DIFENDERE L’INDIFENDIBILE CHIESA DEI PEDOFILI? IL CORRIERE PROVA A FARLO SPRUZZANDO VELENO SUI LAICI

(9.4.2010) Gli alti prelati ci fanno sapere, con toni strappalacrime, che il Santo Padre “è addolorato” per gli attacchi che la Chiesa sta ricevendo a seguito dei casi di pedofilia che continuano a venire fuori a valanga in tutto il mondo. Più che dolore, papa Ratzinger dovrebbe provare rimorso per  la sua Istruzione “De delictis gravioribus”, emanata all'epoca in cui era a capo dell'ex Santa Inquisizione, con la quale ribadiva l'obbligo del segreto sui casi di pedofilia aventi come protagonisti i sacerdoti e avocava al suo ufficio le relative istruttorie. Un modo brillante di consentire ai pedofili di sottrarsi alla giustizia ordinaria mentre il giudizio canonico andava lentamente avanti; il massimo della punizione, frattanto, era il trasferimento in altra diocesi, che consentiva al pedofilo di trovare sempre carne fresca per soddisfare le sue ignobili voglie. Ci sono tutte le ragioni, dunque, per mettere la Chiesa sotto accusa; e già in America si stanno moltiplicando i procedimenti nei quali le parti offese chiedono che lo stesso Benedetto XVI venga messo sul banco degli imputati e obbligato a difendersi. Fin qui, niente di veramente nuovo. La novità sta nel fatto che il Corriere della Sera, volendo correre in soccorso del Vaticano, ha affidato il compito al suo opinionista Galli della Loggia il quale, invece di difendere l'indifendibile, come pure altri hanno provato onestamente a fare, convinto che la migliore difesa è l'attacco se l'è presa con quelli che non c'entrano affatto – i laici – lanciando attacchi forsennati contro gli illuministi, i modernisti, gli “eticisti presuntuosi” che si permettono di criticare la Chiesa e spruzzando fiele sui cinici agnostici che vorrebbero abbassare la santa istituzione alla loro bassezza. Il delirante compitino del Della Loggia può essere letto qui. Di seguito la lettera che sull'argomento abbiamo indirizzato al Direttore del giornale. Particolare curioso: nel corso dell'articolo il Della Loggia ci tiene a farci sapere di essere “non credente”. A quanto pare, un altro di quegli atei tipo Ferrara e Pera che stranamente battono tutti i record nel genuflettere la schiena davanti ai cardinali. Ma perché non si convertono questi sedicenti atei guadagnandoci – se non il Paradiso, chissà – quanto meno un po' di coerenza?
Lettera aperta di Giancarlo Fornari al Direttore del Corriere della Sera

Illustre dr. De Bortoli, navigando il vostro sito mi sono imbattuto in un allucinante articolo di Galli Della Loggia sull'Italia “anticristiana” e mi domando in che modo Lei faccia il Direttore se pubblica a scatola chiusa tutto, ma proprio tutto quello che le portano i collaboratori. Così quando il Della Loggia si è presentato da Lei in evidente stato confusionale e le ha sbattuto sul tavolo quell'articolo pieno di forsennate accuse contro tutto il mondo laico, invece di passargli un bicchiere d'acqua con un po' di Valium e spedirlo gentilmente a casa Lei ha preso il suo compitino e lo ha mandato in tipografia.
E ha fatto male perché non era certo uno scritto da fare onore al suo giornale. Nei problemi attuali della Chiesa, legati alle valanghe di casi di pedofilia che stanno venendo alla luce, non si vede cosa c'entrino i laici. Anche perché, tra l'altro, le poche eminenti figure di questo mondo stanno osservando un tranquillo silenzio. E agli inviti di Bagnasco a votare per la sua concorrente la Bonino si è limitata a fare spallucce, non ha detto, come avrebbe potuto, “Il cardinale piuttosto che fare lezioni di morale a noi si preoccupi dei pedofili che si trova in casa”.  

