BOLLETTE SORVEGLIATE SPECIALI

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Sono stati presentati i risultati delle 500 interviste effettuate dall’Adoc in Puglia sul grado di soddisfazione degli utenti in ordine ai servizi di fornitura di energia elettrica, acqua e gas.

Da questo sondaggio si rileva che il 40,6% degli intervistati presta attenzione solo alla somma da pagare, disinteressandosi delle voci che compaiono nella bolletta dell’energia elettrica, mentre più elevata risulta l’attenzione dei consumatori per la fattura del gas (71%) ed il 69,3% è fiducioso dell’estratto contabile che l’amministratore del condominio presenta per il consumo dell’acqua. Ancora, il 72% degli intervistati ha anche dichiarato di avere delle difficoltà in ordine alla fornitura dell’energia elettrica di cui, un 49% per l’interruzione della fornitura ed un altro 23% per cali di tensione.

«Non si comprende come possa accadere – sostiene l’Adoc – visto che la Puglia trasforma e trasferisce energia elettrica altrove attraverso le centrali presenti nei dintorni di Brindisi». Non è regolare neanche l’erogazione dell’acqua per la quale il 28% ha dichiarato di aver subito interruzioni, in media di due ore nell’ultimo anno, e il 2% di questi senza preavviso. L’1% ha sostenuto di aver subito un’interruzione per la fornitura del gas ed un altro 6% ha avvertito odori e fughe del metano. È tanto anche il 40% dei soggetti che segnalano guasti o riscontrano una mancata corrispondenza tra consumo indicato sul contatore e quello trascritto in fattura, per le società del gas. Raggiunge il 37%, anche la percentuale di coloro che segnalano guasti (20%) e la mancata corrispondenza sui consumi (17%) per le aziende di energia elettrica e preoccupante rimane la percentuale del 18,7 degli utenti che non sanno dell’esistenza o non effettuano la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autoclave nel proprio stabile.
Tra i tanti dati, quello sulla trasparenza dei rapporti tra utente e società fornitrice è insufficiente. Nell’indagine è saltato fuori che solo il 10% utilizza i sistemi informatici e quindi, il 26% sa che si può accedere alla conciliazione coinvolgendo un’associazione di consumatori, il 21% ha risposto di essere a conoscenza dell’eventualità di un reclamo, al 5% è nota l’esistenza di una carta dei servizi: il tutto nell’ambito dei servizi idrici integrati. Ma al rimanente 90%: come si intende portarli a conoscenza? L’11% degli utenti di energia elettrica invece, ha presentato procedure di reclamo, ma l’86% di questi non è a conoscenza delle funzioni del proprio contatore elettronico ed il 12% non sa se è dotato di un impianto a norma.
«Sono elementi gravi – sostengono all’Adoc -. Le società devono fare in modo di spiegare periodicamente le funzioni del contatore e i rischi a cui si va incontro se non si possiede un impianto a norma». Si attestano intorno al 25% (una percentuale alta) i reclami che vengono inoltrati alle società di fornitura di gas metano. «Ciò che rende incontrollabile la situazione – per l’Adoc – è la quasi impossibilità di poter ricevere spiegazioni convincenti dai call center. Il fatto stesso, che le società dei servizi dilazionano nel tempo risposte e rimborsi, crea incertezze nei diritti, sfianca la resistenza dei consumatori».

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