Contrappunti, dir. resp. Giancarlo Fornari







Cerca

Home
Editoriali
Notizie
Economia
Politiche del lavoro
Politica fiscale
Stupidario
Pubblica amministrazione
Interviste
Commenti
Dietro le quinte
Politica italiana
Teleconomia
Consumi e consumatori
Pensioni
Scuola e Università
Europa/Mondo
Media e comunicazione
Parola di Giciemme
Citazioni
-----------
ARCHIVIO CORSIVI
-----------
Servizio RSS
Come funziona
Come si accede
-----------
No Copyright
- - - - - - -




LO SCORPIONE HA IL VELENO NELLA CODA PDF Stampa E-mail
berlusconiladro.jpg
(30.11.2009) Siamo davvero agli ultimi giorni di Pompei per la democrazia italiana? O sono eccessive le preoccupazioni di chi teme che dopo un eventuale plebiscito in suo favore l'uomo di Casoria possa progressivamente revocare le garanzie costituzionali, come avvenne in Francia dopo il Termidoro o a Roma dopo la sconfitta di Antonio a Filippi? Berlusconi, anche se lui è convinto del contrario, non è né Napoleone né Ottaviano Augusto, e tuttavia pericoli simili potrebbero anche non essere lontani. Una cosa comunque è certa: questo paese sta perdendo i pezzi e andando rapidamente alla rovina, se ne è accorto anche Galli della Loggia nel suo ultimo editoriale su Style.  E un manager importante come il Direttore della Luiss lo conferma scrivendo una accorata lettera aperta al figlio in cui lo invita a lasciare un'Italia ormai senza speranze. A Berlusconi  di questo non gliene può fregare di meno. Ecco un altro motivo - forse, a nostro avviso, il principale - per cui quest'uomo è tanto pericoloso.
articolo di Gino Nobili
 
Uno scorpione vuole attraversare un fiume, ma non sa nuotare. Chiede a una rana di traghettarlo. La rana non si fida, ma lo scorpione la rassicura: "se ti pungessi annegherei". La rana accetta, ma a metà percorso lo scorpione la colpisce con il suo aculeo velenoso. La rana, disperata e morente, gli chiede "Perché?". Lo scorpione, prima di morire annegato, risponde "È la mia natura"
Questa storia, non univocamente attribuita a Esopo, non è mai abbastanza citata, a proposito di gente come l'attuale Presidente del Consiglio.
 
Do atto al Direttore di riconoscere pubblicamente quando si dimostrano le mie doti vaticinatorie. Come successe con il PD, da tutti indicato come la panacea dei mali della sinistra e (quasi) solo dal sottoscritto bollato come un marchiano errore di calcolo politico che sarebbe miseramente fallito, adesso molti tra quelli che avevano sposato la linea veltroniana della non-demonizzazione del cosiddetto Cavaliere stanno capendo, sotto i colpi dell'evidenza dei fatti, che razza di pericolo per la democrazia sia il soggetto in questione.
Oggi adirittura c'è chi parla apertamente di un nuovo CLN, chi organizza partendo da Facebook una manifestazione nazionale per chiederne le dimissioni, ma non bisogna dimenticare che è ancora la linea ufficiale del PD un atteggiamento del tipo "se trattiamo, scendiamo a patti con lui, in parte lo neutralizziamo". Fu in base a questo pensare che, risalendo nel tempo, Veltroni gli fornì una spalla su cui appoggiarsi quando anche i suoi alleati lo avevano abbandonato, e prima D'Alema con la bicamerale gli regalò la patente di statista quando la Lega stessa (ci sono decine di articoli su La Padania) gli dava documentatamente del mafioso, e prima ancora la giunta elettorale dell'epoca convalidò la sua elezione nonostante già la sua candidatura fosse contraria alla legge vigente, in quanto concessionario di pubblico servizio. Tutti questi episodi macroscopici, più miriadi di altri minori, ricordano da vicino l'atteggiamento degli aventiniani verso Mussolini e quello del piccolo savoiardo ai tempi della marcia su Roma, quando anziché fare arrestare il duce e i pochi disperati che lo seguivano gli diede l'incarico di governo: si disse, molti uomini anche di eccelsa cultura dissero, che era il modo migliore di neutralizzarlo. Si è visto.

