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(20 gennaio 2012) Vista la mole di novità e il non troppo lineare assetto della norma procederemo per gradi analizzando intanto i primi 15 articoli. Specifichiamo a tal proposito che il numero riportato a lato indica l’articolo del decreto in esame e pertanto non avrà numerazione progressiva 1.Ai soggetti produttivi di reddito d’impresa (Srl, Spa, Snc, Ditta individuale ecc…) è riconosciuta una deduzione del reddito pari (per il primo triennio di applicazione della legge) al 3% dell’incremento del patrimonio netto rispetto all’esercizio in corso al 31/12/2010 considerato al netto dell’utile dell’esercizio medesimo. Qualora tale percentuale riferita al nuovo capitale proprio (definito nozionale) fosse superiore al reddito complessivo conseguito, la differenza è deducibile nei periodi d’imposta successivi. |
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(06/01/2012) Non è che fare controinformazione significhi necessariamente essere un bastian contrario, ma oggi voglio fare il barcarolo ed esprimere, su cinque questioni molto di moda, opinioni di segno opposto a quelle oramai nettamente maggioritarie, prima confinate sui social network e appunto i siti di controinformazione ma oggi, che forze fino a ieri al governo o stanno all'opposizione o sostengono la maggioranza mentre scatenano il loro immenso apparato mediatico nel cavalcare la protesta, sdoganate in prima serata. Il dettaglio a dopo, a beneficio dei pigri faccio prima un sommario: retribuzioni dei parlamentari: devono restare alte, i media cavalcano l'indignazione popolare con lo scopo preciso di rafforzare il qualunquismo e il fine ultimo di annullare anche formalmente la democrazia, sono ben altre le azioni anti-Casta che andrebbero intraprese; lotta all'evasione: deve completamente cambiare registro, le azioni spettacolari sono utili a fare toccare con mano la consistenza del problema ma restano coerenti ad una logica che non ha mai risolto e non risolverà il problema alla radice, per quello serve - applicata univocamente per decenni da chiunque vada al governo - una politica fiscale composta da un forfettario esteso, la detraibilità di tutto per tutti, e un'azione penale efficace; articolo 18: è inutile difenderlo e inutile attaccarlo, protegge oramai una fetta simbolica di lavoratori, occorre concentrarsi sul modo di dare lavoro a più persone possibile e il reddito di cittadinanza a tutti gli altri; liberalizzazioni: occorre tenere o riprendere in mano pubblica tutto ciò che è per natura monopolistico (ferrovie, reti elettriche idriche telefoniche eccetera) e agire in direzione opposta per mestieri e professioni, droga, prostituzione, eccetera; animalismo: quello vero sarebbe diventare tutti vegetariani o quasi, non certo trattare le bestie come esseri umani approfittando del fatto che non possono lamentarsene. |
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(07/12/2011) Nelle anticipazioni circolate fino alla vigilia della presentazione del pacchetto di misure di emergenza decise dal Governo, la lotta contro l’evasione fiscale aveva rivestito un ruolo strategico. Da varie sponde – e anche da Nens – erano state indirizzate al governo indicazioni puntuali e circostanziate sulla batteria di strumenti utilizzabili per ottenere significativi risultati in termini di incremento della compliance e di conseguente recupero di gettito: è infatti su questo terreno assai più che sul recupero “ex post”, da accertamento, che il contrasto all’evasione di massa - diffusa in Italia in maniera capillare e di gran lunga maggiore di quanto non sia nel resto d’Europa – deve essere condotto allo scopo di ridurre davvero il fenomeno. La presentazione delle misure che il Governo intende varare, però, ha deluso le aspettative della vigilia perché quasi nessuno degli interventi che avrebbero potuto ribaltare l’inerzia – quando non la vera e propria tolleranza – del governo della destra, è stato preso in considerazione. Può essere utile, allora, tornare su questo tema per puntualizzare quello che potrebbe essere fatto per dare concretezza ad una strategia organica di contrasto reale all’evasione fiscale. All’elenco dettagliato che Nens segnala, tuttavia, vogliamo premettere l’esame più argomentato di due versanti sui quali l’intero impianto dell’azione di contrasto deve essere fondato: la reintroduzione degli elenchi clienti e fornitori (CLIFO) e l’adozione di un criterio efficace di tracciabilità, che non può limitarsi alle restrizioni dell’uso del contante, ma deve far perno sulla comunicazione periodica e obbligatoria delle consistenze e dei rapporti finanziari da parte delle banche. 1. FATTURAZIONE ELETTRONICA E REINTRODUZIONE DEGLI ELENCHI CLIENTI E FORNITORILa norma che introduceva l’obbligo di trasmissione telematica dei cc.dd. elenchi “clienti e fornitori” (art. 37, commi 8 e 9, del d.l. 4 luglio 2006, n. 223) prevedeva, nella parte introduttiva, la temporaneità dell’adempimento “in attesa dell’introduzione della normativa sulla fatturazione informatica”. Il legislatore, infatti, aveva intravisto la possibilità che il passaggio dalle fatture cartacee a quelle elettroniche, nonché la contestuale trasmissione di queste ultime all’Amministrazione finanziaria, di fatto, avrebbe potuto consentire di ottenere le medesime informazioni ottenute con “CLIFO” (anzi più puntuali se si pensa che “CLIFO” prevedeva dati aggregati). Tuttavia, ad oggi la diffusione della fatturazione elettronica in Italia (così come in Europa) è ancora a livelli poco significativi1: - la norma che prevede l’obbligatorietà della fatturazione elettronica da parte delle aziende nei confronti della PA (art. 1, commi da 209 a 214, legge 24 dicembre 2007, n. 244) non è stata ancora concretamente attuata, poiché non è stato ancora emanato il decreto che stabilisce le modalità tecnico/operative di trasmissione e in generale di funzionamento dell’intero processo (che prevede un sistema di interscambio gestito da Sogei);- quando prenderà realmente avvio il processo di trasmissione delle fatture elettroniche verso la PA, l’Amministrazione finanziaria sarà in grado di processare solo una parte, seppur significativa, delle fatture delle imprese ( quindi, rispetto a CLIFO, non si potrebbe procedere a