FAZIO RESTA, FIORANI E SINISCALCO SE NE VANNO. E ORA IN SCENA “TREMONTI 2, LA VENDETTA”

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Incurante di aver distrutto la credibilità di Bankitalia, Fazio a tutto pensa tranne che ad andarsene. Intanto però se n’è dovuto andare il suo amico del cuore – sembra che tra i servizi di quella che doveva essere il modello della Grande Banca Padana ci fosse anche procurare immobili di prestigio alla famiglia dell’ad. Ma è giusto che Fazio – che dovrebbe solo vigilare e non lo fa – guadagni cinque volte tanto il Governatore della Fed, dalle cui scelte dipendono le sorti dell’economia mondiale?
I love-affairs estivi in Banca d’Italia (“Tonino mi hai fatto venire la pelle d’oca, ti darei un bacio in fronte”, detto dal presunto controllato – Fiorani – al presunto controllore – Fazio) e gli interventi a sorpresa della "Governatrice" hanno fatto ridere mezzo mondo a spese di un’istituzione che in passato aveva sempre mantenuto un profilo sin troppo austero e ben altrimenti affidabile. Mentre il governo, di fronte agli intrallazzi di finanzieri e immobiliaristi d’assalto messi in mostra impietosamente dalle intercettazioni ha mostrato di preoccuparsi più delle intercettazioni che degli intrallazzi, la credibilità della nostra banca centrale e con essa dell’intero nostro sistema finanziario è precipitata sotto il livello zero, sommersa da acque torbide come New Orleans dopo l’uragano Katrina…

La Banca d’Italia (l’unico istituto di emissione che può contare su un Senatore come addetto stampa e che ha un quotidiano, guarda caso di proprietà di un altro immobiliarista, a sua disposizione) tutto ha fatto tranne che vigilare su una gestione del credito – come quella che emerge dalle intercettazioni – all’insegna di furbesche complicità (io ti faccio fare queste plusvalenze a te, tu mi fai fare quelle plusvalenze a me; insieme scaliamo quella banca lì o quell’altra là – il tutto con i soldi prestati dalle stesse o da altre banche). Complicità che regalano sontuosi guadagni di capitale, ora esenti anche da tasse grazie alle riforme del ministro Tremonti.
Intanto, perso Fiorani, il Governatore è riuscito, con l’aiuto dei suoi Pasdaran, a mandare a casa il ministro Siniscalco. Risultato del primo tempo, 1 a 1. Anzi, considerato che Fazio era già riuscito a mandare a casa Tremonti, il risultato giusto del match Via Nazionale-Via XX Settembre è adesso 2 a 1. Siamo curiosi di vedere cosa accadrà nei prossimi giorni con il "Tremonti due. La vendetta".
Una cosa comunque è certa,  l’uomo di Alvito – da 13 anni al governo della Banca d’Italia – sembra incollato con il Vinavil alla sua poltrona,  intenzionato a battere, qualunque cosa accada, i record di Fidel Castro e di Gheddafi (che dopo 36 anni di dittatura ha dichiarato “Io guardo avanti”). In attesa di assistere al nuovo round di wrestling Fazio/Tremonti può essere interessante dare uno sguardo ai tutt’altro che trascurabili compensi del Padrone di Palazzo Koch.
Ecco quindi, in euro, gli stipendi dei governatori delle principali banche centrali: Alan Greenspan – Usa (137.765), Matti Vanhala – Finlandia (186.624), Toshihiko Fukui – Giappone (221.065), John Hurley – Irlanda (252.303), Mervyn King – G.B. (329.195), Wim Duisenberg – Bce (334.001), Jean Pierre Roth – Svizzera (343.612), Nout Wellink – Olanda (352.423), Malcom Knight – B.R.I. (360.433), ANTONIO FAZIO – Italia (622.347).
Da notare che Fazio – il quale non ha alcun potere sui tassi di interesse e quindi sulla politica economica ma è solo un vigilante/custode dell’equilibrio delle banche italiane – è pagato quasi cinque volte di più di Alan Greenspan, le cui decisioni si riflettono direttamente sui destini dell’economia mondiale. E’ pagato il doppio del Presidente della BCE, la banca centrale dell’Unione, dalla quale dipende l’economia dell’euro. E’ pagato poco meno del doppio del Presidente della Banca dei regolamenti internazionali, Malcom Knight.

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