Un boss mafioso se lo è tenuto dentro casa per anni, e lo definisce pubblicamente un eroe anche se è oggetto di condanna definitiva. Il suo braccio destro e fondatore di Publitalia è stato già condannato, anche se per ora solo in primo grado, per concorso esterno in associazione mafiosa. E lui, che pubblicamente ha dichiarato "senza quest'uomo Forza Italia non esisterebbe", in una occasione pubblica tutta da vedere, oggi in un'altra occasione pubblica, quando finalmente sembra che stia per partire l'accusa per mafia per lui, si permette il lusso di mettere in scena un teatrino in cui autoironizza al punto di dire che lui i registi delle nove edizioni delle piovra li "strozzerebbe" perchè "non ci fanno fare una bella figura". Ora, questo può andar bene per la maggioranza (ma sarà ancora maggioranza?) di imbecilli che abboccano al suo carisma, ma a uno che si informi un minimo scatta un campanello, si fa un giro su Internet, e trova dove e da chi aveva già sentito la stessa invettiva contro lo stesso sceneggiato tv. Si tratta di Totò Riina alla sbarra, nel 1994. Ora noi non sappiamo se riusciranno a processarlo e se sarà condannato. Ma sappiamo che si esprime allo stessissimo modo del Capo dei Capi, per rubare l'appellativo ad altra fiction - come peraltro la Piovra - che è passata su Mediaset ad accreditare un'immagine romantica e consolatoria della mafia, che fa tanto comodo alla mafia vera, altro che danno...

Il nostro oramai non sorride più, ghigna. Ed è fortemente tentato di chiamare gli elettori al "con me o contro di me". Se lo fa, e vince, a chi non è disposto di vivere in regimi avallati dal popolo, che come dimostra il nazismo sono i peggiori, non resta che l'espatrio. Ma prima di ciò, occorre approfittare dell'occasione per una mobilitazione di ogni singolo elettore, a prescindere dall'ideologia, non disposto a consegnarsi mani e piedi a siffatto futuro. Se anzichè mobilitarci continuiamo a trastullarci nelle differenze all'interno della sinistra e magari pure all'interno del PD, saremo altrettanto colpevoli della definitiva scomparsa della democrazia in Italia. Tutto va bene, anche ricordare a Casini e Fini la favola dello scorpione, invitandoli a non impersonare la rana. Poi, liquidato politicamente, e magari imprigionato o anche solo esiliato il Papi, cominciamo faticosamente a ricreare una normale dialettica democratica...