incroci massivi dei dati);- la normativa comunitaria e, conseguentemente, quella italiana2 sono ancora in fase di evoluzione poiché i sistemi per garantire integrità, autenticità dell’origine e leggibilità delle fatture – come previsto dalla direttiva comunitaria – sono diversi (firma digitale, EDI, processi di controllo di gestione intra-aziendali) e si sta cercando di trovare un delicato equilibrio tra le esigenze delle imprese, quello che offe il mercato e l’obiettivo della Commissione Europea di garantire interoperabilità transfrontaliera tra le aziende dei diversi paesi3;- c’è ancora confusione nel mondo imprenditoriale e nella PA sul concetto stesso di fatturazione elettronica. Molti immaginano che si tratti della semplice trasposizione in un file pdf (o, peggio, file immagine) del documento fattura, ma1 Alcune autorevoli stime parlano di appena poche decine di migliaia di grandi imprese che attuano – solo in parte – processi di dematerializzazione e, tra queste, poche decine che effettuano fatturazione elettronica secondo le previsioni dell’attuale normativa italiana; inoltre sono in corso di predisposizione i regolamenti attuativi del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale.2 Entro il 2013 deve essere recepita in Italia la Dir2010/45/UE che ha introdotto significative modifiche alla direttiva IVA con specifico riferimento ai metodi di fatturazione semplificata e elettronica.3 Sono molteplici i gruppi di lavoro attivi in Europa e nel mondo sul tema, tra cui – di recente – il Multistakeholders forum on e-invoicing istituito con decisione 8467 del 2010 della Commissione. se ciò fosse l’Amministrazione finanziaria difficilmente riuscirebbe a processare le informazioni contenute nei file. |
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(22 dicembre 2011) Qualche mio pensiero al margine alla nostra Nota informativa 14 del 20/12/2011 (allegata in fondo). Volendo fare una riflessione sull'adozione delle ultime misure legislative atte a contrastare la crisi economica, c'è da rilevare come il principio ispiratore sia sempre quello della contrapposizione del potere politico con i cittadini. Non si cerca una collaborazione, ma solo l'imposizione che a volte diventa estremamente punitiva per chi colpe non ha, salvaguardando chi la crisi l'ha provocata o quantomeno agevolata; si è cercato un governo di "tecnici" (che comunque hanno sempre avuto introduzioni e buoni rapporti con il Palazzo) ma alla luce di questi primi giorni di "nuovo corso" era meglio cercare un governo di "carattere e personalità" che andasse avanti con idee innovative e che non tenesse conto degli interessi dei potenti. I problemi immediati sono la lotta all'evasione, la promozione dei consumi e la produttività: con un po' di fantasia si potevano affrontare in modo diverso e meno traumatico. |
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(9 dicembre 2011) Non è vero che questa manovra non aveva alternative. È sorprendente che un governo tecnico sostenga una tesi del genere. Qualche alternativa tecnica c’è sempre, basta saperla trovare una volta deciso politicamente di percorrere una certa strada. Le imposte di successione abrogate da Berlusconi nel 2001 sono state reintrodotte dal go verno Prodi nel 2006 sono tra queste. Rendono pochissimo: 454 e 475 milioni entrate da T successione rispettivamente nel 2009 e 2010; nei primi 9 mesi del 2011 il gettito è in calo rispetto all’anno precedente. Per un paese tra i più ricchi del mondo con una ricchezza stimata di oltre 9 mila miliardi di euro il gettito riscosso con le imposte di successione è risibile. Si tratterebbe di abbassare le esenzioni e alzare le aliquote. Si tratterebbe soprattutto di accertare meglio l’imposta. Solo cercando di chiudere i varchi elusivi e combattendo l’evasione aperta delle imposte di successione è possibile passare ad eventuale imposta patrimoniale ordinaria, personale e progressiva. Credo che invece di vaneggiare di nuove patrimoniali personali e progressive, bisognerebbe accertare meglio quelle esistenti. L’Italia registra un numero altissimo di società di comodo. E questo vale per tutte le parti politiche e sociali che insistono per la tassazione patrimoniale. |
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(22 novenbre 2011) Il Governo Monti certamente è una svolta politica molto significativa dal punto di vista dell’immagine. Mario Monti ha tutti i numeri per tentare di restituire al governo italiano l’autorevolezza e la credibilità che servono in questo difficile momento per cercare di affrontare i gravi problemi che affliggono l’Italia, l’Europa ed, in varia misura, il resto del mondo. In questo post, intendo occuparmi solo del la linea di politica economica come si profila in questi primi giorni di vita del governo. Non c’è al momento forte discontinuità con la linea di politica economica del precedente governo. E questo è un elemento preoccupante. Ha mantenuto l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Olli Rehn due settimane fa ha detto e confermato che nel 2013 il deficit sarà del 2,3% e che le previsioni di crescita sono state riviste al ribasso dallo 0,5 allo 0,1. Secondo me, se il governo Monti dovesse insistere per una 5° o 6° manovra nel 2011 rischierebbe di assestare un colpo mortale all’economia italiana. Se il governo Monti dovesse dare la priorità alle riforme liberali concordate dal precedente Governo con La BCE e non trovare le risorse per aumentare gli investimenti pubblici, si insisterebbe in una politica che si limita ad auspicare la crescita ma che non fa niente di concreto per farla arrivare. Infatti se fatte sul serio, le riforme liberali concordate potrebbero avere effetti verso il 2017. Lo ha confermato anche il Nobel per l’economia Stiglitz nei giorni scorsi presente in Italia per un seminario. Dette riforme non servono per il breve termine, ossia, per il 2012. Per quello che è dato di capire fin qui si parla di un programma di infrastrutture da finanziare con il project financing che in Italia – per inciso – ha funzionato poco. Secondo me, non c’è barba di Passera che possa finanziarlo alla grande e che possa esonerare lo Stato dall’intervenire. Nel suo discorso al Senato il Presidente Monti non ha detto gran che per il SUD tranne la nomina di Barca non si capisce se mantiene o modifica quello che Tremonti ha scritto nella legge di stabilità: il governo Italiano si chiamerebbe fuori dal cofinanziamento dei fondi strutturali. Quindi ben vengano le citazioni per le donne e i giovani ma non vedo niente di concreto – almeno fin qui. Solo buoni propositi. Non vedo come il governo possa creare nuovi posti di lavoro. |
