sottostanti integri come la mano di un gigante e alla velocità della forza di gravità. E anche ammesso, la terza torre, di lato, distante decine e decine di metri, non colpita da nessun aereo, com’è che caduta allo stesso modo? E poi, come cavolo hai fatto a trovare dopo poche ore, in un cumulo di macerie dove si è faticato a trovare tutti i cadaveri, dove l’acciaio era inspiegabilmente fuso, i documenti di carta dei presunti terroristi? Poi, dopo i dubbi logici, si cominciano a trovare i riscontri scientifici e le opinioni anche illustri, che dimostrano incontrovertibilmente che la storia che ci hanno raccontato sull’11 settembre è spudoratamente falsa, anche se ovviamente non sono perfettamente in grado di raccontarci una storia alternativa, a parte che le tre torri sono state abbattute mediante demolizione controllata, unica versione compatibile con quanto abbiamo visto. Mi direte: cosa c’entra? Ci arrivo, ci arrivo… Il mito dell’11 settembre è quello su cui è fondata l’ultima ondata del colonialismo, quella neobellica, cui nemmeno il Nobel per la Pace riesce a sottrarsi (ma vorrebbe?). Ci raccontano una storia, noi ci crediamo, gli confermiamo il nostro “mandato” elettorale, e così diventiamo complici dei loro crimini. Come quando da piccoli ci mascheravano da cowboy dopo averci fatto vedere i film di John Wayne: gli indiani erano i cattivi, e noi i buoni, stop. La storia la scrive chi vince, e la verità viene a galla, se viene, con moooolta calma: Soldato blu (il primo film a raccontare la storia vera) è del 1970, il genocidio era stato completato 80 anni prima. Se Hitler avesse vinto la guerra, oggi maschereremmo i bambini da piccoli Esseesse contro gli ebrei cattivi e forse il primo film che rendesse conto dell’olocausto arriverebbe nel 2025. La storia che racconta Berlusconi, è questo il vero problema, la raccontano anche i suoi presunti oppositori. Non resta che tirarsene fuori, non votare più, dire fate quel che volete ma non in mio nome, questa non è una democrazia, è il vostro regime, a me basta sopravvivere, bontà vostra, e se sarà più a lungo di voi avrò conservato la mia verginità intellettuale e potrò raccontare legittimamente la mia storia, altrimenti scusate ma non sarà un problema mio: i morti se ne fregano di queste cose. Dopo la morte della sinistra per mano veltroniana, il suicidio di Di Pietro tramite l’appoggio al pluriinquisito De Luca è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso di qualsiasi possibilità di partecipazione di chi volesse ancora crederci. La democrazia non è qui, adesso, se c’è mai stata. Non sono andato a vedere Avatar, anche se amici mi dicevano che è bello, anche se su Contrappunti è apparsa una recensione entusiastica; di più, man mano che emergevano dettagli sul plot della storia la mia diffidenza aumentava, eppoi Cameron è ruffiano e non è mai tornato ai livelli di Terminator ( Titanic è un polpettone insopportabile, a parte gli effetti speciali), e poi ho visto un solo film in 3D e ne sono uscito con un mal di testa persistente e Avatar visto in 2D non ha senso. Ora mi imbatto in questo articolo di Roberto Quaglia, da leggere attentamente: dimostra lo scopo ultimo di noi lettori compulsivi, trovare finalmente qualcuno che ti spiega le tue idee e te le fa capire (parafrasando a contrario Quelli che… di Enzo Jannacci e Beppe Viola). Insomma, lo scopo dei film come Avatar è catartico: ci identifichiamo coi buoni nella finzione, e così possiamo restare dalla parte dei cattivi nella realtà senza avvertire non dico i sensi di colpa, ma nemmeno la cosa stessa. Anche quelli di noi che credono di essere “progressisti”, insomma, fanno parte dell’opulenta società occidentale che si è arricchita a spese degli altri abitanti del pianeta e delle risorse del pianeta stesso. Ci raccontano una storia, e ce lo fanno scordare, o evitano che ci venga mai in mente. Abbiamo bisogno di boiate, signori, e ce ne forniscono in quantità. Storie per bimbi piccini, al cinema come in politica come nella cronaca che si fa storia. Non crederci, è il primo passo per diventare grandi. |
