TUTTO FERMO NELLA GIUSTIZIA TRIBUTARIA, URGE PROGETTO PER GIUDICI E PERSONALE

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I criteri con cui è stata disegnata nel 1992 l'organizzazione della giustizia tributaria non sono più rispondenti alle nuove esigenze emerse in questi anni. Occorre un riforma che garantisca meglio la terzietà di questi organismi e permetta di realizzare una adeguata professionalità del personale. Ne parla in questo articolo Massimo Zanetti, responsabile della Uil nel Dipartimento delle politiche fiscali
Intervento di Massimo Zanetti
 
Forse la vera notizia è proprio questa: non ci sono novità di rilievo per gli organi della Giustizia Tributaria al di là delle numerose proposte emerse nel corso di questi ultimi due anni attraverso convegni e/o disegni di legge. Occorre un intervento organico del Parlamento per dare maggiore efficienza e indipendenza a un settore che svolge un ruolo essenziale nel rapporto tra lo Stato e il cittadino contribuente.
 

Le soluzioni avanzate in questi anni dalle diverse componenti della Giustizia Tributaria  e dalle organizzazioni sindacali sono così riassumibili:

  • costituzione di un’Authority alle dipendenze della Presidenza del Consiglio in cui far confluire sia il personale amministrativo che i Giudici Tributari;
  • trasferimento di tali organi giurisdizionali in un’apposita sezione specializzata presso i TAR;
  • passaggio delle competenze e del personale della Giustizia Tributaria all’interno del Ministero della Giustizia;
  • allargamento delle competenze di tali organi alle materie previdenziali e contributive;
  • ridenominazione di tali organi in Tribunali Tributari e Corti di Appello Tributarie.
Allo stato attuale nessuna decisione è stata però assunta dall’organo politico lasciando di fatto in una situazione di stallo e di perenne attesa sia il personale amministrativo (mancata formazione – nessun percorso di carriera – ritardi cronici nella distribuzione del salario accessorio – mancato piano di mobilità – assenza di un ruolo unico) motore di tali organi, sia la possibilità di evoluzione positiva  per una Giustizia Tributaria al servizio dei cittadini e del Paese.
Attualmente, infatti, questo personale è amministrato, come previsto dal Dlgs.300/99, dal Ministero dell'economia e delle finanze – Dipartimento per le Politiche Fiscali –  che in questi anni ha dimostrato la totale incapacità di progettualità impedendo sia una crescita professionale per il personale di sua dipendenza che una politica di elaborazione e di coordinamento con il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria a tutto svantaggio della stessa funzione riconosciuta a tali organi dal Legislatore.
Ancor di più è stato ed è evidente che tali organi giurisdizionali sono vissuti dal Dipartimento per le Politiche Fiscali come un “ corpo estraneo”, quasi un peso di cui liberarsi se, come appare incontrovertibile, nessun miglioramento significativo si è prodotto sul piano gestionale e delle relazioni sindacali.
Le proposte più volte riprese da questa Organizzazione Sindacale prevedono:
  • allargamento delle competenze di tali organi alle materie previdenziali e contributive anche per far fronte alla riduzione dei carichi di lavoro conseguenza dei numerosi condoni fiscali;
  • ridenominazione di tali organi giurisdizionali in Tribunali e Corte di Appello Tributarie;
  • trasferimento di tali organi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • istituzione di un ruolo unico di tale personale amministrativo dipendente dalla Presidenza del Consiglio;
  • formazione continuata e specifica sia per il personale amministrativo che per i Giudici Tributari;
  • percorsi di carriera legati alla professionalità acquisita e ai titoli di studio.

Alla luce di quanto esposto si rende necessario un intervento sull’organo politico (Parlamento) affinché individui i percorsi necessari alla rapida approvazione di un disegno di legge o di un progetto di legge che ridisegni i decreti 545/92 e 546/92 per renderli più rispondenti alle mutate esigenze incorse in questi anni.

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