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(16 novenbre 2011) Su Repubblica di lunedì 14 novembre è stato pubblicato un interessante articolo di Zygmunt Bauman (filosofo polacco, già professore di sociologia all'Università di Leeds), appunto, con il titolo "Possiamo cambiare il mondo imitando le farfalle" e se ne riporta un estratto. Eccolo: "... Esiste una discrepanza tra gli obiettivi e i mezzi a nostra disposizione. Mezzi che sono stati creati dai nostri antenati, che hanno dato vita allo Stato-nazione e lo hanno dotato e armato di molte istituzioni estremamente importanti, fatte su misura dello Stato-nazione. Per quanto concerne lo Stato-nazione, esso era veramente l´apice dell´idea di autogoverno e sovranità, l´idea di essere a casa e così via. Soprattutto, lo Stato-nazione era un affidabile e impeccabile mezzo di azione collettiva, strumento per raggiungere gli obiettivi sociali collettivi. |
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Nasce l’Associazione Koinè? Siamo un gruppo di persone largamente accomunate dalla volontà di dare un contributo utile affinchè il lavoro continui ad essere per tutti un fattore di dignità e benessere. Ciascuno di noi rappresenta sé stesso, oltre che la storia e l’impegno personali.  L’intento dell’Associazione è di realizzare ricerche e studi che favoriscano le visioni di medio e lungo periodo dell’evoluzione del lavoro nelle società globalizzate. Ovviamente, le tendenze di più breve periodo non possono non essere prese in considerazione, ma senza una visione “lunga” della qualità e della dimensione del lavoro, è anche difficile governare le fasi più ravvicinate. Inoltre, l’esigenza indagatoria è ancora più sollecitata dalle grandi trasformazioni che stanno subendo le allocazioni delle produzioni nel mondo, i sistemi d’impresa, le strutture professionali del lavoro, le caratteristiche delle tipologie contrattuali, i modelli negoziali ed organizzativi delle rappresentanze delle parti sociali. Tutto ciò, è ulteriormente sottoposto a scosse violente ed inedite dalla tempesta finanziaria che sta compromettendo la stabilità dei bilanci degli Stati e i fondamentali delle economie del mondo. Infine, l’Associazione vuole anche contribuire a rinforzare le reti e le relazioni che possono consentire ad idee di per sé giuste e condivisibili, ma isolate, di acquisire la forza necessaria per imporsi nel confronto sociale e politico; di conseguenza, i promotori dell’Associazione intendono creare le condizioni per un confronto tra quanti antepongono l’interesse generale a quelli specifici, la solidarietà all’egoismo, l’eticità dell’essere alla convenienza dell’apparire, la pratica della democrazia ai vantaggi della “mediocrazia”. Per avviare l’attività dell’Associazione, in sintonia con quanto detto in precedenza, è stato indetto il Convegno nazionale “SIAMO NEL PANTANO, IDEE PER USCIRNE”. I soci promotori dell’Associazione Koinè sono: Giorgio Benvenuto, Pierre Carniti, Mario Colombo, Giuseppe Farina, Carlo Ghezzi, Franco Lotito, Enzo Mattina, Agostino Megale, Raffaele Morese (Presidente), Silvano Miniati. dall’associazione Koinè |
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(7 Novembre 2011) Parafraso un famoso romanzo perché le vicende politiche di questi giorni me ne ricordano uno molto più famoso ancora. Infatti abbiamo: • un Renzo, anzi più di uno, che si fa scrivere il programma politico da un noto Azzeccacarbugli, dopo avergli portato i capponi che sono i potenziali elettori del PD che litigano tra loro se il cicciobello fiorentino sia un berluschino de noantri o la vera Giovane Speranza del centrosinistra mentre forse è solo la riedizione del cicciobello romano immortalato da Corrado Guzzanti (a Berluscò, ricordate degli amici, ahò...); (..continua) |
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(20 Ottobre 2011) Parlando all’Inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di polizia tributaria, alla presenza del Ministro dell’economia e della finanze, il Comandante generale della Guardia di Finan za Gen. Nino Di Paolo ha citato gli ultimi dati del Fondo monetario internazionale su riciclaggio che viene stimato al 5% del PIL mondiale e al 10% per l’Italia. Il Gen. Di Paolo ha inoltre citato L’OCSE che valuta tra i 5 e i 7 mila miliardi di dollari (circa 10% del PIL mondiale 63 mila miliardi di dollari) i capitali nascosti nei paradisi fiscali. Il Comandante generale della GdF non ha citato il dato sull’Italia perché non disponibile. Il Governo mostra qualche riluttanza a conoscere quanti soldi sono nascosti persino in Svizzera con la quale non sembra volere arrivare ad un accordo come hanno fatto Germania ed Inghilterra. |
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( 4 ottobre 2011) Il salone Nautico Internazionale è da sempre un salone di grandi numeri, già se si considera il solo contesto meramente economico, ma se poi volessimo osservare da vicino, non tanto gli espositori, che spesso riflettono l’operosità raffinata di piccole realtà a mezza via fra artigianato e piccola e media impresa, non tanto quest’ultimi dicevamo, quanto i veri e propri “paperoni” che sono i suoi visitatori cosiddetti “invitati”. Quelli paganti di visitatori, Euro 12 a persona per la cronaca.. bhè quest’ultimi li tralascerei, almeno sotto un profilo prettamente fiscale. I numeri non sarebbero pìù di tanto allettanti e di corpo, come invece con la prima tipologia d’invitati, i VIPs invitati. Anche quest’anno Genova, quella portuale.. città operosa di operai e camalli, si concede, con le vesti larghe ed alzate dal primo al nove ottobre, questo per dar spazio alla migliore produzione nautica mondiale ed alle eccellenze del famigerato made in Italy. Si tratta di oltre mille e trecento espositori, di cui un terzo proveniente dall'estero, con più di qualche migliaio d’imbarcazioni, fra le quali spiccano quattrocentocinquanta novita'. (continua..)
