Contrappunti, Fondatore Giancarlo Fornari







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SORRISI ED AZIONI
(02/02/2012) Di Operation Smile Italia abbiamo già parlato in questo blog, con una lunga intervista al chirurgo maxillo-facciale Domenico Scopelliti, che della fondazione è presidente del collegio dei consiglieri scientifici. Il consiglio è di rileggerla, ai pigri ricordo in breve che questa meritoria Onlus è "costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari che realizzano missioni umanitarie in oltre 60 Paesi del Mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi, esiti di ustioni e traumi" (dal sito ufficiale), con l'obiettivo ulteriore di creare strutture sanitarie, migliorare le infrastrutture esistenti, donare attrezzature e formare il personale medico locale di modo che l'azione si esplichi a prescindere dalle singole missioni. Se ne riparlo adesso, è perché il 4 febbraio, grazie a un protocollo d'intesa con la casa di cura Sanatrix, parte un progetto a Roma denominato "Sorrisi in Italia", per il trattamento chirurgico gratuito di bambini, italiani e non, residenti in Italia, varato a seguito di varie richieste da parte di alcune famiglie che negli ultimi tempi, visti i lunghi tempi di attesa per gli interventi in strutture pubbliche, hanno sollecitato un aiuto alla Fondazione per i loro piccoli. Che sono stati già sottoposti a screening e, sempre gratuitamente, saranno operati nel corso del progetto che durerà fino al 10 febbraio. Ma, come ricorda anche il lancio Adnkronos,  l'accordo con Sanatrix è per un anno, nel corso del quale il personale volontario presterà la propria opera ogni mese per un weekend. In attesa che anche a Roma si apra una struttura stabile come la Smile House attiva a Milano dall'anno scorso.
ICI: ANCHE LA CHIESA PAGHI. APPROVATA LA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE A FIRENZE.
(31 Gennaio 2012) Oggi pomeriggio il Consiglio comunale di Firenze ha approvato a maggioranza una mozione presentata vari mesi fa da Tommaso Grassi per chiedere che anche gli immobili proprietà della Chiesa adibiti a fini commerciali paghino l’ICI (adesso IMU) al Comune di Firenze, come anche la legislazione attuale prevede e per chiedere altresì al Sindaco di farsi interprete vero il Governo di un miglioramento legislativo che ponga fine alle ambiguità. A favore hanno votato oltre a Tommaso Grassi, una parte del Partito Democratico, l’Italia dei Valori, il Consigliere Cruccolini e la Consigliera Giocoli di FLI. Contrari una parte del PD e alcuni esponenti del PDL. “Un risultato molto importante - commenta Tommaso Grassi, rappresentante in Consiglio comunale di FdS, Verdi e SEL – che testimonia quanto questo tema sia oggi sentito dai cittadini e quindi maggioritario anche nelle Istituzioni che li rappresentano, come il Consiglio comunale.” “Ricordo che dopo la nostra denuncia a proposito delle 22 strutture ricettive su 29 a Firenze di proprietà di enti religiosi che non pagano l’ICI al Comune, pur essendo chiaramente strutture commerciali, anche il Sindaco Renzi si dichiarò d’accordo a farle pagare: ora, con il via libera anche del Consiglio comunale, immagino si passerà immediatamente ai controlli sull’applicazione e alla riscossione di quanto dovuto, anche perché questi introiti, non certo irrilevanti, potrebbero risparmiare tagli dolorosi anche ai servizi sociali.”
“Grave invece sarebbe se come al solito alle buone intenzioni politiche non dovessero seguire i fatti: sarebbe di nuovo acqua portata al mulino della disaffezione e dell’allontanamento dei cittadini dalla politica.” – conclude Grassi.

ANCORA IN GUARDIA DALLE TRUFFE

(7 dicembre 2011) L’imbroglio arriva per posta elettronica. Dietro la falsa notifica di un rimborso fiscale e l’invito a scaricare e compilare il modulo allegato, un tentativo di phishing per acquisire illegalmente dati personali. L’Agenzia delle Entrate è costretta a segnalare nuovamente casi in cui si è provato a raggirare i cittadini sfruttando illecitamente il suo nome e il suo logo. Questa volta l’inganno è rappresentato da un’e-mail contenente la notifica di un presunto rimborso fiscale (l’oggetto è, appunto “Notifica di rimborsi fiscali”). Il messaggio chiede anche di scaricare e compilare un file allegato: cestinate immediatamente l’e-mail e non aprite il modulo, perché potrebbe essere pericoloso. L’Amministrazione, precisano in una nota le Entrate, non chiede informazioni sulle carte di credito.
È l’ennesimo tentativo di phishing, con l’obiettivo di entrare in possesso dei dati personali del soggetto “prescelto”. Nel modulo allegato, infatti, viene chiesto al destinatario di inserire una serie di informazioni utili al pagamento del rimborso, tra cui anche quelle relative alla sua carta di credito. È una truffa informatica, ribadisce l’Agenzia, rinviando al sito delle Entrate, sezione “Home – Cosa devi fare – Richiedere – Rimborsi”, per conoscere la procedura giusta da seguire per avere l’accredito del rimborso sul conto corrente.

