Due Papi santi ed una Roma martire: il santo stavolta non paga

Due Papi santi ed una Roma martire: il santo stavolta non paga

patti lateranensi

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La pokeristica giornata, che ha visto l’ormai canonico tandem di Papa Francesco e del Papa emerito Benedetto XVI, ha voluto rilanciare con altri due Papi canonizzati, uno più vicino nella storia e nel ricordo, l’altro più sbiadito nelle menti .

I quattro Papi ed i cardinali, sempre di bianco vestiti, sono nevicati in Piazza S. Pietro insieme a circa un milione di persone. Il mediatico evento ha visto a questa santa fiera del bianco la partecipazione di tanta gente, che non poteva mancare ad una messa con due Capi della Chiesa cattolica insieme e i due defunti Capi cattolici promossi a santi. Mai come in questo caso, considerata l’affluenza, “two is megl che one”.

Applaudito più ora, entrato nella piazza, che quando era Papa in carica, Benedetto XVI si è seduto insieme ai cardinali omaggianti l’Emerito, l’Incaricato e i Canonizzandi . Dopo le strette di mano fra i quasi novantenni Ratzinger e Napolitano, l’affollata cerimonia è iniziata.

Mentre la silenziosa moltitudine della Roma papalina e canonizzata si raccoglie in piazza, la Roma Capitale  ha ben poco da tacere, visto il malcontento dei vigili urbani per il taglio di alcune indennità, richiesto dal Campidoglio e per le cifre impiegate per l’evento del 27 aprile da parte del Comune, che stridono con i tagli. Secondo quanto riportato da “il messaggero” la cifra si aggira sugli 11milioni, che comprende anche le spese per l’AMA, gestore dei servizi igienici, decoro e pulizia (4,7milioni come comunicato dall’ad Daniele Fortini); e poi ci sono i costi della sicurezza, affidata alla Digos e ai bonificatori che controllano tombini e sottosuolo; come i costi degli straordinari richiesti alle forze dell’ordine e agli addetti ai trasporti; senza considerare, volendo fare le pulci, il numero di 4milioni di bottigliette di acqua distribuite dalla protezione civile.

A tutto questo contribuirà il Vicariato con solo 500mila euro, cifra che probabilmente coprirà giusto i costi dell’acqua per dar da bere agli assetati, ma intanto la Roma affamata e per ora solo “cannonizzata” dai costi,  ha fatto l’ennesimo miracolo della moltiplicazione dei fondi. Sicuramente definibile miracolo, considerando che la Capitale lamenta sempre carenza di fondi ed ha un disavanzo di circa un miliardo e mezzo; ma la proclamazione di s. Ignazio Marino non è certo quello che viene fuori da questi beati esborsi. Da questa partecipazione piuttosto nascono domande, che si riferiscono al perché per il grande evento religioso ci sia questa sproporzionata contribuzione della politica rispetto alla contribuzione della Chiesa. Non si può certo giustificare con i vantaggi ricevuti da una e non dall’altra.

Sembra difficile pensare che l’Opera Romana Pellegrinaggi, l’organizzazione religiosa che tratta tutti i viaggi verso i luoghi sacri, stia facendo un sacrificio in questa giornata. Solo dalla Polonia, tanto per capire la quantità di turismo religioso mosso per l’occasione, sono stati previsti 1700 pullman, 58 aerei charter e 5 treni: spostamenti organizzati dalla diocesi e da parrocchie indipendenti. Altrettanto si potrà dire dell’attivissimo Centro Televisivo Vaticano che subito si è armato di tecnologiche produzioni in HD, Ultra HD e, per i fanatici del genere, 3D; investimenti effettuati in vista, probabilmente, di ritorni e così di ritorni si può parlare per tutto l’indotto creato: strutture di accoglienza religiose, pie o commerciali che si considerino, dei turisti/pellegrini o offerte dei fedeli, per esempio. Veloci i pensieri sulla laicità del nostro stato, che vistosi opporre un simile poker di Papi, non ha voluto giocare la partita…e su questa spesa sproporzionata, tutte le opposizioni, dagli antisalvaroma ai difensori dello stato laico, sono state a guardare.

 

Leonardo Masucci

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