UN PARTITO IN CERCA DI IDENTITA’. LETTERE APERTE A DARIO FRANCESCHINI. 4. SINISTRA EUROPEA

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(18.5.09) Proseguiamo con questo scritto di Nicola Argirò, segretario generale del movimento "Sinistra europea"(*),  la serie di interventi critici che abbiamo deciso di pubblicare per contribuire, per quanto ci è possibile, a una riflessione collettiva sulle prospettive del Partito Democratico in vista delle prossime elezioni europee e provinciali: un appuntamento a cui il Pd rischia purtroppo di arrivare in grave crisi di identità e quindi, fatalmente, di consensi. Con il pericolo che un risultato negativo ancora più pesante di quanto fino a poco tempo fa si poteva immaginare metta una pietra tombale, almeno nel breve-medio periodo, sulla possibilità di contrastare lo strapotere dilagante dell'Uomo di Arcore.

 

Caro Segretario, a nome del Comitato Direttivo di “Sinistra Europea” – organizzazione fondata nel 1947 da Mario Zagari e da non confondere con il nuovo e già defunto raggruppamento politico inventato da Bertinotti – ti esprimo innanzitutto i più sinceri auguri di buon lavoro, nell’interesse stesso della democrazia in Italia. In previsione delle prossime, importanti elezioni europee, Sinistra Europea ritiene  doveroso dare il suo contributo a quello che considera il primo dei problemi: l’elaborazione di una chiara e moderna “carta di identità” del Partito Democratico.
Esistono due filosofie o ideologie di fondo per affrontare i problemi della politica: il "liberismo" e la "solidarietà". Tutte le formazioni politiche, di destra o di sinistra, hanno nei loro programmi ambedue i concetti, ma il valore della “solidarietà” è connaturato nella sinistra, così come il “liberismo” è nella destra. La crisi che attraversa la sinistra, e non solo in Italia, risale anzitutto alla sua incapacità di ridefinire cosa deve intendersi OGGI per "solidarietà". Mentre il “liberismo” ormai governa il mondo grazie alla globalizzazione dell'economia, della finanza e dei mercati, con i risultati disastrosi che ormai sono evidenti a tutti, manca una politica mondiale della solidarietà. E' questo il problema su cui oggi occorre riflettere.

A nostro avviso, la novità del Partito Democratico, di per sé positiva in quanto ha ridotto la sterile litigiosità all’interno degli schieramenti e la negativa proliferazione di partiti e gruppi politici, non è stata affiancata da un programma adeguato ai problemi del terzo millennio.
Sinistra Europea ritiene che al primo punto della sua agenda politica il PD deve porre la salvezza del pianeta, ossia il futuro dei nostri figli, e dei figli dei nostri figli. Alla globalizzazione del mercato deve corrispondere la globalizzazione della solidarietà, senza confini di spazio e di tempo, una formula che potremmo definire "solidarietà globale".
Sotto un certo punto di vista, la “solidarietà globale” ha contenuti etici e morali che vanno al di là della nostra stessa vita terrena, nel senso che aggiunge (e per taluni sostituisce) alla fede nella vita eterna la fede nella vita del pianeta e, quindi, la speranza di un futuro.
 
1. Porre la salvezza del pianeta al primo posto dell'azione politica cambia completamente ogni programma elettorale, così come sono stati sinora concepiti. Sinora il problema è stato affrontato partendo dagli “effetti” (surriscaldamento, desertificazione, scioglimento dei ghiacciai, fame, esaurimento del petrolio, inquinamento dell’aria, dell’acqua, della terra, smaltimento dei rifiuti, ecc), mai ponendoci la riflessione sulle “cause”.
Noi riteniamo che una delle cause principali del disfacimento del pianeta si chiami sovrapopolazione. Ma nessuno ne parla, nemmeno i verdi che fanno dell'ambiente il loro obiettivo principale, come se l’argomento fosse un tabù. Non si tratta, naturalmente, di fare una politica “eugenetica”, ma neppure di incentivare le nascite oltre il fisiologico. Anche se ciò non corrisponde alle indicazioni dello Stato Vaticano. Ovviamente un programma di contenimento della sovrapopolazione necessita di un governo mondiale, ma intanto l’Italia (che è il paese europeo con minore natalità) potrebbe sostenerlo in Europa e poi all'ONU, come ha fatto per la moratoria per la pena di morte.
 