Forse pensando furbescamente
che la migliore difesa è l'attacco il Della Loggia ha aperto invece   un fuoco di sbarramento a partire nientemeno che dagli illuministi spargendo veleno su altri personaggi che esistono forse solo nei salotti che frequenta come gli spregiatori della storia che di tutto il nostro passato salvano solo – bella questa – le tradizioni gastronomiche, i “modernisti”  risuscitati dall'Ottocento che poveretti ancora credono, assicura lui, all'infallibilità della scienza, gli “eticisti presuntuosi” che osano fare la morale alla Chiesa con accuse (ovviamente) “ridicole”.
Anche se è forse inutile cercare di entrare in una logica tanto disturbata, quello che è intollerabile, egregio Direttore, sono gli insulti lanciati con toni da apocalisse contro i diffidenti e i cinici, che appena sentono predicare il bene sospettano il male, che hanno “il piacere dello sporco”, che per principio non possono credere in alcuna cosa che “cerchi la luce e tenga lo sguardo rivolto in alto” come la Chiesa perché hanno sempre bisogno di abbassare tutto alla loro bassezza. Scetticismo, diciamo anche anticlericalismo come sinonimi, dunque, di spregevolezza tout court.

Francamente non si sa che pensare
di fronte ad attacchi tanto deliranti contro chi ha fatto la scelta di non credere da parte di un quotidiano non certo confessionale come il Corriere: neanche i bollettini di parrocchia in epoca referendaria sono mai scesi a questi livelli. Attacchi, tra l'altro, anche intellettualmente disonesti, perché scambiando una parte per il tutto trasformano quelli che sono reali capi di accusa contro il clero cattolico (tipo pedofilia, ostilità al sesso protetto anche in caso di gravi malattie trasmissibili, antifemminismo, atrocità di ogni tipo commesse nel corso della sua storia, il Della Loggia ne fa un bell'elenco) in altrettanti falsi capi d'accusa contro il cristianesimo come tale, che sale così sul banco degli imputati al posto della Chiesa. Con un viscido gioco di bussolotti sono i perseguitati valdesi che diventano corresponsabili delle persecuzioni e degli autodafé. Quel po' di Italia anticlericale, numericamente esigua e del tutto insignificante, trasforma per miracolo l'intera Italia in “anticristiana”. Criticare Ratzinger significa attaccare il cristianesimo e offendere Cristo. Dimenticando, oltretutto, che molti tra quegli agnostici tanto disprezzati considerano Cristo, Dio o uomo che fosse, un Illuminato al pari di Budda, e lo onorano come colui che ha trasformato una religione fondata su un Dio feroce, geloso, vendicativo, razzista, nella religione dell'amore. Un Cristo che rispettava le donne anche se peccatrici, risparmiava gli adulteri, perdonava ai malfattori e diceva “Lasciate che i fanciulli vengano a me” per benedirli, non per sodomizzarli. E certo si direbbe che non da Lui ma semmai da quel feroce e intollerante fanatico, represso sessuale e spregiatore delle donne chiamato San Paolo abbia preso il suo Dna quella Chiesa che finché il mondo civile – nato guarda caso dall'illuminismo – non glielo ha impedito bruciava a fuoco lento nelle piazze (ma che volete, la giustifica il Reverendo Della Loggia, erano altri tempi) quanti osavano mettere in dubbio i suoi dogmi.

Ma a proposito di pedofilia
non possiamo trascurare, caro Direttore, un discorso serio che  coinvolge anche voi. Perché non solo il Vaticano, prima con la Crimen sollicitationis poi con la De delictis gravioribus a firma dello stesso Ratzinger ha contribuito a favorirla permettendole di dilagare sotto la copertura del segreto, ma anche la stampa, con poche eccezioni, si è trasformata oggettivamente in complice di questa operazione censurando con un omertoso silenzio i fatti anche gravi che venivano alla luce. Mi limito a citarle la plateale contestazione durante il concerto di Natale del 2003, nella sala vaticana affollata di prelati in pompa magna e invitati di rango, fatta dalla cantante Lauryl Hill, che interrompendo lo spettacolo si rivolse al pubblico denunciando i casi di pedofilia che stavano allora emergendo a Boston, dove erano stati violentati dai prelati locali ben 542 bambini, e apostrofando severamente gli esterrefatti monsignori (“Vergogna, pentitevi”). Ebbene, la gentile signora incaricata dal vostro giornale del servizio fu così brava che riuscì a non scrivere mai la parola pedofilia e in tutto l'articolo, pur avendo dato conto della contestazione (definita, guarda un po', “blasfema”, come se attaccare il clero significhi bestemmiare il Signore: una Galli della Loggia ante litteram), si guardò bene dal far capire al lettore da quali ragioni era stata ispirata. Una delle pagine più vili, se mi è permesso di dire, nella storia del vostro giornale.

