STRISCIATA A TRADIMENTO. CRONACA DI UNA TRUFFA DI MEZZA ESTATE

Siete tra i pochi che ancora non hanno subito la truffa dello specchietto – nuova versione, dedicata agli automobilisti ingenui, del classico “specchietto per le allodole”? Niente paura, vi aspetta tra breve una versione più ingegnosa (e anche assai più costosa, se vi fate prendere alla sprovvista). Leggere per credere.
di Carlo di Sangiusto

Atto primo
E' un tranquillo pomeriggio di fine luglio, sono circa le 17 quando da Viale Marconi mi immetto nella laterale della Colombo in direzione Eur, direttamente nella corsia di sorpasso perché  non c’è molto traffico. Sono euforico e vado un po’ veloce, una volta tanto a casa presto, che bello.
La mia euforia si interrompe bruscamente quando sento un rumore abbastanza forte, una specie di botto che viene dall'esterno della macchina. Il rumore, più o meno, di quando a volte si stacca dalla strada un sassetto e batte sulla carrozzeria, oppure quando sta cadendo una grandinata. Instintivamente rallento mentre continuo ad interrogarmi sullo strano incidente, ma ecco subito la risposta: un'auto che avevo appena sorpassata comincia a suonare, mi fa segno di accostare, mi lampeggia. Accelero per potermi spostare sulla destra, appena posso mi fermo con le doppie frecce accese un po' fuori dalla carreggiata. Dalla macchina che si è fermata dietro di me esce un tizio corpulento, tarchiato, canottiera rossa, che mi fa: “Almeno chiedi scusa”. Dico sì, chiedo pure scusa ma non capisco cosa sia successo, io stavo nella mia corsia, non penso proprio di averla toccata.
“Ah sì?” fa lui. E con aria decisa gira attorno alla mia macchina e si china ad osservare la fiancata destra. “Guardi qua. Che ne dice?”.
Mi accosto e con grande stupore vedo che all'altezza circa di metà dello sportello del passeggero c'è una lunga strisciata che passa quasi per tutta la macchina.
“Venga a guardare la mia macchina”, mi fa il tizio. “Lo vede il parafango davanti, me l'ha quasi staccato”? E in effetti la macchina, una vecchia Panda rossa, abbastanza malconcia, ha il parafango sinistro che avrebbe bisogno di essere sostituito.
Quando mi accosto per guardare meglio noto che la macchina è abitata da una donna grassa con due bambini dietro,  che mi guarda con odio: “Ha spaventato pure i bambini”, mi fa.
E' molto strano, cerco di dire al tizio. Io ero sulla mia corsia, a distanza di sicurezza. Mi spiega come avrei fatto a produrle quel danno?
“E' semplice, quando mi ha sorpassato mi ha stretto senza accorgersene, e mi ha strusciato leggermente. Così è venuto fuori il danno".
Non sono ancora convinto ma c'è la strisciata sulla mia carrozzeria a dimostrare che qualcosa tra le nostre due macchine dev'essere successo. Mentre rifletto tra me e me sul da farsi il tizio mi dice che è un carrozziere. Il danno lo può riparare lui, ma il pezzo costa duecentodieci euro. Cosa scelgo, fare la denuncia o far fare la riparazione a lui?
La denuncia mi costerebbe la perdita di un bonus con l'assicurazione. Mettermi a litigare (non sono ancora convinto che sia mia la colpa) potrebbe costarmi una coltellata. Mi frugo in tasca, trovo – eccezionalmente, perché giro quasi sempre con pochissimo contante – un biglietto da cento euro. Glielo porgo. "La sua macchina è vecchia", gli dico. "Vogliamo chiudere così?"
Allunga la manona sul biglietto, poi me la porge. “Va bene”, dice, “chiudiamola qui”.
Con un sospiro di sollievo risalgo in macchina. Certo, sono alleggerito di cento euro. Certo, domattina dovrò passare dal carrozziere. Ma mi rifiuto di lasciarmi guastare la serata.

Atto secondo

Il carrozziere di fiducia, il giorno dopo, dà appena uno sguardo alla lunga strisciata sul fianco della macchina.“Hanno fregato pure lei”.
Lo guardo un po' disorientato. “Come fa a dirlo?”
“E' il terzo cliente che mi arriva con l'auto in queste condizioni. Quanto gli ha dato?”.
“Lasciamo stare” dico io. “Mi faccia un preventivo”.
“C'è da riverniciare tutti i pezzi della fiancata, sono quattrocento euro. Prezzo da amico.”
Il tranquillo pomeriggio di fine luglio mi è costato, in totale, la modica somma di cinquecento euro. Il piccolo mascalzone ha avuto un beneficio – come spesso accade con questo tipo di ladruncoli – molto inferiore al danno che mi ha provocato. Ma tant'è. Recriminare non serve. Faccio questa segnalazione ad uso dei lettori.
A quanto pare si sta diffondendo un nuovo tipo di caccia all'automobilista distratto o sprovveduto: circolare con una specie di attrezzo appuntito da sporgere rapidamente dal finestrino per strusciare la macchina in sorpasso, per poi fermare il malcapitato rivendicando il pagamento dei danni. Accessorio utile una donna con bambini, non si sa se propri o presi a nolo. Professione dichiarata, carrozziere, in modo da poter liquidare il danno in contanti, seduta stante. Richieste una adeguata presenza (stile 'O Malamente” napoletano) e una certa capacità di recitazione.
Il mio consiglio – dovesse capitare sulla vostra strada uno di questi "carrozzieri" – è di evitare a tutti i costi di discutere con loro: la discussione potrebbe finire male, e chi ha più da perdere siete senz'altro voi. Ammettere il torto ma dispiacersi per non avere in tasca neanche dieci euro, neanche un Bancomat. Se si offrono di accompagnarvi a casa potete dire di abitare fuori città, però avete un cugino al Commissariato che forse può prestarvi dei soldi.
In ogni caso siete pienamente disponibili a fare la denuncia. Meglio fare la pratica giusta, così lui potrà avere tutto il risarcimento che gli spetta. Prendete carta e penna per annotare i suoi documenti.
A quel punto scuoterà la testa e vi dirà che non vale la pena fare tutta la trafila. E' solo una perdita di tempo, si sa che le assicurazioni sono ladre. Meglio chiuderla così. Stavolta vi è andata bene ma per il futuro vi consiglia di stare più attento. Mentre risale in macchina non dimenticate di scusarvi con la signora.  

 
 

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