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COSE DA NON CREDERE, VOGLIONO SOPPRIMERE L'ISAE: TROPPO INDIPENDENTE(29.5.2010) Nella manovra appena varata dal Governo è prevista la soppressione dell' ISAE, il benemerito istituto di analisi economica autore di periodiche ricerche sui temi dell'economia pubblica, delle pensioni, del fisco. Una decisione che farebbe perdere per sempre la preziosa attività svolta dell'Istituto e l'insostituibile ruolo che, anche a ragione della sua indipendenza, esso svolge nell'alimentare la ricerca e nel supportare le conoscenze e le scelte dei policy maker. Chiunque condivide questa valutazione e ritiene che l'amministrazione pubblica non possa privarsi di uno dei suoi centri di eccellenza, può sottoscrivere l'appello contro la chiusura dell'ISAE, cliccando su questo link. |
LA FALSA DICHIARAZIONE DELL'EX MINISTRO. POST IT PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE (4.5.10) Cara Agenzia delle entrate, che lo Scajola - non per niente elogiato da Berlusconi, all'atto delle dimissioni, per il suo esemplare “senso dello Stato” - abbia comperato un lussuoso appartamento pagando in nero 800.000 euro, come oramai sembra assodato, è un fatto di tale gravità da produrre un vero e proprio allarme sociale. Perché sapere che un ministro ha potuto mettere in atto tranquillamente un comportamento evasivo di questa fatta e che in 4 anni – dicesi quattro anni – voialtri non siate stati capaci di fare uno straccio di accertamento di valore a fronte di uno scarto così eclatante tra valore dichiarato e valore di mercato, autorizza chiunque a pensare - nella migliore delle ipotesi - che in questa materia qualunque evasione sia possibile. Oppure - nella peggiore delle ipotesi - che i controlli siano, per così dire, "personalizzati". L'ufficio stampa della procura della Repubblica si è affrettato a comunicare che lo Scajola non è indagato. E si capisce, non si tratta di illeciti penali ma fiscali. Ma proprio per questo tranquillizzerebbe l'opinione pubblica se l'ufficio stampa dell'Agenzia delle entrate, così solerte nell'informarci un giorno sì e uno no delle grandi imprese antievasione del suo plurincaricato Direttore, si affrettasse a farci sapere che è stata aperta un'inchiesta per accertare qual è effettivamente l'illecito fiscale commesso in questo caso e per applicare le relative sanzioni. Ma per fare qualcosa del genere ci vorrebbe il coraggio che evidentemente manca. E quindi zitti fino alla prossima conferenza stampa con il solito bla bla sui fantastici successi della politica antievasione. Alla fine. temiamo, la pratica sarà chiusa con un orecchino, come con Maradona. |
SMOLENSK, COME CI FOSSE STATO STALIN A PILOTARE QUEL TUPOLEV (11.4.10) C'è la mano di un feroce destino dietro il disastro dell'aereo che trasportava in Russia – per la commemorazione dell'eccidio di Katyn – buona parte dei gruppi dirigenti polacchi. A Katyn, come solo dopo mezzo secolo furono costretti ad ammettere i russi, le truppe di Stalin avevano massacrato, nascondendone i cadaveri nelle fosse, migliaia di giovani ufficiali dell'esercito polacco fatti prigionieri all'inizio della guerra. Le stesse truppe di Stalin che qualche anno dopo rimasero schierate alla periferia di Varsavia, rimanendo deliberatamente a guardare, mentre i partigiani polacchi a mani nude, morendo come mosche, si rivoltavano contro le truppe naziste, e l'intera città veniva rasa al suolo. In entrambi i casi bisognava distruggere, o lasciare che venissero distrutti, i quadri dirigenti di un popolo che il comunismo si rendeva conto di non poter assimilare. Che adesso – per ricordare quell'eccidio – siano stati decimati un'altra volta i quadri dirigenti della nazione polacca, sembra quasi un nuovo orribile delitto del sanguinario padrone del Cremlino. |