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(3 Ottobre 2011) Uno zibaldoncino di inizio ottobre me lo fate fare? E' che ci sono alcune cosette da commentare senza (almeno apparentemente) nesso reciproco né sufficiente peso da meritare un post autonomo e ponderato.. Gli amici di Liberareggio ci informano che anche a Reggio Calabria si celebra dall'1 al 7 ottobre la Settimana Vegetariana Mondiale. Non sono vegetariano, ma ritengo che la scelta di mangiare poca carne e pesce sia oramai indispensabile per la salvaguardia del pianeta, oltre che foriera dell'eliminazione per antieconomicità di quell'autentico delitto (per tutti, animali e umani che li consumano) che sono gli allevamenti intensivi, e salutare per qualsiasi adulto. Ma, i miei conterronei non me ne vogliano, non riesco a leggere questa notizia senza pensare cosa ne farebbero quelli di Fiore calabro, la telenovela di 610 dove alla notizia che il nipote si era fatto vegetariano la zia è svenuta pensando a una malattia e lo zio lo ha portato da un frate specializzato in esorcismi a forza di nduja e suppizzata. Non lo volevo dire, ma è stato più forte di me, e forse l'ironia su un certo modo di essere calabrese ne può più di mille discorsi. A proposito di reggini, molta eco ha avuto in questi giorni la notizia della presa di distanza da parte di Santo Versace nei confronti di Berlusconi e il berlusconismo, inteso come sistema i cui pilastri sono latrocinio e corruzione. Non si può certo annoverare l'ex presidente della Viola basket ai tanti topi che scappano quando la nave affonda, ma resta doveroso rimproverargli (a lui come alle troppe persone "di destra" che negli ultimi 17 anni non hanno visto o hanno fatto finta di non vedere l'intima perversione dell'uomo e della filosofia che guida i suoi comportamenti pubblici e privati) che forse era il caso di accorgersene prima. Vabbò, diciamo "meglio tardi che mai" e vediamo che succede ora.. Sempre a proposito di dimissioni, l'immenso Ivano Fossati ha dichiarato in prima serata televisiva che sta per abbandonare la carriera discografica. Non è né il primo né l'ultimo a fare cose del genere, quasi sempre peraltro smentite poco dopo. Forse questo non sarà il suo caso, e comunque Fossati può dare il suo enorme contributo alla cultura italiana restando sul campo letterario e/o musicale anche da ex popstar, ma risulta quantomeno sospetto l'annuncio in corrispondenza dell'uscita di un nuovo album e relativa serie di concerti, come a voler pompare vendite e ingressi. Poi finisce che si lascia andare agli stereotipi sui genovesi anche uno che conosce a memoria tre quarti delle sue canzoni e lo reputa forse il migliore sulla piazza, come il sottoscritto. Le immissioni riguardano invece due link in colonna destra, tra i siti che "controinformano davvero". In realtà si tratta in un caso di un sito nuovo che non fa controinformazione in senso stretto, nell'altro di un sito che la faceva alla grande e sta tentando di riproporsi (bontà sua anche riportando pezzi da questo blog): parlo rispettivamente di Quasi un diario, il blog di Angelo Orlando, e Contrappunti, la rivista web fondata dal compianto Giancarlo Fornari. Un bocca al lupo ad entrambe le avventure, che meritano la vostra curiosità. da controinformoperdiletto |
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(23 settembre 2011) La notizia, di pochi giorni fa, è che a Berlino il partito dei pirati informatici ha fatto il 9 per cento. NOVE, direbbe il piccolo diavolo sbattendo le carte sul tavolo. Nel loro programma, oltre ovviamente a Internet gratuita e libera per tutti, hanno messo l'abolizione del copyright, la liberalizzazione delle droghe leggere, l'obbligo di totale trasparenza per chi fa politica, trasporti pubblici gratuiti e salario minimo garantito per i giovani. Tutte cose che dovrebbero stare e in gran parte non ci sono nel programma di una forza di sinistra degna di questo nome, che appunto in Italia non abbiamo. Tutte cose che avrebbero ricadute positive probabili sulla mitica crescita, sicure su quel rinnovo del patto sociale che è indispensabile per affrontare gli scenari che ci attendono (anche se non fossero così cupi come quello descritto qui, purtroppo possibilissimo se non ancora probabile). La Rete infatti in tutto il mondo crea posti di lavoro tranne che in Italia, uno dei posti al mondo con l'ADSL più cara e meno diffusa e il wi-fi più rarefatto e meno libero, con la pubblica amministrazione che anzichè rivolgersi al software gratuito, oramai da tempo all'altezza per dotazione e semplicità d'uso, compra a caro prezzo il software instabile di Gates. Oppure affida servizi inutili e carissimi come la PEC alle Poste, già ente statale simbolo ed ora SpA che si atteggia a banca senza esserlo (offrendo sponda a Mediolanum...) trascurando sempre più i servizi postali, la cui casella email era la più farraginosa da ottenere e usare, la più spammata e meno protetta, e ora si appresta a diventare l'unica obbligatoriamente a pagamento. I diritti d'autore andrebbero non dico aboliti ma pesantemente riformati, con l'obiettivo di proteggere i deboli e favorirne l'ingresso sul mercato anzichè di tutelare i già forti com'è adesso: trent'anni di battaglia contro i "pirati" non hanno fatto che strangolare il panorama musicale, quando la strategia opposta l'avrebbe fatto fiorire (come è successo nella storia recente: le ultime grandi ondate di novità discografiche sono coincise con l'era delle radio libere, con quella del libero noleggio dei cd, con quella del libero file sharing). La droga, ammesso che sia possibile definire bene cosa lo sia e cosa no (qual'è il criterio? la dipendenza? la mortalità? allora tabacco e alcol sono droghe), sono diventate da sollazzo per pochi a fenomeno di massa solo grazie al proibizionismo, che ne consegna produzione e distribuzione a criminali che hanno tutto l'interesse a far crescere un giro che dà profitti crescenti e così via in una spirale che dura da alcuni decenni e si potrebbe interrompere solo con la strategia opposta, come forse qualcuno comincia a capire tra gli intellettuali e i politici. La legalizzazione totale delle droghe leggere e la distribuzione gratuita e controllata delle pesanti darebbe una mazzata tale alle mafie che difficilmente si riprenderebbero (con una stretta sugli appalti, il presidio del territorio, e un po' di politici in galera gli daremmo il colpo di grazia), e si potrebbe lavorare sui consumatori per dissuaderli e farli gradatamente diminuire, com'è successo appunto con i fumatori. Ma già, siamo governati quasi ininterrottamente da 17 anni da uno schieramento che mette la "libertà" nell'etichetta ma solo lì, e a noi le ha tolte o tentato di toglierle piano piano tutte: quella di lavorare (e "il lavoro rende liberi"...), di navigare, di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento, di decidere cos'è la vita e morire in pace e con dignità (meno male che c'è la Svizzera: leggete qui e qui), quella d'impresa, di informazione, di istruzione pubblica e gratuita per tutti. Lasciando solo quella di corruzione e impunità al Capo, quella di sbafo ai suoi accoliti, e quella di evasione fiscale ai suoi elettori. Ed è questo l'unico punto debole del ragionamento di Bifo che invito a seguire: tutto corretto, tranne che con chiunque altro al governo, ma proprio chiunque, oggi staremmo molto meglio, perchè chiunque avrebbe almeno tentato di salvare la faccia facendo qualcosa per il Paese mentre pensava agli affaracci suoi e della banda di mafiosi leccaculi e manutengoli di cui si circonda. Che peraltro come tutti i capi con problemi di personalità si è scelto poco intelligenti, la qual cosa ha fatto più danni della malafede. La crisi è mondiale, si, ma se distruggerà l'Italia (e forse la Grecia) prima e più degli altri il colpevole sappiamo tutti chi è. da controinformoperdiletto
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(20 agosto 2011) In attesa del via definitivo da parte della camera, della manovra in oggetto previsto per giovedì 15 settembre, vogliamo iniziare a illustrarti le principali novità, che salvo emendamenti dell’ultimo minuto e con la poca chiarezza visto il susseguirsi di continue modifiche, dovrebbero entrare in vigore a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Società di comodo: aumenta dal 27,5% al 38% l’aliquota ires sul reddito minimo delle società di comodo. Ricordiamo che sono considerate di comodo quelle società che di fatto non esercitano alcuna attività economica e che per le quali il fisco ha fissato dei parametri per individuarle: infatti se una società è intestataria di un certo valore di attivo immobilizzato, si presume che debba aver prodotto un determinato livello di ricavi; in caso contrario sarà ritenuta società di comodo e come tale dovrà pagare le imposte sul reddito presunto. Le società in perdita per tre esercizi consecutivi saranno considerate di comodo al pari di quelle in perdita per due esercizi e con il terzo non operativo. Carcere grandi evasori: sono ridotte le soglie di punibilità penale.. (..continua)
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(8 Settembre 2011) “Comportati come se fossi felice: la felicità verrà dopo”. Questa citazione di Singer sintetizza il “partecipe distacco” di Claudio Magris, una visione della vita che da’ “forza morale” all’esistenza – secondo l’espressione di Marco Alloni che dialoga con lo scrittore in Se non siamo innocenti (Aliberti editore, Reggio Emilia, 2011). Traendo dal comportamento dei genitori i valori di lealtà, fedeltà e coraggio lo studioso – certamente il più europeo ed internazionale dei nostri maestri – offre una lettura etica degli insegnamenti ricevuti e trasmessi attraverso la sua opera e la costante sollecitazione ad attraversare le tragedie e le incertezze della nostra epoca mantenendo sempre, pur nell’asprezza delle esperienze umane che hanno segnato in profondità il suo spirito, quel sufficiente livello di ironia, probabilmente raccolto dalla sua frequentazione culturale con l’ebraismo. Pur proveniente da una educazione cattolica di fondo (anche se appartenente ad una famiglia “non praticante”), la sua percezione intima di principi fondamentali non gli ha impedito di raccogliere una pratica quotidiana liberatrice dai rischi di ogni rigida impostazione. Le sue letture (da Cervantes a Weber, da Tolstoj a Svevo) gli hanno dato una “formazione esistenziale” lontana – egli scrive – dall’ambiguità del nichilismo ma consapevole della friabilità delle cose, donde la fascinazione del mito asburgico (caratteristica delle sue origini), come testimonianza di quella sofferenza vissuta, capace di far comprendere il “senso di colpa” nel