TREMONTI STRESSATO DALLA CAMPAGNA ELETTORALE DIMENTICA LE NOMINE FATTE NEL SUO MINISTERO

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Prodi accusa Tremonti di aver rimosso dal vertice delle finanze gli uomini che avrebbero
dovuto fare la lotta agli evasori
.
Tremonti –
che la lotta alle evasioni l’ha condotta al suono di ventidue
condoni – smentisce: si tratta di "dichiarazioni inaffidabili". Ma ad
essere
inaffidabile è solo la smentita, fatta da un uomo ormai nel pallone.
Che non si ricorda le operazioni – fatte da lui stesso o dai suoi
collaboratori – per installare una rete di "persone di fiducia" nei
posti
più delicati dell’agenzia delle entrate

Dopo le dichiarazioni di
Prodi – che ha rimproverato il governo Berlusconi di aver allontanato gli
uomini messi all’Agenzia delle entrate per guidare la lotta alle
evasioni – è arrivata puntuale e autorevole la smentita di Tremonti.
"L’unico cambiamento di personale operato dal governo all’interno
dell’Agenzia è stato quello del dottor Massimo Romano. Tutta la
struttura di vertice – afferma il ministro – è rimasta invariata". E
quindi, “le dichiarazioni fatte ieri in televisione da Prodi
sull’Agenzia delle Entrate sono inesatte e inaccettabili".  
Peccato che le cose non stiano proprio in questi termini. Evidentemente
Tremonti ha dimenticato che non è solo Romano ad essere stato
allontanato dall’Agenzia delle entrate durante la sua gestione per
sostituirlo con persone di più sicuro affidamento, spesso prelevate
dall’esterno con criteri di scelta discutibili. Anche il
delicato incarico di Direttore dell’Accertamento è stato tolto al
responsabile Villiam Rossi e affidato a un dirigente – Marco di Capua –
proveniente dalla società Metropolis del Gruppo Ferrovie cui era
giunto, come lo stesso nuovo direttore dell’Agenzia, Raffaele Ferrara,
dalla Guardia di Finanza durante la gestione Necci. All’interno di
questa Direzione, l’Ufficio responsabile dei controlli sulle imprese di
grandi dimensioni
(tra cui, ovviamente, lo stesso gruppo Mediaset) è
stato affidato ad un altro esterno: Graziano Gallo, dottore
commercialista a Milano, figlio del generale della Guardia di Finanza
Salvatore Gallo, iscritto alla loggia P2 e nel 1978 implicato insieme
all’allora capitano Massimo Maria Berruti in un’inchiesta che coinvolse
il Cav. Berlusconi. Ma c’è dell’altro.

L’incarico di responsabile delle relazioni esterne è stato affidato ad
Antonio Iorio, dottore commercialista e pubblicista, il quale di
recente ha assunto anche le competenze della Direzione gestione dei tributi
sottratta all’ex-responsabile Gianni Giammarino, spedito in periferia. Giuseppe Cianfriglia,
direttore dell’Ufficio centrale Pianificazione e Controllo – importante
in quanto deve verificare la congruenza tra i risultati conseguiti
dall’Agenzia e gli obiettivi della pianificazione strategica, gestire
la convenzione con il Ministero, curare i rapporti con la Corte dei
Conti – è stato sostituito con  Marco Cuccagna, altro esterno
all’Agenzia.
Ci sono poi altri dettagli interessanti – anch’essi ignorati o
dimenticati dal Ministro Tremonti – che riguardano gli organismi
collaterali o le direzioni periferiche dell’Agenzia delle entrate.

Ad esempio, il Comitato direttivo dell’Agenzia delle Entrate è
stato
sciolto e sostituito con un Comitato di gestione allontanando i
qualificati componenti esterni che ne facevano parte
(provenienti da Banca d’Italia, Istat e Università) e  
inserendovi il segretario del
Ministro Tremonti – Marco Milanese – e il capo dell’Ufficio legislativo
Italo Volpe. Personaggi che abbiamo già incontrati negli articoli che
abbiamo dedicato alla moltiplicazione degli incarichi nel gruppo che fa
capo al versatile e onnipresente capo di gabinetto di Tremonti,
Vincenzo Fortunato.

I direttori regionali dell’Agenzia delle Entrate sono stati sottoposti
a frequenti per non dire frenetiche rotazioni assolutamente
ingiustificate dal punto di vista della corretta gestione amministrativa.
Da ultimo, nello scorso febbraio il direttore regionale del Veneto,
Enrico Pardi, dopo un solo anno di servizio nella regione è stato
allontanato per fare posto al dott. Alessio Vaccariello, dirigente di
seconda fascia tra i cui meriti c’è quello di essere cognato del già
citato Marco Milanese, segretario del Ministro.

Nella Società generale d’informatica alcuni tra i migliori dirigenti,
tra i quali l’ing. Elio Schiavi, unanimemente riconosciuto come
l’artefice delle innovazioni che hanno portato al c.d. "fisco
telematico", sono stati allontanati.

Ma l’elenco potrebbe continuare. E quindi le cose sono
due. O tutto ciò è stato fatto sempre nella assoluta ignoranza
del Ministro Tremonti. Oppure il ministro ha perso completamente la
memoria. Che ci sembra l’ipotesi più probabile. Ultimamente, infatti,
Tremonti ha fatto capire di essere fortemente stressato da questa
campagna elettorale. E questo giustifica i suoi vuoti di memoria. “Non
vorrei essere al Ministero” – ha detto – preferirei essere in un
bosco”. Il 9 e 10 aprile, accontentiamolo.

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