COSE DA NON CREDERE, VOGLIONO SOPPRIMERE L'ISAE: TROPPO INDIPENDENTE
(29.5.2010) Nella manovra appena varata dal Governo è prevista la soppressione dell'ISAE, il benemerito istituto di analisi economica autore di periodiche ricerche sui temi dell'economia pubblica, delle pensioni, del fisco. Una decisione che farebbe perdere per sempre la preziosa attività svolta dell'Istituto e l'insostituibile ruolo che, anche a ragione della sua indipendenza, esso svolge nell'alimentare la ricerca e nel supportare le conoscenze e le scelte dei policy maker. Chiunque condivide questa valutazione e ritiene che l'amministrazione pubblica non possa privarsi di uno dei suoi centri di eccellenza, può sottoscrivere l'appello contro la chiusura dell'ISAE, cliccando su questo link.
LA FALSA DICHIARAZIONE DELL'EX MINISTRO. POST IT PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE
(4.5.10) Cara Agenzia delle entrate, che lo Scajola - non per niente elogiato da Berlusconi, all'atto delle dimissioni, per il suo esemplare “senso dello Stato” - abbia comperato un lussuoso appartamento pagando in nero 800.000 euro, come oramai sembra assodato, è un  fatto di tale gravità da produrre un vero e proprio allarme sociale. Perché sapere che un ministro ha potuto mettere in atto tranquillamente un comportamento evasivo di questa fatta e che in 4 anni – dicesi quattro anni – voialtri non siate stati capaci di fare uno straccio di accertamento di valore a fronte di uno scarto così eclatante tra valore dichiarato e valore di mercato, autorizza chiunque a pensare - nella migliore delle ipotesi - che in questa materia qualunque evasione sia possibile. Oppure - nella peggiore delle ipotesi - che i controlli siano, per così dire, "personalizzati". L'ufficio stampa della procura della Repubblica si è affrettato a comunicare che lo Scajola non è indagato. E si capisce, non si tratta di illeciti penali ma fiscali. Ma proprio per questo tranquillizzerebbe l'opinione pubblica se l'ufficio stampa dell'Agenzia delle entrate, così solerte nell'informarci un giorno sì e uno no delle grandi imprese antievasione del suo plurincaricato Direttore, si affrettasse a farci sapere che è stata aperta un'inchiesta per accertare qual è effettivamente l'illecito fiscale commesso in questo caso e per applicare le relative sanzioni. Ma per fare qualcosa del genere ci vorrebbe il coraggio che evidentemente manca. E quindi zitti fino alla prossima conferenza stampa con il solito bla bla sui fantastici successi della politica antievasione. Alla fine. temiamo, la pratica sarà chiusa con un orecchino, come con Maradona.
SMOLENSK, COME CI FOSSE STATO STALIN  A PILOTARE QUEL TUPOLEV
(11.4.10) C'è la mano di un feroce destino dietro il disastro dell'aereo che trasportava in Russia – per la commemorazione dell'eccidio di Katyn – buona parte dei gruppi dirigenti polacchi. A Katyn, come solo dopo mezzo secolo furono costretti ad ammettere i russi, le truppe di Stalin avevano massacrato, nascondendone i cadaveri nelle fosse, migliaia di giovani ufficiali dell'esercito polacco fatti prigionieri all'inizio della guerra. Le stesse truppe di Stalin che qualche anno dopo rimasero schierate alla periferia di Varsavia, rimanendo deliberatamente a guardare, mentre i partigiani polacchi a mani nude, morendo come mosche, si rivoltavano contro le truppe naziste, e l'intera città veniva rasa al suolo. In entrambi i casi bisognava distruggere, o lasciare che venissero distrutti, i quadri dirigenti di un popolo che il comunismo si rendeva conto di non poter assimilare. Che adesso – per ricordare quell'eccidio – siano stati decimati un'altra volta i quadri dirigenti della nazione polacca, sembra quasi un nuovo orribile delitto del sanguinario padrone del Cremlino.
COSE DA NON CREDERE, ORAMAI LA LINEA LA DANNO I BULLI DELLA LEGA
(9.4.2010) In quanto seguaci del buddismo zen, che invita ad accettare semplicemente che le cose accadano e a non discriminare il reale tra bello e brutto, buono e cattivo, ci siamo astenuti dal giudicare i risultati elettorali.  Ma certo non è incoraggiante sapere che mentre metà del territorio è in mano alla criminalità, buona parte dell'altra metà è in mano ai razzisti e fascisti. Ora benedetti anche dal Vaticano (politique d'abord, bien entendu) perché fanno la faccia feroce, calpestando diritti civili e regolamenti dello Stato di cui non può importargli di meno, contro la pillola RU 486. Ancora meno incoraggiante è sapere che in base a un accordo tipo Yalta la politica delle riforme sarà nelle mani della Lega: basta che in cambio mi risolvete i problemi dei miei processi, ha detto Papi, e se n'è andato a comprarsi una villa da 25 milioni nel senese.  Non abbiamo voluto morire democristiani, morire leghisti sarebbe il colmo dell'orrore. Intanto, mentre Panorama pubblica una mappa del (già sterminato) sistema di sottogoverno leghista - ne parleremo in una prossima occasione - GianAntonio Stella ci racconta sul Corriere la curiosa storia di una signora della provincia di Treviso che insoddisfatta per una decisione cervellotica della giunta leghista osò protestare esclamando “Vergognatevi”. Immediatamente denunciata dai leghisti e condannata con decreto da un sollecito magistrato “per avere offeso l’onore e il prestigio del consiglio comunale”, nel successivo processo è stata opportunamente assolta “perché il fatto non costituisce reato”. Credete sia finita qui? Niente affatto, perché l'indefettibile sostituto procuratore – per la storia, si chiama Giovanni Cicero -  ha impugnato l’assoluzione. Il processo andrà avanti: la signora Stefan va castigata. Un piccolo episodio da cui si capisce l'aria che tira, anche nelle aule giudiziarie. Il tutto – chiosa Stella - in una provincia come Treviso dove il sindaco leghista  Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” e il senatore Stiffoni si è spinto a dire: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto”. Ma questi evidentemente non erano reati.
DOMANDE SENZA RISPOSTA. MARADONA PERCHE'?
(9.4..2010) Maradona, dicono i giornali, è stato operato d'urgenza, dopo essere stato morso alla bocca da un cane in uno “strano incidente”, ma nessuno ha spiegato dove e come sia avvenuta il fatto. Azzardiamo: all'aeroporto, ad opera di un cane antidroga troppo esuberante?
VOTIAMO, PER QUEL POCO DI COSE IN CUI ANCORA CREDERE
(27.3.2010) Strappandola per i capelli, troviamo domani la voglia di andare a votare. Non farlo, specie nel Lazio, e non farlo per la Bonino, specie dopo che il cardinalone di turno, bello e ben pasciuto, ci ha invitato a votare per il sedicente partito della libertà, il partito del tappetaro che va con le minorenni, il partito alleato dei feroci razzisti e nazisti della Lega nord – ma questo a Sua Eminenza cosa importa? - sarebbe più che un errore, un delitto. Raccogliamo dunque quel po' di spirito civico che ci è rimasto, quelle residue briciole di speranza che quello che noi possiamo fare possa miracolosamente contribuire – domani, dopodomani, chissà – a rendere un po' migliore questo paese, e andiamo a votare. Ma quanto faticosamente.