E non è certo per una campagna orchestrata
a livello mondiale, come pure ha adombrato P. G. Battista in un altro articolo comunque assai più equilibrato, che sta ora venendo fuori tutto questo fango: non solo pedofilia di massa ma anche i cadaveri di donne nascosti nei sottotetti delle canoniche, il feroce capobanda ricompensato, non si è mai saputo perché ma forse ora si può indovinare, con la sepoltura in una basilica, il missionario che teneva un milione a disposizione del costruttore-corruttore Anemone, l'alto funzionario capo della cosca di cui lo stesso Anemone faceva parte che era membro (per quali meriti, anche qui si può indovinare) dell'esclusivo “Ordine dei Gentiluomini del Papa” e si avvaleva per le sue serate a luci rosse di un giro di prostituzione di seminaristi. E questo – Della Loggia dixit – sarebbe il mondo della luce che dovrebbe illuminare la nostra bassezza laica?  Così io sottoscritto, caro Della Loggia, che cinicamente, lo confesso, non ho mai creduto al “trascendente” come loro lo insegnano e alle leggende sulla verginità della Madonna ma nonostante ciò ho vissuto una vita onesta, non ho sodomizzato bambini, ho sempre guardato in alto al cielo stellato sopra di noi che anche per chi non crede corrisponde, diceva qualcuno, al mondo morale dentro di noi, ebbene, secondo lei io sarei un essere che si crogiola nella sporcizia e vorrebbe portare anche i fiduciosi credenti al suo livello di bassezza? Ma caro signore sarà lei a crogiolarsi nella sporcizia insieme ai pervertiti di ogni tipo che abbondano nell'istituzione di cui si è eretto a paladino, insieme ai cattolicissimi deputati Udc che pagavano 5.000 euro per una suite d'albergo in cui passare una notte a base di prostitute e di droga, insieme al cattolicissimo cocainomane Marrazzo che festeggiava anche lui con bi e trisessuali con l'auto di servizio e poi se ne andava in convento a fare esercizi spirituali, insieme al cattolicissimo ex presidente del consiglio riconosciuto dalla Cassazione colluso con la mafia fino al 1980 ma nonostante ciò in prima fila in tutte le cerimonie vaticane, insieme ai cattolicissimi camorristi e mafiosi che guidano le processioni del patrono e si segnalano per generosità nelle donazioni alla parrocchia. Massì, tutta bella gente che ha fede, guarda in alto, altro che noi miscredenti nella nostra bassezza. Vada da loro, li raggiunga, si troverà bene. Ite, ite.

