IL 5 PER MILLE AI PRETORIANI PADANI, UN’ALTRA TREMONTATA DA SMONTARE

articolo

Oltre alle cifre immaginarie della
Finanziaria 2006, tra i capolavori del genio della finanza creativa
Tremonti c’è il 5 per 1000 dell’Irpef. Milioni di euro che sarebbero
dovuti andare alla ricerca e invece si disperderanno in buona parte a
pioggia beneficando circoli del bridge, polisportive, bocciofile,
parrocchie e persino la Guardia Padana di Bossi (forse in preparazione
della “soluzione non-democratica” annunciata dal leader leghista in
caso di sconfitta del sì al referendum?). Su un gettito Irpef di circa
118 miliardi, se il 20 per cento dei contribuenti sottoscrivessero il 5
per mille in favore di una di quelle associazioni l’erario
perderebbe oltre 22 milioni. Uno sperpero vergognoso di denaro
pubblico, l’ultimo inghippo della Finanziaria 2006, a cui la nuova
gestione dell’economia e delle finanze dovrebbe – si spera – mettere
fine al più presto possibile

Articolo di Carlo di Sangiusto

Con
un articolo pubblicato lo scorso maggio la nostra rivista aveva
denunciato lo scandalo delle associazioni ammesse a beneficiare del 5
per mille dell’Irpef all’interno del gruppo “volontariato”, come
lo definisce il Decreto del Presidente del Consiglio del 20 gennaio
2006. L’elenco, pubblicato dall’Agenzia delle entrate, è lungo 810
pagine e contiene quasi 30.000 possibili destinatari. Le maglie del
provvedimento sono così larghe che vi sono rientrate migliaia di
associazioni che con il volontariato nulla hanno a che vedere.

Come si ricorderà, quando cominciarono le discussioni
per l’elaborazione della Finanziaria 2006 si era fatta strada –
finalmente – la convinzione che il nostro paese investa troppo poco
nella ricerca scientifica.

Di qui l’idea geniale: visto il
successo dell’8 per mille per finanziare le religioni, perché non
studiare qualcosa di analogo per la ricerca? E’ nato così il 5 per
mille, aggiuntivo e non alternativo all’8 per mille ma basato su un
meccanismo notevolmente diverso. Le confessioni religiose ricevono
infatti l’8 per mille dell’intero gettito Irpef, e lo riceverebbero
anche se un solo contribuente facesse questa scelta (mentre  la
Chiesa cattolica incassa – proporzionalmente alle scelte ricevute –
anche la quota relativa ai contribuenti che non hanno fatto nessuna
scelta). Con il nuovo meccanismo, invece, le organizzazioni
beneficiarie riceveranno solo il 5 per mille dell’Irpef effettivamente
pagata dal contribuente dal quale sono state indicate.

Ma quali sono queste organizzazioni?
L’idea iniziale di finanziare la ricerca si è man mano allargata in
chiave elettorale, per le solite esigenze di regalare benefici a
pioggia. Il comma 337 della Finanziaria 2006 prevede infatti che a
partire dalla dichiarazione dei redditi del 2006 una quota pari al 5
per mille dell’Irpef dovuta dal contribuente possa essere destinata, a
scelta, a una delle seguenti finalità:

  1. sostegno del
    volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità
    sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997,
    n. 460, e successive modificazioni, nonché delle associazioni di
    promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e
    provinciali previsti dall’articolo 7, commi 1,2, 3 e 4, della legge 7
    dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni e fondazioni riconosciute
    che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a),del
    decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;

  2. finanziamento della ricerca scientifica e dell’università;

  3. finanziamento della ricerca sanitaria;

  4. attività sociali svolte dal comune di residenza del contribuente.

Tante le critiche che si possono rivolgere a questo ennesimo marchingegno stile Tremonti:

  • non
    è stato previsto alcun controllo, né preventivo né successivo,
    sull’effettivo possesso dei requisiti prescritti dalla legge. E’
    sufficiente un’autocertificazione dei responsabili dell’ente

  • l’importo
    da erogare a ciascuna organizzazione è calcolato in base all’Irpef
    dovuta dal contribuente che l’ha scelta. Più, quindi, è ricco il
    contribuente, più soldi incassa l’associazione. E’ chiaro che il club
    del golf, dato il tipo di frequentatori, potrà beneficiare di
    contributi di gran lunga superiori a quelli della Onlus di assistenza
    ai malati di sclerosi multipla

  • ancora più grave la
    pretesa di far passare come organizzazioni di volontariato le squadre
    di calcio, le bocciofile, i circoli di dama o di scacchi, le diocesi e
    gli asili della Chiesa cattolica.

E’ vero
che i contribuenti potranno pur sempre decidere di destinare il loro 5
per mille, in alternativa, agli enti di ricerca scientifica e
dell’università, a quelli di ricerca sanitaria oppure alle attività
sociali svolte dal comune di residenza. Ma è chiaro che i soci delle
trentamila organizzazioni comprese nel primo elenco e i loro familiari
firmeranno per la loro organizzazione, mentre non è dato immaginare
quanti cittadini saranno così sensibili da optare per i centri "seri"
di ricerca scientifica e sanitaria.

Il difetto principale di
questo provvedimento è, in sostanza, l’equivoco di fondo su cui è
costruito. Se lo Stato voleva dare più soldi alla ricerca poteva
darglieli direttamente anziché metterla in competizione con
associazioni la cui utilità sociale rimane del tutto improbabile.
Oppure poteva stabilire delle percentuali dell’Irpef da erogare
comunque alla ricerca, come ha fatto a suo tempo con le religioni. O
meglio ancora, poteva prevedere l’attribuzione alla ricerca di una
quota relativa alle scelte non effettuate, come ha fatto per favorire
la Chiesa cattolica.

Forse era chiedere  troppo al
governo Berlusconi-Tremonti. Ma certo che un provvedimento fatto
passare come sostegno alla ricerca e al volontariato e che finanzia
invece migliaia di squadrette di calcio, di chiese e circoli
parrocchiali, diocesi e oratori – insieme ad associazioni che sembra
del tutto incongruo ammettere a beneficiare della “nostra” Irpef come i
circoli di volo a vela, i circoli dei boy scout, i circoli della dama e
del bridge, l’Associazione Due Ruote d’Italia, l’associazione Rubis
calcio a cinque, l’Accademia del peperoncino calabrese, la già citata
Guardia padana – è veramente l’ultimo inghippo della Finanziaria 2006.
Un inghippo che il nuovo governo farebbe bene a smontare al più presto
possibile.

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