koinè

(Roma 10 novembre 2011) - INAIL – Auditorium Piazzale Giulio Pastore, 6 00144 Roma

(Metro B Fermata EUR Fermi, Bus 214 da Termini)

Ore 9,00 Apertura dei lavori di Raffaele Morese

Ore 9,30 Relazioni di Giacomo Vaciago Le condizioni per lo sviluppo e l’occupazione

Salvatore Tutino Il fisco ritorni a ridistribuire

Paolo Garonna Un welfare privato pubblico

Marcello Messori Come domare la finanza

Ore 11,00 Interventi degli invitati

Ore 13,00 Conclusioni di Giorgio Benvenuto

Ore 13,30 Intervallo

Ore 15,00 Se vogliamo, possiamo Tavola rotonda introdotta da Pierre Carniti

con Luigi Abete (BNL)

Carlo Borgomeo (Fondazione Sud)

Sergio Chiamparino (ex Sindaco di Torino)

Cristina Comencini (Se non ora,quando)

Andrea Tomat (Lotto sport)

Conduce Corradino Mineo

Ore 17,30 Chiusura dei lavori”

Associazione Koinè 

Intercettazioni: centinaia in piazza contro bavaglio

(30 settembre 2011 da ansa) "Decine di cartelli con la scritta 'No ai bavagli' hanno fatto da sfondo alla manifestazione organizzata al Pantheon a Roma dal Comitato per la liberta' e il diritto all'informazione la cultura e lo spettacolo, per dire no alla legge sulle intercettazioni che mercoledi' 4 ottobre iniziera' il suo iter in Parlamento. Diverse centinaia di persone sono scese in piazza con cartelli e bandiere per sottolineare il no ad un provvedimento ritenuto incostituzionale, perche' in contrasto con l'articolo 21 sulla liberta' di informazione. Alla protesta hanno partecipato diverse associazioni, da Articolo 21, alla Rete Viola, fino a Libertiamo.it. In piazza anche i rappresentanti della neonata Unione delle giornaliste libere e autonome, denominata Giulia, tra cui le giornaliste Rai Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario. Presenti anche l'Usigrai, per portare avanti la battaglia 'Riprendiamoci la Rai', e la Fnsi con il suo presidente Roberto Natale. 'Il nostro - ha detto chiudendo dal palco la manifestazione - non e' il no di una casta ma di tanta parte della societa' italiana'. Hanno aderito anche decine di parlamentari del Pd, dell'Udc, dell'Idv, di Fli, oltre a esponenti di Sel. Oltre alla protesta contro la legge sulle intercettazioni, in piazza e' stato gridato il no al cosiddetto comma 'ammazza-blog', che estenderebbe la regolamentazione della carta stampata ai siti informatici, in particolare relativamente all'obbligo di rettifica. Una protesta portata avanti dall'associazione Agora' Digitale."

COSE DA NON CREDERE, RIECCO L'ETERNO CONTEST UOLTER-MAXIM, QUESTA LA GRAN NOVITA'
(13.9.2010) In un partito che in tre anni non è riuscito a produrre una proposta politica che è una, distratto com'è dallo scontro epico tra le Bindi, i Fioroni i Bersani e i Marini in disaccordo su tutto, continua la marcia di avvicinamento di Veltroni, che l'altro giorno si è fatto pubblicare dal Corriere (ahi, de Bortoli!) un'insulsa “Lettera aperta al Paese” (nientemeno..) in cui con il suo stile pedestre ed enfatico esprime quattro concettuzzi che secondo lui dovrebbero risolvere la crisi politica ed economica in cui ci troviamo. Tanto è bastato per far sbottare i dalemiani, che lo hanno accusato di volersi inserire di nuovo nella corsa alla leadership del partito. Ma non si capisce cosa ci sarebbe da stupirsi. L'assassino ritorna sempre sul luogo del delitto.