Nel suo articolo Battista si domandava perché solo adesso, e tutti insieme, emergono tanti  misfatti a carico della Chiesa. Glielo dico io il perché. Perché da due o tre anni sono cadute le paratie del timore reverenziale e dell'autocensura di magistrati, poliziotti, giornalisti e sta venendo fuori il marciume che troppo spesso si nasconde sotto le tonache di questo clero che ci fa la morale. Ma che con tutto ciò l'Italia sia diventata anticristiana, il Della Loggia lo vada a raccontare a sua sorella. Abbiamo come premier un tappetaro preoccupato solo dei suoi processi, dei suoi affari, delle sue veline maggiorenni o minorenni ma che nonostante ciò è sempre culo e camicia con le più alte gerarchie vaticane; un parlamento che straripa di guardie svizzere e che all'inizio della scorsa legislatura approvò un improvvido indulto (primo atto, addirittura, di un neonato governo di centro sinistra) “perché ce lo ha chiesto il Papa”; Bibì e Bibò Gasparri-Quagliarella insieme a ministri come Sacconi sempre pronti a tradurre devotamente in leggi e regolamenti qualunque desiderio  delle gerarchie d'Oltre Tevere. A tre giorni dalle regionali i Cardinali invitano a votare il centrodestra incidendo pesantemente sull'esito delle elezioni in Piemonte e nel Lazio, forse che dal Quirinale qualcuno abbia osato levare la sua voce? Il massimo organo della giustizia amministrativa stabilisce ufficialmente che la croce va esposta in tutti gli uffici pubblici “perché è un simbolo laico”; sindaci devoti sostituiscono nei loro studi l'effige di Ratzinger a quella di Napolitano; finanziamo la Chiesa cattolica con due miliardi l'anno – soldi nostri, anche di noi agnostici – mentre altri 400 milioni vanno al giornale della Commissione episcopale vaticana, Avvenire; ultimamente si è scoperto, a margine dello scandalo della protezione civile, che sosteniamo perfino l'organizzazione di tutti gli eventi religiosi extra moenia come i pellegrinaggi e i congressi eucaristici, qualunque cosa questi siano. Nella crisi economica in cui ci troviamo, con la scuola pubblica sacrificata da continui tagli, non c'è finanziaria che non faccia cadere soldi a pioggia sulle scuole dei preti. Il 5 per mille, nato per sostenere la ricerca, è diventato un altro modo per foraggiare diocesi e parrocchie. Al mattino, al mezzogiorno e alla sera non si può accendere la televisione di Stato senza dover vedere immagini del Papa, sempre tanto charmant e con il vezzoso segretario alle spalle, che intona preghiere o lancia anatemi, gli eventi un po' più importanti sono ripresi in diretta, non dobbiamo perderci nulla; siamo perfino arrivati, facendo ridere il mondo, all'Inquisizione pallonara che tramite complesse istruttorie di esperti nella lettura del labiale infligge squalifiche a chiunque in campo, irritato da una decisione arbitrale, osi esprimere dubbi sulla bontà del Signore o sulla castità della Madonna, e voi farneticate di “Italia anticristiana”?

Nella situazione in cui ci troviamo – blocco della crescita, disoccupazione alle stelle, mezzo territorio in mano alla criminalità e buona parte dell'altro ormai in mano a razzisti e fascisti, con la classe politica più numerosa e corrotta dell'occidente, la giustizia e la scuola a livelli del terzo mondo: in una parola, siamo nella merda – voi vomitate fiele contro l'illuminismo (dopo oltre duecento anni ancora e sempre “c'est la faute à Voltaire”) e cianciate di un prossimo Armageddon (maddeché?) tra “radicalismo laico enfatico” (il male) e mondo della Chiesa (il bene)? L'intera Italia, caro Direttore, si sta sfaldando  nelle nebbie di un futuro senza prospettive – ha letto l'ultimo bellissimo libro di Luca Ricolfi “Il sacco del Nord”? noo? lo legga, lo legga – mentre un'avvenente ministra, chiamata dal premier, si dice, all'onore della carica per superiori capacità di intrattenimento personale sculetta e canta sui palchi dei comizi prendendosi il pieno di voti, splendida metafora dell'orchestrina che strimpella mentre la nave affonda, e voi del Corriere, quotidiano serio e presunto liberal, cosa fate, ve la prendete con gli anticristo? Ma fateci ridere.    
                
P.S. Una postilla a proposito dell'informazione non richiesta che ha voluto darci il Della Loggia raccontandoci che lui sarebbe un “non credente”. A parte che i lettori lo giudicano secondo quello che scrive, e se lo fa da zuavo pontificio lo etichettano come tale e non gliene può fregare di meno che si dichiari credente o non credente, cattolico o protestante, ebreo sefardita o islamico sunnita, affari suoi, devo dire che non se ne può più, egregio Direttore, di questi sedicenti agnostici tipo Ferrara e Pera che come baciapile sono il peggio del peggio. Ma perché non si convertono ufficialmente una buona volta questi finti atei e gettano la maschera come quell'altro finto islamico di vostra conoscenza che sputava un giorno sì e uno no sull'Islam e alla fine, cristianamente, si è fatto battezzare dal Papa? Si convertano, si convertano. Potrebbero guadagnarci un po' di coerenza, e magari anche una medaglietta da deputato.

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