coinvolgimento inquietante di una generazione non mera spettatrice. Così egli ha acquisito la consapevolezza di eventi subiti come possibilità di intendere le virtù e, nello stesso tempo, le debolezze dell’agire umano, dell’inevitabile logica del compromesso come del continuo mescolarsi della purezza e dell’ambiguità. In questi concetti, nel contesto specifico di una memoria, contrassegnata dalle giovanili esperienze e nella conquista graduale, personale e morale di sentimenti e ricomposizione di orizzonti chiaramente intravisti e perseguiti, Claudio Magris simboleggia una convinzione di senso morale unita al “desiderio di fare”, aspetti centrali della presenza viva dello scrittore nella realtà di complessi sociali ed umani travalicanti le singole religioni, come le diverse tradizioni costituenti la sua essenziale personale identità. Come emerge dai sui studi di germanistica e dai suoi libri (da Danubio a Microcosmi, che l’autore di questa recensione indicava sempre agli studenti dell’università per Stranieri di Siena come indispensabili per la conoscenza della moderna cultura europea), il senso dell’assoluto e del divino, caratteristica nella cultura della sua gente, emerge con chiara serenità nei suoi ricordi, nel suo infaticabile “fare” e – ci permettiamo di sottolineare – di “dare” agli altri di enzorusso2020 |
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ANCORA IN GUARDIA DALLE TRUFFE
(7 dicembre 2011) L’imbroglio arriva per posta elettronica. Dietro la falsa notifica di un rimborso fiscale e l’invito a scaricare e compilare il modulo allegato, un tentativo di phishing per acquisire illegalmente dati personali. L’Agenzia delle Entrate è costretta a segnalare nuovamente casi in cui si è provato a raggirare i cittadini sfruttando illecitamente il suo nome e il suo logo. Questa volta l’inganno è rappresentato da un’e-mail contenente la notifica di un presunto rimborso fiscale (l’oggetto è, appunto “Notifica di rimborsi fiscali”). Il messaggio chiede anche di scaricare e compilare un file allegato: cestinate immediatamente l’e-mail e non aprite il modulo, perché potrebbe essere pericoloso. L’Amministrazione, precisano in una nota le Entrate, non chiede informazioni sulle carte di credito. È l’ennesimo tentativo di phishing, con l’obiettivo di entrare in possesso dei dati personali del soggetto “prescelto”. Nel modulo allegato, infatti, viene chiesto al destinatario di inserire una serie di informazioni utili al pagamento del rimborso, tra cui anche quelle relative alla sua carta di credito. È una truffa informatica, ribadisce l’Agenzia, rinviando al sito delle Entrate, sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, per conoscere la procedura giusta da seguire per avere l’accredito del rimborso sul conto corrente.
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LEGGE DI STABILITA' n°183 del 2011
(23 novembre 2011) Il nostro precedente governo, prima di dare le dimissioni, ha emanato la legge, richiesta dalla comunità europea, per il recupero del deficit pubblico e lo sviluppo dell’economia; per tale motivo iniziamo ad informarvi sulle prime disposizioni che occorre conoscere per il buon operato aziendale. Il primo articolo è il 13 dove viene riscritta la norma che provvede (non capiamo il perché venga ripetuta una norma già emanata, bastava un decreto di attuazione) la possibilità, da parte del creditore, di cedere i propri crediti vantati verso gli enti pubblici (regioni ed enti locali) per pagare debiti v/ banche ed altri intermediari finanziari; rimangono esclusi da tale obbligo gli enti commissariati e le regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari (praticamente tutte). Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge saranno emanati i decreti attuativi; fino a quel momento valgono le disposizioni in essere. Sarà la volta buona? Nello stesso articolo viene stabilito che la polizia stradale, attraverso lo strumento dell’autovelox, potrà verificare la copertura assicurativa obbligatoria del mezzo di trasporto. Non chiedeteci come. Il secondo articolo che prendiamo in esame è il 14 dove viene, anche qui, riformulata la disciplina a burocrazia zero in tutta Italia. Fatta qualche eccezione per gli atti amministrativo-tributario (attenzione, non si parla degli uffici finanziari), ambientali, salute e sicurezza pubblica o nuove iniziative produttive su aree soggette a vincolo, il dipendente pubblico deve evitare di complicare la vita al cittadino con richieste di atti o documenti di cui l’apparato statale o locale è già in possesso. Con una norma di carattere interpretativo viene ribadita la possibilità di trasferire le quote di srl senza intervento notarile. Dal prossimo anno le srl senza collegio sindacale potranno redigere il bilancio secondo uno schema semplificato che sarà stabilito dal MEF entro 90 giorni. I soggetti in contabilità semplificata ed i lavoratori autonomi che effettuano le transazioni finanziarie (incassi e pagamenti) mediante tracciabilità bancaria (assegni, bonifici ecc.) possono sostituire le scritture contabili con l’estratto conto bancario. La periodicità delle liquidazioni iva si adegua ai limiti previsti per la tenuta della contabilità semplificata (€ 400.000,00 per le imprese di servizi ed € 700.000,00 per le altre imprese) Semplificazioni anche nell’ambito dei collegi sindacali: le spa con ricavi o patrimonio non superiori ad € 1.000.000,00 e le srl potranno nominare un sindaco unico invece del collegio classico formato da tre elementi. nota informativa a cura dello Studio Masucci |