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COSE DA NON CREDERE, ORAMAI LA LINEA LA DANNO I BULLI DELLA LEGA (9.4.2010) In quanto seguaci del buddismo zen, che invita ad accettare semplicemente che le cose accadano e a non discriminare il reale tra bello e brutto, buono e cattivo, ci siamo astenuti dal giudicare i risultati elettorali. Ma certo non è incoraggiante sapere che mentre metà del territorio è in mano alla criminalità, buona parte dell'altra metà è in mano ai razzisti e fascisti. Ora benedetti anche dal Vaticano (politique d'abord, bien entendu) perché fanno la faccia feroce, calpestando diritti civili e regolamenti dello Stato di cui non può importargli di meno, contro la pillola RU 486. Ancora meno incoraggiante è sapere che in base a un accordo tipo Yalta la politica delle riforme sarà nelle mani della Lega: basta che in cambio mi risolvete i problemi dei miei processi, ha detto Papi, e se n'è andato a comprarsi una villa da 25 milioni nel senese. Non abbiamo voluto morire democristiani, morire leghisti sarebbe il colmo dell'orrore. Intanto, mentre Panorama pubblica una mappa del (già sterminato) sistema di sottogoverno leghista - ne parleremo in una prossima occasione - GianAntonio Stella ci racconta sul Corriere la curiosa storia di una signora della provincia di Treviso che insoddisfatta per una decisione cervellotica della giunta leghista osò protestare esclamando “Vergognatevi”. Immediatamente denunciata dai leghisti e condannata con decreto da un sollecito magistrato “per avere offeso l’onore e il prestigio del consiglio comunale”, nel successivo processo è stata opportunamente assolta “perché il fatto non costituisce reato”. Credete sia finita qui? Niente affatto, perché l'indefettibile sostituto procuratore – per la storia, si chiama Giovanni Cicero - ha impugnato l’assoluzione. Il processo andrà avanti: la signora Stefan va castigata. Un piccolo episodio da cui si capisce l'aria che tira, anche nelle aule giudiziarie. Il tutto – chiosa Stella - in una provincia come Treviso dove il sindaco leghista Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” e il senatore Stiffoni si è spinto a dire: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto”. Ma questi evidentemente non erano reati. |
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DOMANDE SENZA RISPOSTA. MARADONA PERCHE'? (9.4..2010) Maradona, dicono i giornali, è stato operato d'urgenza, dopo essere stato morso alla bocca da un cane in uno “strano incidente”, ma nessuno ha spiegato dove e come sia avvenuta il fatto. Azzardiamo: all'aeroporto, ad opera di un cane antidroga troppo esuberante?
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VOTIAMO, PER QUEL POCO DI COSE IN CUI ANCORA CREDERE (27.3.2010) Strappandola per i capelli, troviamo domani la voglia di andare a votare. Non farlo, specie nel Lazio, e non farlo per la Bonino, specie dopo che il cardinalone di turno, bello e ben pasciuto, ci ha invitato a votare per il sedicente partito della libertà, il partito del tappetaro che va con le minorenni, il partito alleato dei feroci razzisti e nazisti della Lega nord – ma questo a Sua Eminenza cosa importa? - sarebbe più che un errore, un delitto. Raccogliamo dunque quel po' di spirito civico che ci è rimasto, quelle residue briciole di speranza che quello che noi possiamo fare possa miracolosamente contribuire – domani, dopodomani, chissà – a rendere un po' migliore questo paese, e andiamo a votare. Ma quanto faticosamente.