"MA NON SONO STATO IO". SMENTITA UFFICIALE DELL'ALTISSIMO
(12.9.2010) L'ufficio stampa di Dio, da noi contattato, ci ha rilasciato una smentita ufficiale sul caso Berlusconi-Putin. "Mai e poi mai, ha detto testualmente l'Altissimo, volendo fare un dono ai Russi gli avrei rifilato quell'ex manutengolo del KGB che risponde al nome di Putin. Sono incazzatissimo, lasciatemelo dire, che mi sia voluto coinvolgere in questa storia da parte di quell'altro avanzo di galera a nome Berlusconi. Tra i tanti disastri di cui sono responsabile - terremoti, inondazioni, pestilenze di vario tipo - non c'è anche l'accoppiata Putin-Berlusconi. Tiratemi subito fuori da questa storia, ha intimato, o faccio una strage, perdio!"

CARO M'E' IL SONNO
(12.9.2010) Caro m'è il sonno e più l'esser di sasso / mentre che il danno e la vergogna dura. / Non veder non sentir m'è gran ventura. / Perciò non mi destar deh, parla basso.

COSE DA NON CREDERE, VOGLIONO SOPPRIMERE L'ISAE: TROPPO INDIPENDENTE
(29.5.2010) Nella manovra appena varata dal Governo è prevista la soppressione dell'ISAE, il benemerito istituto di analisi economica autore di periodiche ricerche sui temi dell'economia pubblica, delle pensioni, del fisco. Una decisione che farebbe perdere per sempre la preziosa attività svolta dell'Istituto e l'insostituibile ruolo che, anche a ragione della sua indipendenza, esso svolge nell'alimentare la ricerca e nel supportare le conoscenze e le scelte dei policy maker. Chiunque condivide questa valutazione e ritiene che l'amministrazione pubblica non possa privarsi di uno dei suoi centri di eccellenza, può sottoscrivere l'appello contro la chiusura dell'ISAE, cliccando su questo link.
LA FALSA DICHIARAZIONE DELL'EX MINISTRO. POST IT PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE
(4.5.10) Cara Agenzia delle entrate, che lo Scajola - non per niente elogiato da Berlusconi, all'atto delle dimissioni, per il suo esemplare “senso dello Stato” - abbia comperato un lussuoso appartamento pagando in nero 800.000 euro, come oramai sembra assodato, è un  fatto di tale gravità da produrre un vero e proprio allarme sociale. Perché sapere che un ministro ha potuto mettere in atto tranquillamente un comportamento evasivo di questa fatta e che in 4 anni – dicesi quattro anni – voialtri non siate stati capaci di fare uno straccio di accertamento di valore a fronte di uno scarto così eclatante tra valore dichiarato e valore di mercato, autorizza chiunque a pensare - nella migliore delle ipotesi - che in questa materia qualunque evasione sia possibile. Oppure - nella peggiore delle ipotesi - che i controlli siano, per così dire, "personalizzati". L'ufficio stampa della procura della Repubblica si è affrettato a comunicare che lo Scajola non è indagato. E si capisce, non si tratta di illeciti penali ma fiscali. Ma proprio per questo tranquillizzerebbe l'opinione pubblica se l'ufficio stampa dell'Agenzia delle entrate, così solerte nell'informarci un giorno sì e uno no delle grandi imprese antievasione del suo plurincaricato Direttore, si affrettasse a farci sapere che è stata aperta un'inchiesta per accertare qual è effettivamente l'illecito fiscale commesso in questo caso e per applicare le relative sanzioni. Ma per fare qualcosa del genere ci vorrebbe il coraggio che evidentemente manca. E quindi zitti fino alla prossima conferenza stampa con il solito bla bla sui fantastici successi della politica antievasione. Alla fine. temiamo, la pratica sarà chiusa con un orecchino, come con Maradona.
SMOLENSK, COME CI FOSSE STATO STALIN  A PILOTARE QUEL TUPOLEV
(11.4.10) C'è la mano di un feroce destino dietro il disastro dell'aereo che trasportava in Russia – per la commemorazione dell'eccidio di Katyn – buona parte dei gruppi dirigenti polacchi. A Katyn, come solo dopo mezzo secolo furono costretti ad ammettere i russi, le truppe di Stalin avevano massacrato, nascondendone i cadaveri nelle fosse, migliaia di giovani ufficiali dell'esercito polacco fatti prigionieri all'inizio della guerra. Le stesse truppe di Stalin che qualche anno dopo rimasero schierate alla periferia di Varsavia, rimanendo deliberatamente a guardare, mentre i partigiani polacchi a mani nude, morendo come mosche, si rivoltavano contro le truppe naziste, e l'intera città veniva rasa al suolo. In entrambi i casi bisognava distruggere, o lasciare che venissero distrutti, i quadri dirigenti di un popolo che il comunismo si rendeva conto di non poter assimilare. Che adesso – per ricordare quell'eccidio – siano stati decimati un'altra volta i quadri dirigenti della nazione polacca, sembra quasi un nuovo orribile delitto del sanguinario padrone del Cremlino.



       
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