 (Roma 10 novembre 2011) - INAIL – Auditorium Piazzale Giulio Pastore, 6 00144 Roma (Metro B Fermata EUR Fermi, Bus 214 da Termini) Ore 9,00 Apertura dei lavori di Raffaele Morese Ore 9,30 Relazioni di Giacomo Vaciago Le condizioni per lo sviluppo e l’occupazione Salvatore Tutino Il fisco ritorni a ridistribuire Paolo Garonna Un welfare privato pubblico Marcello Messori Come domare la finanza Ore 11,00 Interventi degli invitati Ore 13,00 Conclusioni di Giorgio Benvenuto Ore 13,30 Intervallo Ore 15,00 Se vogliamo, possiamo Tavola rotonda introdotta da Pierre Carniti con Luigi Abete (BNL) Carlo Borgomeo (Fondazione Sud) Sergio Chiamparino (ex Sindaco di Torino) Cristina Comencini (Se non ora,quando) Andrea Tomat (Lotto sport) Conduce Corradino Mineo Ore 17,30 Chiusura dei lavori” Associazione Koinè |
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Intercettazioni: centinaia in piazza contro bavaglio (30 settembre 2011 da ansa) "Decine di cartelli con la scritta 'No ai bavagli' hanno fatto da sfondo alla manifestazione organizzata al Pantheon a Roma dal Comitato per la liberta' e il diritto all'informazione la cultura e lo spettacolo, per dire no alla legge sulle intercettazioni che mercoledi' 4 ottobre iniziera' il suo iter in Parlamento. Diverse centinaia di persone sono scese in piazza con cartelli e bandiere per sottolineare il no ad un provvedimento ritenuto incostituzionale, perche' in contrasto con l'articolo 21 sulla liberta' di informazione. Alla protesta hanno partecipato diverse associazioni, da Articolo 21, alla Rete Viola, fino a Libertiamo.it. In piazza anche i rappresentanti della neonata Unione delle giornaliste libere e autonome, denominata Giulia, tra cui le giornaliste Rai Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario. Presenti anche l'Usigrai, per portare avanti la battaglia 'Riprendiamoci la Rai', e la Fnsi con il suo presidente Roberto Natale. 'Il nostro - ha detto chiudendo dal palco la manifestazione - non e' il no di una casta ma di tanta parte della societa' italiana'. Hanno aderito anche decine di parlamentari del Pd, dell'Udc, dell'Idv, di Fli, oltre a esponenti di Sel. Oltre alla protesta contro la legge sulle intercettazioni, in piazza e' stato gridato il no al cosiddetto comma 'ammazza-blog', che estenderebbe la regolamentazione della carta stampata ai siti informatici, in particolare relativamente all'obbligo di rettifica. Una protesta portata avanti dall'associazione Agora' Digitale." |
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COSE DA NON CREDERE, RIECCO L'ETERNO CONTEST UOLTER-MAXIM, QUESTA LA GRAN NOVITA' (13.9.2010) In un partito che in tre anni non è riuscito a produrre una proposta politica che è una, distratto com'è dallo scontro epico tra le Bindi, i Fioroni i Bersani e i Marini in disaccordo su tutto, continua la marcia di avvicinamento di Veltroni, che l'altro giorno si è fatto pubblicare dal Corriere (ahi, de Bortoli!) un'insulsa “Lettera aperta al Paese” (nientemeno..) in cui con il suo stile pedestre ed enfatico esprime quattro concettuzzi che secondo lui dovrebbero risolvere la crisi politica ed economica in cui ci troviamo. Tanto è bastato per far sbottare i dalemiani, che lo hanno accusato di volersi inserire di nuovo nella corsa alla leadership del partito. Ma non si capisce cosa ci sarebbe da stupirsi. L'assassino ritorna sempre sul luogo del delitto. |
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"MA NON SONO STATO IO". SMENTITA UFFICIALE DELL'ALTISSIMO (12.9.2010) L'ufficio stampa di Dio, da noi contattato, ci ha rilasciato una smentita ufficiale sul caso Berlusconi-Putin. "Mai e poi mai, ha detto testualmente l'Altissimo, volendo fare un dono ai Russi gli avrei rifilato quell'ex manutengolo del KGB che risponde al nome di Putin. Sono incazzatissimo, lasciatemelo dire, che mi sia voluto coinvolgere in questa storia da parte di quell'altro avanzo di galera a nome Berlusconi. Tra i tanti disastri di cui sono responsabile - terremoti, inondazioni, pestilenze di vario tipo - non c'è anche l'accoppiata Putin-Berlusconi. Tiratemi subito fuori da questa storia, ha intimato, o faccio una strage, perdio!" CARO M'E' IL SONNO (12.9.2010) Caro m'è il sonno e più l'esser di sasso / mentre che il danno e la vergogna dura. / Non veder non sentir m'è gran ventura. / Perciò non mi destar deh, parla basso. |
COSE DA NON CREDERE, VOGLIONO SOPPRIMERE L'ISAE: TROPPO INDIPENDENTE(29.5.2010) Nella manovra appena varata dal Governo è prevista la soppressione dell' ISAE, il benemerito istituto di analisi economica autore di periodiche ricerche sui temi dell'economia pubblica, delle pensioni, del fisco. Una decisione che farebbe perdere per sempre la preziosa attività svolta dell'Istituto e l'insostituibile ruolo che, anche a ragione della sua indipendenza, esso svolge nell'alimentare la ricerca e nel supportare le conoscenze e le scelte dei policy maker. Chiunque condivide questa valutazione e ritiene che l'amministrazione pubblica non possa privarsi di uno dei suoi centri di eccellenza, può sottoscrivere l'appello contro la chiusura dell'ISAE, cliccando su questo link. |
