LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE GIULIA BONGIORNO, IMPIEGATA PART TIME ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA

(11.2.09) Illustre Onorevole, in questo momento estremamente delicato per i problemi della giustizia, con un progetto di riforma che risolverà, a detta di molti esperti, i problemi personali del Capo del suo schieramento ma non quelli dei cittadini alle prese con l'interminabile durata dei procedimenti – in questo senso è illuminante l'ultimo libro dell'ex PM Bruno Tinti uscito proprio in questi giorni, che le consigliamo caldamente di leggere – la immaginiamo presa a tempo pieno dal suo incarico di Presidente della Commissione giustizia della Camera. Immaginiamo però che lei in questi giorni sia presa, altrettanto a tempo pieno, dall'impegnativa difesa del giovane Raffaele Sollecito nel processo che lo vede come imputato a Perugia: per il quale, dicono i giornali, lei avrebbe messo a punto una complessa strategia “che vuole ridipingere con i colori dell'estraneità tutto l'ambiente in cui è maturato il delitto sottraendolo al soffocante abbraccio della tecnologia messa in campo dalla Scientifica”. Ci permetta di dire che la notizia di questo suo doppio impegno ci ha dato qualche preoccupazione.
Lettera aperta di Giancarlo Fornari


Lasciando ogni banale
considerazione di opportunità circa il fatto che una così alta carica dello Stato nel campo della giustizia intervenga come parte privata in un processo penale – abbiamo ai vertici del governo una persona che ha il primato mondiale dei conflitti di interesse, in questo campo tutto quindi è lecito – ci poniamo soprattutto una questione pratica. Mentre lei “ridipinge a colori” gli ambienti del delitto di Perugia come può occuparsi, a Roma, dei problemi forse altrettanto delicati della sua carica? E se si occupa come sarebbe necessario dei problemi della carica come può dedicarsi alla colorazione degli ambienti del delitto a Perugia?

Il problema si pone anche dal punto di vista dei compensi: o sono ingiustificati, almeno in parte, i lauti emolumenti che lei riceve per la sua alta carica o è ingiustificato, almeno in parte, il lauto onorario che lei presumibilmente riceve per la sua attività professionale. Di quest'utimo, ovviamente, nulla ci importa. E del resto siamo certi che lo stesso zelo che lei sfoggiò nella difesa dell'imputato di collusione con la mafia  Andreotti sia abituata a mostrare in tutti i suoi impegni professionali.
Ma proprio per questo – non essendo lei ubiqua, visto che Perugia tra l'altro non è proprio vicinissima a Roma e tenuto conto che anche la sua giornata lavorativa  non può avere dimensioni extraumane – siamo  preoccupati per il suo impegno come Presidente della Commissione Giustizia. E saremmo anche curiosi di sapere come ha risolto il problema dei suoi compensi parlamentari.

Ci sembra, se Lei permette, che esprimere queste curiosità sia un nostro diritto di cittadini: specie considerando che in circostanze analoghe uno qualunque dei fannulloni di Stato tanto vituperati dal suo compagno di schieramento Brunetta sarebbe costretto – se non vuole essere esposto a una pesante sanzione disciplinare e, in prospettiva, al licenziamento – a chiedere di passare a un rapporto part time subendo una forte riduzione dello stipendio. Saremmo lieti di sapere se Lei, mentre si occupa di strategie processuali a Perugia, ha rinunciato a percepire per intero i suoi emolumenti parlamentari. Se così fosse, la cosa le farebbe onore, e  saremmo lieti di darne notizia ai nostri lettori. Ma in caso contrario ci sembra che dovrebbe sentirsi moralmente un po' a disagio. O forse no? Le saremmo grati, illustre Onorevole, se volesse chiarirci gentilmente il suo punto di vista su questa situazione.

Cordialmente Suo, Giancarlo Fornari

Roma, 11 febbraio 2009
 

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