COSE DA NON CREDERE. LA RUSSA CACCIA INTRUSO ALLA CONFERENZA STAMPA
(11.03.2010) AAA Cercasi buttafuori ex picchiatore e/o ex addetto ciclostile gruppi estremisti richiesta cultura generale non superiore scuola dell'obbligo ammesso quoziente intelligenza anche subnormale utile anche impegno politico destra d'ordine. Ministri governo Berlusconi astenersi.

COMPLIMENTI LEI SI' CHE HA IL SENSO DELLO STATO. POST IT PER IL PRESIDENTE SCHIFANI
(6.3.2010) Caro Presidente, è stato molto brutto leggere – a proposito delle irregolari presentazioni delle liste regionali da parte di membri del suo partito – che a Suo giudizio le irregolarità vanno sanate “perché la sostanza deve prevalere sulla forma”. Brutto e grave, perché il rispetto delle regole – termini, procedure, forme – è un fattore basilare di ogni convivenza civile. In particolare, i regolamenti elettorali e parlamentari (questi ultimi che Lei è tenuto quotidianamente a far rispettare) sono la base della vita politica democratica. Forse Lei non lo sa, ma la vera democrazia parlamentare è nata attorno al 1770, quando dal regolamento della Camera dei Comuni i Whigs riuscirono a far eliminare la norma che vietava la pubblicità delle sedute. Solo una cultura di stampo mafioso – e sia chiaro che il termine non si rivolge assolutamente a Lei – può contrabbandare l'irrilevanza della violazione delle regole come un fattore di democrazia. E ci consenta di dirle, caro Presidente, un altro particolare che abbiamo trovato strano, e cioè che solo dopo che erano emerse gravissime accuse di collusione con la criminalità organizzata a carico del senatore Di Girolamo, Lei si sia sentito in dovere di sollecitare le sue dimissioni. Perché non lo ha fatto, illustre Presidente, quando più di un anno fa la Procura chiese l'arresto di questo personaggio per conclamati falsi in atto pubblico finalizzati ad attestare una inesistente residenza in Belgio, e l'Aula da Lei presieduta votò contro il parere bipartisan della Giunta delle elezioni che voleva che il Di Girolamo fosse dichiarato ineleggibile, motivando il voto con “il rischio che venisse arrestato”? Anche qui era “la sostanza delle democrazia” – l'autodifesa della casta degli Eletti, che si ritiene giudicabile, con arroganza degna dei vecchi Tories imparruccati, solo dai suoi Pari – che doveva far premio sulla "formale" soggezione alle regole – penali, civili, amministrative? Indignati da questo episodio, un anno fa avevamo fondato un Gruppo su Facebook con il quale chiedevamo la cacciata del senatore falsario, per un elementare rispetto della dignità del Parlamento. Ma riscuotemmo solo 50 adesioni, l'argomento evidentemente non interessava quasi nessuno, e tanto meno Lei. E solo dopo – dicevamo – che il falsario di certificati di residenza è stato scoperto anche falsario di voti, membro attivo-passivo della 'ndrangheta e così via criminaleggiando, l'aula del Senato ha accettato le sue dimissioni. Ma subissandolo di applausi. Non sappiamo che dire. Solo vergogna, doppia vergogna.

COSE DA CREDERE. QUANTO MARCIO, SANTITA', SOTTO LE VOSTRE TONACHE
(6.3.2010) Chissà perché le notizie - giunte quasi in contemporanea, una vera pioggia - che un prete teneva in cassaforte un milione di euro destinato a funzionare da bancomat per il costruttore-corruttore Anemone; che il capo della cosca di cui costui faceva parte era membro (si vorrebbe sapere per quali meriti, ma forse si può indovinare) dell'esclusivo Ordine dei “Gentiluomini del Papa”; che esponenti della stessa cosca erano collegati a un giro di prostituzione di seminaristi del Vaticano; che sono emersi scandalosi casi di pedofilia all'interno del coro di voci bianche diretto dal fratello del Papa - chissà perché notizie come queste non ci fanno alcuna meraviglia. Complimenti, Santità. Ad maiorem Dei gloriam.

SPROVVEDUTA POLVERINI, SPERIAMO DAVVERO NON VINCA
(6.3.2010) Al di là del modo in cui, sembra, verrà risolto, il goffo pasticcio creato dal PDL nella presentazione delle liste ci dà la misura dell'incapacità organizzativa della Polverini. Che in caso di vittoria - ha dichiarato nelle settimane scorse, prima dell'emersione del pateracchio - gestirà la sanità laziale in forma commissariale. C'è sin da ora da mettersi a piangere nel timore di una sua vittoria. Ma forse una spiegazione al casino che si è creato c'è. La Polverini ha assunto come responsabile della comunicazione l'ex consulente di D'Alema.




       
copyright © 2006 CONTRAPPUNTI