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COSE DA NON CREDERE. LA RUSSA CACCIA INTRUSO ALLA CONFERENZA STAMPA (11.03.2010) AAA Cercasi buttafuori ex picchiatore e/o ex addetto ciclostile gruppi estremisti richiesta cultura generale non superiore scuola dell'obbligo ammesso quoziente intelligenza anche subnormale utile anche impegno politico destra d'ordine. Ministri governo Berlusconi astenersi. |
COMPLIMENTI LEI SI' CHE HA IL SENSO DELLO STATO. POST IT PER IL PRESIDENTE SCHIFANI(6.3.2010) Caro Presidente, è stato molto brutto leggere – a proposito delle irregolari presentazioni delle liste regionali da parte di membri del suo partito – che a Suo giudizio le irregolarità vanno sanate “perché la sostanza deve prevalere sulla forma”. Brutto e grave, perché il rispetto delle regole – termini, procedure, forme – è un fattore basilare di ogni convivenza civile. In particolare, i regolamenti elettorali e parlamentari (questi ultimi che Lei è tenuto quotidianamente a far rispettare) sono la base della vita politica democratica. Forse Lei non lo sa, ma la vera democrazia parlamentare è nata attorno al 1770, quando dal regolamento della Camera dei Comuni i Whigs riuscirono a far eliminare la norma che vietava la pubblicità delle sedute. Solo una cultura di stampo mafioso – e sia chiaro che il termine non si rivolge assolutamente a Lei – può contrabbandare l'irrilevanza della violazione delle regole come un fattore di democrazia. E ci consenta di dirle, caro Presidente, un altro particolare che abbiamo trovato strano, e cioè che solo dopo che erano emerse gravissime accuse di collusione con la criminalità organizzata a carico del senatore Di Girolamo, Lei si sia sentito in dovere di sollecitare le sue dimissioni. Perché non lo ha fatto, illustre Presidente, quando più di un anno fa la Procura chiese l'arresto di questo personaggio per conclamati falsi in atto pubblico finalizzati ad attestare una inesistente residenza in Belgio, e l'Aula da Lei presieduta votò contro il parere bipartisan della Giunta delle elezioni che voleva che il Di Girolamo fosse dichiarato ineleggibile, motivando il voto con “il rischio che venisse arrestato”? Anche qui era “la sostanza delle democrazia” – l'autodifesa della casta degli Eletti, che si ritiene giudicabile, con arroganza degna dei vecchi Tories imparruccati, solo dai suoi Pari – che doveva far premio sulla "formale" soggezione alle regole – penali, civili, amministrative? Indignati da questo episodio, un anno fa avevamo fondato un Gruppo su Facebook con il quale chiedevamo la cacciata del senatore falsario, per un elementare rispetto della dignità del Parlamento. Ma riscuotemmo solo 50 adesioni, l'argomento evidentemente non interessava quasi nessuno, e tanto meno Lei. E solo dopo – dicevamo – che il falsario di certificati di residenza è stato scoperto anche falsario di voti, membro attivo-passivo della 'ndrangheta e così via criminaleggiando, l'aula del Senato ha accettato le sue dimissioni. Ma subissandolo di applausi. Non sappiamo che dire. Solo vergogna, doppia vergogna. |
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COSE DA CREDERE. QUANTO MARCIO, SANTITA', SOTTO LE VOSTRE TONACHE (6.3.2010) Chissà perché le notizie - giunte quasi in contemporanea, una vera pioggia - che un prete teneva in cassaforte un milione di euro destinato a funzionare da bancomat per il costruttore-corruttore Anemone; che il capo della cosca di cui costui faceva parte era membro (si vorrebbe sapere per quali meriti, ma forse si può indovinare) dell'esclusivo Ordine dei “Gentiluomini del Papa”; che esponenti della stessa cosca erano collegati a un giro di prostituzione di seminaristi del Vaticano; che sono emersi scandalosi casi di pedofilia all'interno del coro di voci bianche diretto dal fratello del Papa - chissà perché notizie come queste non ci fanno alcuna meraviglia. Complimenti, Santità. Ad maiorem Dei gloriam.
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SPROVVEDUTA POLVERINI, SPERIAMO DAVVERO NON VINCA (6.3.2010) Al di là del modo in cui, sembra, verrà risolto, il goffo pasticcio creato dal PDL nella presentazione delle liste ci dà la misura dell'incapacità organizzativa della Polverini. Che in caso di vittoria - ha dichiarato nelle settimane scorse, prima dell'emersione del pateracchio - gestirà la sanità laziale in forma commissariale. C'è sin da ora da mettersi a piangere nel timore di una sua vittoria. Ma forse una spiegazione al casino che si è creato c'è. La Polverini ha assunto come responsabile della comunicazione l'ex consulente di D'Alema. |
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