… PER? IL PEGGIO DI UN GOVERNO PRODI ? SEMPRE MOLTO MEGLIO DEL MEGLIO DI UN GOVERNO BERLUSCONI

berluskaiser

Non bisogna sempre necessariamente andare d’accordo col proprio direttore. Ma è abbastanza normale andare abbastanza d’accordo con la "spina dorsale" del suo universo concettuale politico. L'editoriale in cui tra l'altro mi chiama in causa per "prendere le distanze" dalla mia lettura "elettoralista" delle cause dei mali della politica, non fa eccezione: lo condivido quasi in pieno. Quasi, cioè salvo una questione non secondaria: appunto, l'individuazione della "causa prima" dei problemi di questo governo.

di Gino Nobili
 

La questione legge elettorale e il berlusconismo
E' vero, il governo Prodi sta deludendo. Ma ribadisco che il motivo principale per cui Prodi non può fare ciò che vuole risiede nel fatto che la sua maggioranza è risicata, e lo è per via della legge elettorale definita “porcata” dal suo stesso firmatario, il leghista Calderoli. Non voglio dire che le nostre colpe siano colpa di Berlusconi. Voglio dire che le nostre colpe dipendono da un peccato originale di costituzione di questo centrosinistra, da imputare alla presenza stessa di Berlusconi in politica, e sono esaltate dalla fragilità numerica della maggioranza, causata della legge elettorale appositamente approvata in fretta e furia da Berlusconi prima che scadesse il suo quinquennio.
Quest’ultima vicenda ci dice che – nessuna novità – Berlusconi è un volpone politico, che mentre cercava di recuperare il gap, predisponeva una legge elettorale che:

  • avrebbe consegnato al futuro vincitore una maggioranza risicata, lasciandolo ostaggio dei partiti minori centrali ed estremi;
  • avrebbe garantito il posto in parlamento a TUTTI i gerarchi di partito di tutti i partiti e partitini;
  • avrebbe reso vane e improduttive le strategie di accorpamento di partiti in atto sia nella sua coalizione che nell'altra;
  • avrebbe favorito alla lunga l'instaurarsi di un nuovo consociativismo.

I primi tre punti si sono realizzati, il quarto è prossimo venturo. Chapeau.
Non dimentichiamo però (e purtroppo tendiamo a farlo) che è il fattore Berlusconi, la sua stessa presenza nel quadro politico, a costituire il motore immobile di una serie di problemi, tra cui l'eterogeneità del centrosinistra. Se a Berlusconi non fosse stato consentito di entrare in politica, come la legge in vigore nel 1993 (e non normative speciali sul conflitto di interesse, eternamente al di là da venire) impediva ad un concessionario di reti televisive nazionali, l'onda di sdegno di tangentopoli e il sistema maggioritario avrebbero favorito il coagulo delle forze politiche attorno a un vero polo moderato e a uno riformista. Il suo ingresso e la sua permanenza, di cui è proprio il centrosinistra il maggior colpevole, hanno invece spostato nello schieramento di centrosinistra – chi per incompatibilità etica, chi per sopraggiunta vergogna, chi per opportunismo – tutta una serie di personaggi che in un Paese normale sarebbero stati di là: Montanelli, Dini, Mastella, Di Pietro, Padoa Schioppa e quanti altri. Ragion per cui l'instabilità innata del centrosinistra è secondo me causata principalmente dal fatto che annovera elementi eterogenei culturalmente, che difendono interessi diversissimi, accomunati solo dal Nemico, tra cui alcuni da un momento all'altro per svariati motivi possono passare di là. In altri termini, se è vero che l’intransigenza dell'ala sinistra della coalizione è stata la causa della caduta del primo governo Prodi, resta da vedere se lo sarà anche del secondo, piuttosto che il tradimento di un altro senatore centrista dopo Di Gregorio.

Governo Prodi, peggio di così è possibilissimo
E' vero, il governo Prodi sta deludendo. Ma se la politica è l'arte del meno peggio, è ancora la soluzione migliore per il Paese. Cascasse, avremmo il calderone auspicato da Rutelli, Casini, Mastella e tutti i democristiani nuovi e di ritorno. La sinistra starebbe fuori, si, ma libera di sparare a zero su ogni riforma di pensioni o rigore economico. E non si sentirebbe neanche più parlare di Pacs/Dico/Cus, legge sul conflitto di interessi, lotta all'evasione, e quant'altro: avremo solo un gigantesco inciucio fatto sistema, con i deboli nel ruolo del tizio che nelle vignette di Altan dà le spalle alla punta dell'ombrello. In attesa di una legge elettorale pastrocchio "alla tedesca" che neutralizzi il referendum riuscendo però a mantenere: la salvaguardia dei posti alle gerarchie di partito, la sussistenza dei partitini (non approveranno mai una soglia di sbarramento seria, non illudiamoci), la permanenza di Sua Anomalia Berlusconi. In più, rispolvereranno il manuale Cencelli (mai del tutto dimenticato, anche quando lo spoil sistem era più in voga) per l'occupazione consociativa consolidata di tutta la cosa pubblica.
Io continuo a sperare che Prodi regga fino a che qualcosa non muti a fargli recuperare consenso e linearità di azione politica. Continuo, anche se mi rendo conto che è difficile, perchè anche l'ultimo giorno del governo Prodi sarà migliore di quello che succederà dopo. E anche se non lesino le mie critiche nei dettagli, perchè spero che in qualche modo la capacità di recepire le istanze della base – mie e di chiunque altro – sia ancora caratterizzante di un "governo di sinistra", dissento con la decisione del mio Direttore di titolare come ha fatto il suo editoriale.

Le divisioni nel centrosinistra
Al di là della presenza di corpi estranei al concetto stesso di governo riformista, causata dall'esistenza politica di Berlusconi, c'è infatti nella sinistra un piacere innato del distinguo e della divisione identitaria, che nel centrodestra non c'è. Nessun blog filoberlusconiano, neanche nei momenti più bassi dell'azione di governo 2001-2006, ha infatti osato mai titolare neanche qualcosa di vicino a "GOVERNO BERLUSCONI: ABBIAMO TOCCATO IL FONDO". Eppure ho esperienza personale di molte persone, specie di An o della Lega, che tra se´ e se´ si sono spesso ripetuta quella frase. Perchè non sono andati oltre? secondo me, perchè subito dopo si sono detti "calmo, che se esplicito il mio dissenso in questa misura faccio un favore ai comunisti mangiabambini". In questo, noi sinistrorsi abbiamo molto da imparare: sacrificare l'amor proprio dell'identità ideologica ed etica alla sopravvivenza di una qualche possibilità concreta che l'azione politica sia improntata in qualche modo a qualcuno dei nostri principi.

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