LA FALSA DICHIARAZIONE DELL'EX MINISTRO. POST IT PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE (4.5.10) Cara Agenzia delle entrate, che lo Scajola - non per niente elogiato da Berlusconi, all'atto delle dimissioni, per il suo esemplare “senso dello Stato” - abbia comperato un lussuoso appartamento pagando in nero 800.000 euro, come oramai sembra assodato, è un fatto di tale gravità da produrre un vero e proprio allarme sociale. Perché sapere che un ministro ha potuto mettere in atto tranquillamente un comportamento evasivo di questa fatta e che in 4 anni – dicesi quattro anni – voialtri non siate stati capaci di fare uno straccio di accertamento di valore a fronte di uno scarto così eclatante tra valore dichiarato e valore di mercato, autorizza chiunque a pensare - nella migliore delle ipotesi - che in questa materia qualunque evasione sia possibile. Oppure - nella peggiore delle ipotesi - che i controlli siano, per così dire, "personalizzati". L'ufficio stampa della procura della Repubblica si è affrettato a comunicare che lo Scajola non è indagato. E si capisce, non si tratta di illeciti penali ma fiscali. Ma proprio per questo tranquillizzerebbe l'opinione pubblica se l'ufficio stampa dell'Agenzia delle entrate, così solerte nell'informarci un giorno sì e uno no delle grandi imprese antievasione del suo plurincaricato Direttore, si affrettasse a farci sapere che è stata aperta un'inchiesta per accertare qual è effettivamente l'illecito fiscale commesso in questo caso e per applicare le relative sanzioni. Ma per fare qualcosa del genere ci vorrebbe il coraggio che evidentemente manca. E quindi zitti fino alla prossima conferenza stampa con il solito bla bla sui fantastici successi della politica antievasione. Alla fine. temiamo, la pratica sarà chiusa con un orecchino, come con Maradona. |
SMOLENSK, COME CI FOSSE STATO STALIN A PILOTARE QUEL TUPOLEV (11.4.10) C'è la mano di un feroce destino dietro il disastro dell'aereo che trasportava in Russia – per la commemorazione dell'eccidio di Katyn – buona parte dei gruppi dirigenti polacchi. A Katyn, come solo dopo mezzo secolo furono costretti ad ammettere i russi, le truppe di Stalin avevano massacrato, nascondendone i cadaveri nelle fosse, migliaia di giovani ufficiali dell'esercito polacco fatti prigionieri all'inizio della guerra. Le stesse truppe di Stalin che qualche anno dopo rimasero schierate alla periferia di Varsavia, rimanendo deliberatamente a guardare, mentre i partigiani polacchi a mani nude, morendo come mosche, si rivoltavano contro le truppe naziste, e l'intera città veniva rasa al suolo. In entrambi i casi bisognava distruggere, o lasciare che venissero distrutti, i quadri dirigenti di un popolo che il comunismo si rendeva conto di non poter assimilare. Che adesso – per ricordare quell'eccidio – siano stati decimati un'altra volta i quadri dirigenti della nazione polacca, sembra quasi un nuovo orribile delitto del sanguinario padrone del Cremlino. |
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COSE DA NON CREDERE, ORAMAI LA LINEA LA DANNO I BULLI DELLA LEGA (9.4.2010) In quanto seguaci del buddismo zen, che invita ad accettare semplicemente che le cose accadano e a non discriminare il reale tra bello e brutto, buono e cattivo, ci siamo astenuti dal giudicare i risultati elettorali. Ma certo non è incoraggiante sapere che mentre metà del territorio è in mano alla criminalità, buona parte dell'altra metà è in mano ai razzisti e fascisti. Ora benedetti anche dal Vaticano (politique d'abord, bien entendu) perché fanno la faccia feroce, calpestando diritti civili e regolamenti dello Stato di cui non può importargli di meno, contro la pillola RU 486. Ancora meno incoraggiante è sapere che in base a un accordo tipo Yalta la politica delle riforme sarà nelle mani della Lega: basta che in cambio mi risolvete i problemi dei miei processi, ha detto Papi, e se n'è andato a comprarsi una villa da 25 milioni nel senese. Non abbiamo voluto morire democristiani, morire leghisti sarebbe il colmo dell'orrore. Intanto, mentre Panorama pubblica una mappa del (già sterminato) sistema di sottogoverno leghista - ne parleremo in una prossima occasione - GianAntonio Stella ci racconta sul Corriere la curiosa storia di una signora della provincia di Treviso che insoddisfatta per una decisione cervellotica della giunta leghista osò protestare esclamando “Vergognatevi”. Immediatamente denunciata dai leghisti e condannata con decreto da un sollecito magistrato “per avere offeso l’onore e il prestigio del consiglio comunale”, nel successivo processo è stata opportunamente assolta “perché il fatto non costituisce reato”. Credete sia finita qui? Niente affatto, perché l'indefettibile sostituto procuratore – per la storia, si chiama Giovanni Cicero - ha impugnato l’assoluzione. Il processo andrà avanti: la signora Stefan va castigata. Un piccolo episodio da cui si capisce l'aria che tira, anche nelle aule giudiziarie. Il tutto – chiosa Stella - in una provincia come Treviso dove il sindaco leghista Gentilini ha ordinato “la pulizia etnica contro i culattoni” e il senatore Stiffoni si è spinto a dire: “Gli immigrati? Peccato che il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non sia ancora pronto”. Ma questi evidentemente non erano reati. |
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