2. Al secondo punto dell’agenda politica va posta la questione delle fonti energetiche alternative al petrolio. Aspettiamo forse che le sette sorelle raschino fino in fondo il barile? Cosa ha realizzato in tanti anni l'ente per le energie alternative, appositamente istituito (ENEA), oltre ad aver pagato lautamente Presidenti e Direttori Generali (Alitalia insegna)? Cosa attendiamo per lanciare e incentivare le fonti alternative e rinnovabili di energia? L'Italia è ricca di sole e di vento: cosa attendiamo ad utilizzarli? All’inizio i risultati non saranno risolutivi, ma col tempo potremo migliorarli. Qualcosa possiamo farla anche  subito: anziché incentivare l’ampliamento di abitazioni costruite con vecchi criteri perché non subordinare il rilascio delle nuove licenze di costruzione o di ricostruzione degli edifici pubblici, delle abitazioni, degli edifici ad uso industriale o commerciale alla autosufficienza energetica e rinnovabile?
Anche lo smaltimento dei rifiuti può tradursi in una fonte di energia alternativa. Una volta garantita e dimostrata la non nocività degli impianti di smaltimento, occorre realizzarli e poi avere la forza di farli funzionare, anche contro le manifestazioni di piazza.

3. Altro punto fondamentale è il rispetto della laicità dello Stato e delle Istituzioni. Le varie Chiese hanno certamente il diritto ed anzi il dovere di esprimere le loro convinzioni, ma non possono pretendere che le leggi degli uomini vengano dopo i dogmi religiosi.
Ci rendiamo conto che un programma politico, anzi un “manifesto politico”, deve affrontare anche gli altri, numerosi problemi  che affliggono il nostro Paese, dal bicameralismo perfetto all’eccesso di leggi, dalla lunghezza dei processi alla certezza della pena, dal lavoro precario alla riforma del welfare, dall’immigrazione alla sicurezza, e così via.
Ma se non affrontiamo il problema del futuro, tutto rischia di essere inutile.

 
Caduto il comunismo, sfaldatosi il socialismo, resta comunque la ricerca di un ideale per il quale valga la pena di lottare, di rispettare le leggi, di pagare le tasse.
Altrimenti si rischia di restare avviluppati nella tela delle furberie, dei piccoli egoismi, degli interessi particolari, delle battute ad effetto, di cui Berlusconi è maestro.
Saremmo lieti, caro Segretario, di un tuo incontro con una ns. delegazione, sia per conoscerci personalmente sia per scambiarci opinioni sul programma del PD che saremo chiamati a votare alle prossime elezioni.
 
Fraterni saluti

p. la Sinistra Europea
Il Segretario Generale
avv. Nicola Argirò

Roma, 5 maggio 2009

(*) Il Comitato Direttivo di Sinistra Europea è composto da Leo Solari (Presidente onorario), Francesco Iannelli (Presidente), Francesco Spinelli (Vice Presidente vicario), Nicola Argirò (Segretario Generale), Alessandro Baldini (Tesoriere), Pasquale Amato, Ugo Bellusci, Gennaro Calabrese, Roberto Ceccarelli, Carmelo D’Alì, Nicola De Angelis, Valentino De Nardo,  Mario Di Mauro, Mario Fazzolari, Giovanbattista Nicoletti, Pietro Orlandini, Fulvio Krizman, Aladino Lombardi, Piero Sai, Giampietro Sestini, Alessandro Sitta, Mario Spagnuolo, Michele Stallone, Cristiano Zagari

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